La Concezione della Vita nell’ Islam
Il sistema di vita islamico e’ qualcosa di unico e di diverso da qualsiasi altra ideologia. Per I musulmani, infatti, esso ha origine direttamente da Dio: non e’ opera di politici, ne’ di economisti, ne’ di moralisti o psicologi. E’ Dio stesso che, nella Sua infinita saggezza, da’ all’uomo le indicazioni e le leggi morali per realizzare la giustizia e la felicita’ gia’ durante la vita terrena. Lo scopo dell’Islam e’ quello di realizzare un’umanita’ sana, che dia importanza sia alla vita temporale e contingente che a quella spirituale, senza mortificare nessuna delle due sfere. I principi islamici sono perfettamente coerenti con le esigenze piu’ profonde ed essenziali dell’uomo: essi sono praticabili, flessibili e comprensivi ed aiutano l’uomo a realizzare il fine e l’obiettivo dell’esistenza. Nell’ottica islamica, la vita e’ uno stato transitorio: tutto viene da Dio, e tutto a Lui fara’ ritorno, per cui l’uomo deve vivere la sua vita senza mai dimenticare che non tutto si esaurisce nel breve tempo dell’esistenza umana. La presenza di Dio e la consapevolezza degli obblighi che l’uomo ha verso di Lui informano tutta la vita del musulmano. L’Islam mette in guardia contro I rituali ed I concetti superficiali che conducono ad una religiosita’ tiepida, non effettiva e quindi incapace di guidare l’uomo verso il comportamento piu’ giusto. Cio’ che attualmente differenzia I musulmani e’ l’atteggiamento verso cio’ che e’ illecito. Il concetto di “peccato” o di “moralmente scorretto” sembra avere perso importanza, nel mondo occidentale. Tutto sembra essere lecito e permesso: la psicologia modernista a lungo ha invitato l’uomo a non coltivare atteggiamenti di auto-costrizione o di auto-repressione, ma, al contrario, ha insistito sulla legittimita’ della soddisfazione di qualsiasi impulso. L’esperienza ci dice, invece, che piu’ l’uomo si sente libero, meno lo e’ effettivamente, che meno si sente vincolato, nelle sue azioni, da una legge morale forte, piu’ e’ infelice. Non si puo’ spiegare altrimenti l’alto tasso di malattie nervose e di suicidi nei paesi ricchi e “progressisti”, nonostante la liberta’ di cui ognuno sembra beneficiare e a dispetto del benessere materiale raggiunto. La liberta’ assoluta in campo sessuale, ad esempio, ha portato maggiore felicita’ all’uomo? Le statistiche ci dimostrano che mai ci sono state tante perversioni e tanti crimini sessuali come oggi, e mai I rapporti tra uomo e donna hanno raggiunto un livello cosi’ basso in termini di fiducia e rispetto reciproco. Segno evidente che il “poter far tutto” non garantisce ne’ la felicita’ ne’ rapporti piu’ distesi tra gli individui.
L’ Islam, invece, parte dal presupposto che liberta’ non e’ “fare cio’ che si vuole”, ma “fare cio’ che si deve”, perche’ soltanto in questo modo l’uomo riesce ad affrancarsi dalla schiavitu’ delle pulsioni e degli istinti primordiali. Il controllo di se’ ed il rispetto per gli altri realizzano la vera vita morale, che non e’ moralismo chiuso e bigotto, ma, al contrario, riflette l’essenza intima e naturale dell’uomo. I principi contenuti nel Corano rappresentano per il musulmano delle verita’ assolute, date da Dio all’uomo con la garanzia del raggiungimento della felicita’ su questa terra e dopo la morte attraverso l’applicazione di esse alla vita quotidiana. Il buon comportamento, nei confronti della propria famiglia come degli estranei, e’ il piu’ tassativo dopo la fede in Dio. “Voi siete la migliore comunita’ mai apparsa sulla terra, perche’ raccomandate il bene e condannate il male…” (Corano 3:110). L’esperienza dimostra che, come una malattia non curata tende a progredire, cosi’ le azioni riprovevoli ed il cattivo comportamento tendono a radicarsi nella vita dell’uomo: se non impedite o biasimate, vengono assimilate dall’uomo, ci si abitua ad esse e, col tempo, diventera’ molto difficile cambiarne l’attitudine. Questo e’ cio’ che avviene nella societa’ quando il male non viene piu’ condannato e non si alzi forte l’esortazione al bene. Cominciano ad essere tollerate tutte quelle azioni che sono scorrette verso se’ stessi e verso gli altri, come la corruzione morale e materiale, l’egoismo, l’ingiustizia, la vanita’, la corsa al successo ed al profitto.
