L`ISLAM E I DIRITTI DELL`UOMO

 

 

Le domande cruciali che molti si pongono sono`: l`Islam e` conciliabile con la democrazia? Garantisce i diritti umani? L`esistenza di norme che prevedono punizioni corporali non cozza contro I principi fondamentali del vivere civile? Una società` che si presuppone teocratica e` in grado di rispettare la liberta` di coscienza?

Poiche` tanti danno una risposta a prescindere dalla conoscenza reale dell`Islam, cercheremo di fare   chiarezza sull`argomento al fine di dimostrare che l`Islam e` stato il primo codice a stabilire l`esistenza di diritti per ogni specie vivente, dall`uomo alla pianta, e a spingere l`uomo a lottare per difenderli, mille anni prima che tali principi venissero sanciti, in Europa, dalla Rivoluzione Francese e dall`Illuminismo.

 

IL DIRITTO ALLA VITA

Il diritto fondamentale dell`uomo e` il diritto alla vita, che per l`Islam e` sacro e inviolabile a prescindere dall`appartenenza religiosa. Disse il Profeta: "La vostra vita, la vostra proprietà ed il vostro onore sono inviolabili".

 

LA LIBERTA` DI COSCIENZA

Strettamente connesso al primo e` il diritto alla liberta` di coscienza, che l`Islam, giova ricordarlo, promuove in un periodo in cui l`Europa e` imbarbarita dalle lotte di religione. Un versetto del Corano afferma: "Non c`e` costrizione nella religione". Per principio, l`Islam chiede un`adesione volontaria, impegnando l`individuo con la sincerita` del suo cuore. L`idea che l`Islam si sarebbe diffuso con la spada non ha retto al confronto dell`analisi storica, e corrisponde ad una lettura semplicistica di quelli che sono stati i fattori che hanno determinato l`espansione rapida e fulminea dell`Islam. Alla base del successo c`e` stato, evidentemente, un interesse religioso, ma anche politico, economico, sociale e talvolta anche culturale. Si sono verificate situazioni di guerra, ed anche questo e` certo, ma non sono state affatto la chiave del successo e dell`accettazione dell`Islam in blocco da parte di popolazioni straniere. E` chiaro che la violenza e la colonizzazione omicida non determinano il successo di una religione. La storiografia recente ha ridimensionato enormemente e rivisto l`idea di un Islam conquistatore e guerriero di natura. Se si vuole parlare di conversioni spontanee, queste ci sono state soprattutto nel XVI secolo in Spagna, durante la riconquista da parte dei re cattolici Fernando e Isabella. La prova piu` efficace di una tolleranza sostanziale dell`Islam nei confronti delle altre fedi risiede nel fatto che le comunita` giudaiche piu` antiche, a volte risalenti a trenta secoli fa, sono sopravvissute nel Magreb, cosi` come le antiche comunita` cristiane di Siria, Libano, Palestina ed Egitto.

Nello stato Islamico, la condizione dei cittadini non musulmani e` quella di dhimmi (protetti). L`unica differenziazione tra un musulmano ed un "protetto" consiste nel pagamento di una piccola imposta (jizya) che quest`ultimo e` tenuto a corrispondere allo stato: per il resto, puo` vivere indisturbato, partecipando alla vita sociale ed amministrativa dello stato, poiche`, al pari di un musulmano, la sua vita, il suo onore e la sua proprietà` sono inviolabili. La sua incolumità` e` garantita da un hadith del Profeta, che disse: "Nel giorno della Resurrezione, io stesso saro` nemico di chi ha dato fastidio ad un protetto".

La storia e` ricca di esempi di tolleranza da parte dei musulmani nei confronti di altre religioni: quando il Califfo Omar entro` in Gerusalemme, nell`anno 634, concesse liberta` di culto a tutte le comunita` religiose della citta`. La legge islamica consente anche alle minoranze non musulmane di stabilire una propria corte di giustizia con regole specifiche pertinenti alle comunita` in questione.

