La Politica estera USA nella distruzione dell'Iraq


Contenuti

La manipolazione delle Nazioni Unite
La politica estera USA: "... i nostri interessi ..." Bill Clinton
La Commissione ONU sulle sanzioni
- Chi ne ha il compito?

 

La manipolazione delle Nazioni Unite

Le seguenti considerazioni indicheranno al lettore i modi in cui gli USA manipolano le N.U. Le citazioni seguenti sono indicative su come le N.U siano gli USA e ne rispettino gli ordini:

Nel dicembre 1998 col pretesto della Risoluzione 687 delle N.U. che chiede la creazione di una free zone in Medioriente contro le "armi di distruzione di massa", vi fu un bombardamento sull'Iraq. Prima di passare al ulteriori considerazioni, va notato che gli USA si sono sempre rifiutati di prendere in considerazione l'arsenale nucleare di Israele, di cui sono i primi fornitori d'armi.
Durante le votazioni per l'approvazione della risoluzione 687, la quale altro non era che un'autorizzazione per l'uso della forza, l'ambasciatore yemenita Abdallah Saleh al-Ashtal voto' contro la risoluzione. Uno dei diplomatici USA affermo' che quella "
era stata la votazione che sarebbe costata di piu' al suo paese". In risposta, infatti, gli USA e alcuni altri paesi tagliarono gli aiuti allo Yemen, uno dei piu' poveri paesi arabi.

"Si fa quello che noi diciamo", era stato il motto coniato da George Bush senior per il Nuovo Ordine Mondiale iniziato con i bombardamenti del 1991. Nell'era Clinton, la considerazione USA per la legalita' internazionale era divenuta ancora piu' esplicita. Quando era ambasciatrica all'ONU, Madeline Albright disse semplicemente, alle Nazioni Unite: "Ci comporteremo multilateralmente quando potremo, unilateralmente quando dovremo" (e, se non vi piace, arrangiatevi).
Nel 1997, la Albright dichiaro': "
Non siamo d'accordo con le nazioni che asseriscono che se l'Iraq ottemperasse alle nostre richieste sulle armi di distruzione di massa, le sanzioni dovrebbero slittare". Lo stesso Clinton ando' anche oltre quando disse: "Le sanzioni dureranno fino alla fine dei tempi, o fino a che duri Saddam".

Nello spiegare qual'era il "prezzo" che secondo la Albright valeva la morte di mezzo milione di bambini iracheni, James Rubin, portavoce della Casa Bianca, disse in un' intervista a John Pilger: " ... nella politica, bisogna scegliere tra due mali ... e, sfortunatamente, l'effetto delle sanzioni e' andato oltre quanto noi sperassimo ... Noi crediamo che anche prima delle sanzioni ci fossero seri problemi di salute e di poverta' in Iraq". Le implicazioni erano chiare: quei bambini sarebbero morti ugualmente. I rapporti dell'UNICEF, invece, confermano il contrario. Esso riporta che, nel 1990, l'Iraq godeva di un alto tenore di vita, salute ed istruzione, con un tasso di mortalita' infantile irrisorio.

"Da precedenti viaggi, sapevamo esattamente dove trovare le piu' micidiali armi di distruzione di massa. Bastava che gli ispettori entrassero in qualsiasi ospedale dell'Iraq per vedere come le sanzioni siano esse stesse un'arma letale, che distrugge le vite dei piu' vulnerabili tra gli iracheni. Nei reparti pediatrici, piccole vittime si contorcono dal dolore, privi di anestetici ed antibiotici. Migliaia di bambini, avvelenati da acqua inquinata, muoiono di dissenteria, colera e diarrea. Altri soccombono ad infezioni respiratorie che, per mancanza di cure, diventano infezioni generali letali. 5000 bambini, al di sotto dei 5 anni d'eta-, periscono cosi' ogni mese". Kathy Kelly, 9 marzo 1998

 

La politica estera USA - "…i nostri interessi …" - Bill Clinton

La politica americana verso l'Iraq e' stata a lungo giustificata come misura necessaria per fermare la proliferazione delle armi e prevenire l'uso di "strumenti di distruzione di massa". Eppure, Washington non ha alcun problema con altri paesi possessori di tali armi, purche' siano amici dell'occidente. Prendiamo, ad esempio, Israele, la quale non solo ha avuto l'accesso allo sviluppo del sesto piu' grande arsenale nucleare al mondo, ma ha anche collaborato al programma nucleare del Sudafrica dell'apartheid.
Gli USA affermano anche di voler proteggere i Curdi nell'Iraq del nord con l'imposizione, nell'area, di una no-fly-zone. La campagna turca di sterminio contro i curdi, invece, e' accettabile, poiche' la Turchia e' un alleato fondamentale degli USA nell'area.
L'anno 1994, ad esempio, e' stato un anno rimarchevole per due motivi: e' stato l'anno in cui la repressione turca contro i curdi si e' intensificata, e l'anno in cui gli aiuti USA alla Turchia si sono intensificati.

