L'Iraq potrebbe diventare il più grande errore USA
| Come persona che visitò l'Iraq nel 1999 - dove la situazione, nonostante le soffocanti sanzioni, era migliore di quella di oggi - posso testimoniare che il governo iracheno non era in grado di fornire, per giorni e talora per settimane, neppure i servizi basilari di acqua ed elettricità, figurarsi la possibilità di attaccare potenti paesi stranieri - distanti migliaia di chilometri e in possesso di armi di sterminio di massa. |
| Il governo USA ha
perso l'opportunità di rimediare ad alcuni grossolani e disastrosi errori
in Iraq. Invece, ha preferito incamminarsi per lo stesso sentiero scelto dai passati governi USA in Asia, Sudamerica ed altrove.
Per convincere il pubblico americano
della necessità di scavalcare le Nazioni Unite per lanciare tale
aggressione, l'amministrazione Bush ricorse a mezze verità e
dichiarazioni false sulla minaccia immaginaria che il governo di Saddam
Hussein poneva alla loro sicurezza nazionale.
Alcuni di coloro che non erano certi dei
reali motivi per l'invasione USA, dovrebbero anch'essi attenersi alla
realtà, e riflettere sugli annunci fatti dai generali di guerra, i quali
tenevano il pubblico informato su quanti pozzi petroliferi fossero stati
"liberati". Prima della caduta di Baghdad, il numero di pozzi
liberati era di 600. Mentre le forze d'occupazione si mossero con lentezza
e disinteresse per fermare i saccheggi e mettere fine al caos causati
dall'invasione, truppe USA in pieno servizio si occuparono esclusivamente
della sicurezza del Ministero del Petrolio. Quando visitai l'Iraq alcuni anni fa, insieme con una delegazione internazionale di medici e giornalisti, una popolazione che soffriva tremendamente sotto il peso delle sanzioni, ci accolse con grande calore. Due settimane fa, un membro di quella delegazione e' tornato dall'Iraq, dopo aver concluso la sua terza visita, questa volta dopo la "liberazione" dell'Iraq e dei suoi pozzi petroliferi. Ha raccontato che questa e' stata la visita più dolorosa, dal momento che il popolo iracheno, noto per la sua cortesia e generosità, non era più disposto ad accogliere alcuno con calore, irato e tradito come si sentiva. E perchè non avrebbe dovuto esserlo? Come se l'invasione e l'occupazione non fossero abbastanza, gli abusi dei diritti umani e l'uccisione quotidiana di civili in Iraq ricordano costantemente agli occupati che gli USA sono molto poco interessati a generare fiducia nell'iracheno medio. Gli iracheni stanno sperimentando un livello di umiliazione mai sperimentato prima, neppure durante gli anni di Saddam. Fu piuttosto strano sentire il ministro della "difesa" USA, Donald Rumsfeld, appellarsi alle Convenzioni di Ginevra sul trattamento dei prigionieri allorché la televisione araba al-Jazeera trasmise le immagini dei prigionieri di guerra americani interrogati di fronte alle telecamere. Da allora, però, pochi hanno mancato di vedere il trattamento dei prigionieri iracheni in mano americana e britannica. Notizie di torture e stupri non sono più semplici voci, ma rapporti legittimi preparati da rispettati gruppi per la difesa dei diritti umani. Forse la Convenzione di Ginevra non contemplava prigionieri arabi, o, forse, e' solo Rumsfeld pensarla così. Oggi, le donne irachene hanno paura di uscire dopo il tramonto a causa della mancanza di sicurezza, del caos e dell'anarchia, rafforzata dal fatto che l'amministrazione d'occupazione e' concentrata esclusivamente sul raggiungimento dei suoi obiettivi. Gli USA hanno chiaramente dimostrato che la sicurezza ed il benessere degli iracheni ordinari non e' in agenda.
L'occupazione dell'Iraq e' un disastro
colossale che si sta trasformando in uno degli errori storici più grandi
degli USA. Se la cabala di Bush possedesse un livello medio di saggezza,
trasferirebbe di corsa ogni potere ad una vera rappresentanza del popolo
iracheno, con l'aiuto dell'ONU e dei paesi arabi, in modo da stabilizzare
la volatile situazione del paese.
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