 

 IL RAZZISMO

L`Islam rigetta con forza qualsiasi discriminazione tra gli uomini basata su razza, nazionalita`, status sociale. Il profeta dell`Islam, con il suo insegnamento e la sua condotta di vita, ha estirpato quest`aberrazione dal cuore dei musulmani, dimostrando che l`uguaglianza e la fratellanza non solo sono possibili, ma rappresentano lo stato ideale dell`uomo. Il Corano parla di uguaglianza umana nei seguenti termini: "O Gente! Vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina ed abbiamo fatto di voi popoli e tribu` affinché` possiate conoscervi l`un l`altro. In verita`, il piu` gradito a Dio e` il piu` pio tra voi. E Dio e` onnisciente, sapiente"

(49:13). I musulmani sono particolarmente fieri del fatto che, nel corso della storia millenaria dell`Islam, non si e` mai verificato, in seno ad una società` islamica, alcun caso di discriminazione razziale, di segregazione, di apartheid, di pulizia etnica o di intolleranza per motivi di razza. Il Profeta disse: "Il vostro Dio e` uno, e cosi` il vostro padre originario. Un Arabo non e` migliore di un non Arabo, ne` un bianco di un nero, ma e` la pieta` che rende migliori".

 

LE PENE CORPORALI

Nei testi islamici sono menzionate effettivamente alcune pene corporali per alcuni gravissimi peccati, come l`omicidio volontario, l`adulterio ed il furto, ma queste sono accompagnate da clausole di condizionalita` che determinano la loro applicazione in modo molto preciso e rigoroso. E` chiaro che lo stato della società` circostante e` di estrema importanza per l`applicazione delle regole del diritto: una società` che non abbia raggiunto un grado elevato di coscienza etica, non puo` pensare di orientare la sua legislazione in tal senso.  Il lavoro educativo a monte resta l`essenziale. Esso, e non la repressione o l`applicazione letterale di talune norme, rappresenta la vera fedeltà` al messaggio islamico, poiche` insegna a ciascuno ad armarsi contro le proprie deviazioni e ad essere in grado di assumersi il peso delle proprie azioni. La società` islamica vuole essere una comunita` di spiritualita` e di responsabilità`, in cui non vi e` bisogno di edificare uno spazio del timore della repressione e del costante sentimento di colpevolezza. Reprimere non e` islamico, educare si`. Cio` premesso, veniamo alla spiegazione delle sanzioni islamiche.

Abbiamo gia` detto che le condizioni che accompagnano queste pene le rendono, di fatto, praticamente inapplicabili. Basti pensare, ad esempio, alle condizioni in materia d'adulterio: quattro testimoni, di provata onesta` e sincerita`, devono testimoniare, sotto giuramento, di aver assistito alla consumazione dell`atto sessuale. L`applicazione della pena, tenuto conto delle condizioni che devono verificarsi per farla rispettare, e` praticamente impossibile. Con l`enunciazione della pena, l`Islam vuole piuttosto sottolineare la gravita` della fornicazione e dell`adulterio davanti a Dio e sul piano sociale, e quindi, essa ha una finalita` essenzialmente educativa e dissuasiva. E` un insegnamento morale molto forte che le società` musulmane devono trasmettere e proteggere a monte, e non limitarsi alla repressione, come taluni sapienti suggeriscono, tradendo, in cio` lo spirito dell`Islam ed il suo insegnamento. La pena di morte, che l`Islam prevede per alcuni gravissimi reati quali l`omicidio volontario, ha avuto pochissime applicazioni, durante la vita del Profeta, poiche` egli ha insegnato il perdono, ma lo ha accompagnato con un appello alla coscienza, all`esigenza e all`umilta`, prima e dopo l`errore. Bisogna rilevare che tutto l`apparato legislativo islamico e` orientato verso la giustizia. L`Islam e` categorico in cio`, anzi, la giustizia verso tutti gli esseri viventi viene considerata una parte fondamentale della fede e della pratica islamica. Il Corano dice: "Dio vi esorta a restituire I depositi ai loro proprietari e a giudicare con equita`…" (4:58), "Comportatevi con giustizia, poiche`, in verita`, Dio ama I giusti" (49:9), "O voi che credete! Siate testimoni sinceri davanti a Dio secondo giustizia, e non vi spinga all`iniquità` l`odio per un certo popolo. Siate equi: l`equita` e` consona alla devozione" (5:8). In conformità a questi versetti,  appare chiaro che, per l`Islam e`essenziale fare in modo che chiunque abbia subito un torto abbia la garanzia della riparazione dello stesso. Il Profeta dichiaro` che anche un animale ingiustamente maltrattato ha diritto alla giustizia. Ne` bisogna dimenticare la costante propensione, da parte di Maometto, a cercare di evitare l`applicazione delle pene e a rifiutare la durezza.