Negli anni '80, il Dipartimento Americano per il Commercio approvo' contratti che avrebbero rifornito l'Iraq di materiale biologico per fabbricare l'Antrace, l'E. Coli, il Botulino e questi rifornimenti continuarono anche dopo che Saddam ebbe usato tali armi contro i curdi ad Halabja e contro gli iraniani alla frontiera.
Gli USA continuarono esportando in Iraq prodotti agricoli chimici che, di fatto, distrussero intere aree agricole nel nord del paese, provocando poi una penosa carestia. Nel dicembre 1989, George Bush annuncio' che gli Usa avrebbero aumentato il credito all'Iraq per l'acquisto di ulteriori prodotti agricoli e chimici ed equipaggiamento per la produzione di armi chimiche e biologiche. In quel tempo, Saddam era dalla loro parte. L'impegno degli USA a favore di Saddam puo' essere visto dall'incidente avvenuto nel maggio 1987, quando un missile iracheno colpi' il cacciatorpediniere USA Stark, uccidendo 37 membri dell'equipaggio. Lo Stark si trovava nell'area per aiutare l'Iraq nella guerra da questi scatenata contro l'Iran. Nel giugno 1988, la nave da guerra americana Vincennes colpi' un airbus iraniano che viaggiava in un corridoio aereo chiaramente commerciale, non militare, uccidendo le 290 persone che erano a bordo. In quel momento, la Vincennes si trovava nelle acque territoriali iraniane.

Il presidente Clinton affermo' che ci sono paesi, oltre l'Iraq, che possiedono armi di distruzione di massa, ma che solo l'Iraq le ha usate. Clinton e' convinto di parlare con ignoranti, perche' e' ben noto che gli USA sono i maggiori detentori di armi di distruzione di massa, e nessun altro paese ha avuto meno scrupoli nell'usarle. Gli USA sono gli unici ad aver usato (ben due volte) la bomba atomica a Hiroshima e Nagasaki, nel 1945, con 200.000 persone morte sul colpo, e migliaia nel corso degli anni a causa delle radiazioni letali. Milioni di vittime si sono contate in Corea e Vietnam, a causa di armi convenzionali, chimiche, batteriologiche.
Nello spiegare la strategia USA verso l'Iraq al Washington Post, un ufficiale americano ebbe a dire: "
Piu' a lungo potremo prendere in giro il Consiglio {di sicurezza dell'ONU} per mantenere le cose statiche, meglio sara'".

 

La Commissione ONU sulle sanzioni - Chi ne ha il compito?

Peter van Walsum e' l'ambasciatore olandese alle Nazioni Unite e il presidente della Commissione sulle sanzioni del Consiglio di sicurezza. Come James Ruben, anche lui sembra ritenere che l'Iraq sia Saddam e Saddam sia l'Iraq.
Il seguente estratto da una conversazione tra John Pilger e l'Ambasciatore van Walsum dara' un'indicazione del pensiero ipocrita e cinico tenuto da questo "ambasciatore della pace".

JP: Perche' la popolazione, che e' innocente, dovrebbe pagare per i crimini di Saddam?
VW:
E' difficile da spiegare. Bisogna capire che le sanzioni sono una misura curativa che il Consiglio di Sicurezza ha a disposizione ... ovviamente fanno male. Sono simili a misure militari.

JP: Ma fanno male a chi?
VW:
Beh, certo, questo e' il problema ... ma anche l'azione militare presenta l'eterno problema dei danni collaterali.

JP: Sicche' un'intera nazione diventa un danno collaterale, e' corretto?
VW:
No, dico che le sanzioni hanno degli effetti simili ... Vede, dobbiamo fare altre considerazioni su cio', capisce ...

JP: Lei ritiene che la gente abbia gli stessi diritti umani non importa dove viva e sotto quale regime?
VW:
Si, naturalmente.

JP: Cio' non vuol dire che le sanzioni da voi imposte violano i diritti umani di milioni di persone?
VW:
Ci sono documentazioni che anche il regime iracheno ha commesso gravissime violazioni dei diritti umani!

JP: Non c'e' dubbio su cio'. Ma qual'e' la differenza tra i diritti umani violati dal regime e quelli violati dalla vostra Commissione?
VW:
Questo e' un argomento particolarmente delicato, Mr. Pilger.

JP: Cosa rispondete a coloro che affermano che le sanzioni imposte all'Iraq sono "armi di distruzioni di massa", proprio come le armi chimiche?
VW:
Non penso che sia un paragone pertinente.

JP: La morte di mezzo milione di bambini non e' distruzione di massa?
VW:
Non credo che lei debba usare questo argomento per convincermi. Si ricordi che tutto e' cominciato con l'invasione del Kuwait nel 1990.

JP: Facciamo che l'Olanda sia governata da un Saddam Hussein olandese e che fossero imposte delle sanzioni per cui i bambini olandesi cominciassero a morire come mosche. Lei come si sentirebbe?
VW:
Non penso che la questione debba essere impostata in questo modo... Qui parliamo di una situazione causata da un governo pericoloso per i suoi vicini, che possiede armi di distruzioni di massa.

JP: Perche' non vi sono sanzioni simili su Israele, che occupa gran parte della Palestina e attacca il Libano a giorni alterni? Perche' non vi sono sanzioni sulla Turchia, che ha deportato 3 milioni di curdi e causato la morte di 30.000 di essi?
VW:
Beh, ci sono decine di paesi che fanno cose che non ci piacciono, ma noi non possiamo essere dovunque. Lo ripeto, l'argomento e' complesso.

JP: Quante pressioni esercitano gli USA sulla vostra commissione?
VW:
Operiamo per consenso.

JP: E cosa accade se gli USA non sono d'accordo?
VW:
Non operiamo.

Iraq: Rassegna stampa

 

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