Kufr Qassem
Kufr Qassem un villaggio che sogna il grano, i fiori della violetta e lo sposalizio delle colombe. Mieteteli in un solo colpo mieteteli … mieteteli. Un bosco d’ulivi era sempre verde era, amore mio. Certo, cinquanta vittime fecero di essa al tramonto un stagno rosso, cinquanta vittime. Amore mio, non rimproverarmi mi hanno assassinato mi hanno assassinato. Ti dedico ogni cosa l’ombra e la luce l’anello dello sposalizio e tutto cio' che desideri ti dedico un giardino di fichi e ulivi. Verro' da te come tutte le notti introducendomi dalla finestra e nel sogno ti lancero' un gelsomino. Non rimproverarmi se tardero' un poco loro, mi hanno fermato o amore mio, non rimproverarmi mi hanno assassinato mi hanno assassinato. “Kufr Qassem” Sono tornato dalla morte per vivere … per cantare lasciami prendere la mia voce da una ferita incandescente e aiutami sul rancore, che semina spine nel mio cuore. Sono l’inviato di una ferita sulla quale non si tratta, il flagello del boia mi insegno' a camminare sulla mia ferita, camminare … camminare e resistere ! Mahmud Darwish
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traduzione della poesia a cura di www.arabcomint.com