Il diritto islamico, soprattutto in questo campo, e` dinamico, evolutivo, e soprattutto fondato sull`esigenza di razionalita` ed elaborazione umane. Non ha nulla a che vedere con l`idea di un diritto fisso, totalmente disumanizzato perche` rivelato. L`Islam fa riferimento sempre alla necessita` che la ragione umana svolga il suo ruolo.

In occidente, poi, si e` diffusa la falsa credenza che le pene corporali siano diverse da uomo a donna, e che l`adulterio femminile sia visto in maniera disuguale da quello maschile. Nulla di cio` ha corrispondenza nella realtà` e nei testi. Quando lo stato civile delle persone e` lo stesso (celibi o coniugati), non esiste differenza tra l`uomo e la donna a questo proposito.

 

LA DEMOCRAZIA

 L`Islam, come religione e sistema di vita, e` nato dall`aggregazione spontanea d'individui che, credendo e riconoscendosi nel messaggio egualitario e di giustizia predicato da Maometto, hanno liberamente costituito la prima comunita` di credenti, a Medina, nel VII secolo dopo Cristo. La storiografia moderna, alla luce degli antichi documenti, delle cronache e delle narrazioni, hanno messo in luce il carattere fortemente democratico di queste prime comunita` islamiche: le decisioni, sia di carattere economico che militare che sociale, venivano prese per consultazione. La popolazione di Medina partecipava liberamente, attraverso assemblee in cui ciascuno aveva diritto di parola, alla gestione dello stato e all`elezione dei capi della comunita`, nonche` alla divisione equa dei beni che affluivano nelle casse dello stato. L`Islam ha concesso il diritto di voto alle donne 1400 anni prima di quanto abbia fatto l`occidente. In nessun momento, per nessuna ragione, l`Islam ha insegnato a prevaricare e ad imporsi con la forza, oppure a mettere in discussione I diritti delle minoranze e la loro partecipazione alla vita dello stato. L`epoca d`oro dell`Islam, quella del Profeta e dei suoi compagni "benguidati", ha dimostrato che lo stato islamico e` non solo in grado di applicare la democrazia vera, in cui anche le donne, gli schiavi, i bambini, gli animali, le piante, hanno gli stessi diritti, ma che la democrazia e`l`inclinazione naturale, l`obiettivo e la spina dorsale dell`Islam. Attualmente, quasi tutti i paesi a maggioranza islamica sono dittature imposte dall`Occidente per motivi economici. Tali governi non hanno nulla a che vedere con l`Islam, ma, al contrario, lo combattono aspramente, salvo usarlo in maniera strumentale come   propaganda elettorale.

 

LA LIBERTA` D'ESPRESSIONE

Alcuni anni fa, la fatwa di condanna emanata da alcuni ulema iraniani contro lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie, fece inorridire gran parte del mondo occidentale, che attaccarono l`Islam in nome della "liberta` d`espressione". Diritto, questo, che l`Islam riconosce pienamente, purche` esercitato entro determinati limiti. La liberta` personale per l`Islam e` sacrosanta, ma cio` non vuol dire che un uomo possa offendere il sentimento religioso di milioni di credenti, o urtare la moralita` collettiva o trasgredire i limiti della decenza. In Iran, che e` uno stato Islamico, ed in tutto il mondo a maggioranza musulmana, cio` non e` consentito.   Non c`e` altra via che quella del dialogo e della spiegazione quando uomini e donne si sentono feriti, persini umiliati, nella loro fede e nella loro identita`. Spiegare ci sembrerebbe il minimo di una liberta` d`espressione ben compresa e responsabile. Da premettere, comunque, che dal punto di vista dell`Islam, nulla puo` giustificare un appello all`esecuzione sommaria, al di fuori di ogni rispetto del diritto. L`affare Rushdie ha discretamente confortato i cliché` e rinforzato le opposizioni tra due civiltà`. La liberta` d`espressione e` un diritto che va difeso, con forza ed energia. Ma bisognerebbe qui ricordare che migliaia di Rushdie marciscono nelle prigioni di tutto il mondo, e di quello a maggioranza musulmana in particolare, sottoposti a torture e persecuzioni nel buio delle carceri: sono intellettuali musulmani che muoiono in Siria, in Tunisia, in Egitto, in Arabia Saudita, in Israele, per avere utilizzato la loro intelligenza e la loro penna. Se "i cantori della liberta`" si battessero con determinazione anche per questi, allora dimostrerebbero che il caso Rushdie non e` stata una poco dignitosa strumentalizzazione, ma un`effettiva difesa dei diritti dell`uomo.

 

I DIRITTI DI CIASCUNO SONO IMPORTANTI!

L`Islam riconosce i diritti di ciascun essere vivente, li rispetta, e insegna all`uomo a fare altrettanto. Fermi restando i diritti fondamentali dell`uomo, che sono peculiari a tutti gli esseri umani, nel sistema islamico ciascuno gode dei diritti propri della categoria cui appartiene.

 I bambini hanno il diritto di vivere, crescere nella maniera migliore, essere assistiti dai genitori, istruiti, mantenuti fino a che non siano indipendenti. Hanno diritto a non essere mai mortificati nel loro amor proprio, poiche` il Profeta ha detto: "La vita e l`onore di ciascuno di voi sono inviolabili". E ancora: "Trattate i vostri figli con riguardo. Essi sono doni che vi sono stati offerti."

I genitori hanno il diritto di essere trattati con amore e misericordia dai figli. Prendersi cura di loro durante la vecchiaia e` un dovere assoluto per il musulmano e la sua importanza e` inferiore soltanto alla preghiera. Il Corano dice:"Il tuo Signore ti ha ordinato di non adorare nessuno all`infuori di lui, e di essere benevolo con I tuoi genitori. Se uno di loro o ambedue raggiungeranno un`eta` avanzata, nel corso della tua vita, non dir loro parole di disprezzo,ma rivolgiti con amore e rispetto". "E con bonta` inclina verso di loro l`ala dell`umilta` e della protezione e di`: Mio Signore, concedi loro la tua misericordia, perche` loro si sono presi cura di me nella mia infanzia."(17:23, 24)

L`operaio ha il diritto di vedersi pagare il salario "prima ancora che si asciughi il sudore sulla sua fronte", il vicino di casa ad essere trattato col massimo rispetto, ad essere sostenuto, consolato in caso di difficoltà` e a non essere importunato in alcun modo.

I poveri, i viandanti, i forestieri hanno il diritto, all`interno di uno stato islamico, ad essere sostenuti economicamente e moralmente da tutta la comunita` dei credenti. A questo scopo viene devoluta la zakat, o elemosina legale che ciascun musulmano e` tenuto a corrispondere al governo islamico. Della zakat puo` beneficiare chiunque ne abbia bisogno , anche se non musulmano.

Anche gli animali hanno dei diritti: essi hanno il diritto di essere trattati con rispetto, che non sia fatto loro del male, che le loro sofferenze siano alleviate per quanto possibile. Il Profeta disse:" Chi non ha compassione per gli altri, non avra` la compassione di Dio. Dio ricompensa chiunque fa del bene a qualsiasi essere vivente". Celebre e` il detto di Maometto riguardo alla donna che merito` l`inferno per aver trattato male il suo gatto.

Si puo` dire che la Shari`a occupa la stessa posizione, rispetto al diritto cosi` come e` praticato nell`Islam, della Dichiarazione dei Diritti dell`Uomo rispetto al diritto, penale e civile, nei paesi occidentali.

 

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