La concezione islamica della vita e’ strettamente connessa all’intimo impulso verso il bene che e’ in ogni uomo. La convinzione forte e radicata dell’esistenza di un Dio a cui dare conto delle proprie azioni fa in modo che per il musulmano sia del tutto naturale sottomettersi a Lui ed alle sue leggi, realizzando cosi’ quella vita morale a cui l’uomo spontaneamente tende. La fede e’ la reale forza che aiuta a rafforzare l’osservanza della morale. Per quale motivo il musulmano si astiene dalla frode, dalle maldicenze, dalla prostituzione, dall’alcool? Non certo per timore di essere giudicato da un tribunale umano: il musulmano limita il suo volere a quanto prescritto da Dio Onnisciente, e tutta la pratica islamica non fa che tendere verso il rafforzamento del carattere del musulmano. Il digiuno osservato nel mese di Ramadhan, ad esempio, e’ un mezzo straordinario di auto-controllo e di auto-imposizione a non trasgredire I limiti. Imparare a controllare gli impulsi e le tentazioni e’ fondamentale in una societa’ come quella attuale, dove le tentazioni sono molte e svariate ed I freni morali praticamente inesistenti.
Se la capacita’ di controllare I propri impulsi rappresenta l’impegno maggiore per un musulmano, la giustizia e la moderazione rappresentano due aspetti fondamentali della concezione islamica della vita. Il musulmano e’ chiamato a comportarsi con giustizia, a lottare per essa con tutti I mezzi leciti possibili: “Riparate ad un’ingiustizia con l’azione; se questo e’ impossibile, allora con la parola; e se questo e’ impossibile, dissociatevi da essa nel vostro cuore. E questo e’ il grado piu’ basso della fede”, disse il profeta dell’Islam. La giustizia impone al musulmano di trattare bene la creazione di Dio e di rispettarla in tutte le sue forme, dall’essere umano all’ambiente. “Chi non tratta gli altri con giustizia ed equita’, non e’ dei nostri”. La moderazione e’ il cardine stesso della religione. Il Corano definisce la ummah (comunita’) musulmana come “la comunita’ del giusto mezzo” e dell’equilibrio tra il Divino e l’umano, lo spirito e la materia, l’individuo e la collettivita’. Non c’e’ posto per gli estremismi, nell’Islam: il musulmano ama la vita, ma non e’ schiavo di essa e dei suoi piaceri; rispetta e tratta con cura gli animali, ma e’ ben lungi da considerarli esseri umani; cura e da’ importanza al suo aspetto esteriore, ma non ne fa la sua religione. La moderazione in tutti gli aspetti della vita, sia quelli morali che quelli materiali, fa si’ che il Corano dica: “Voi siete la migliore comunita’ che sia stata suscitata tra gli uomini: esortate al bene, combattete il male e credete in Dio” (3:110).
Il musulmano praticante si astiene dal vizio. Concettualmente, l’Islam prende le distanze, ed invita il fedele a fare altrettanto, da tutto cio’ che puo’ essere dannoso al corpo ed allo spirito. “Tutto cio’ che e’ bene vi e’ lecito, tutto cio’ che e’ male vi e’ interdetto” rappresenta la spina dorsale della pratica islamica. Al musulmano e’ proibita l’invidia, perche’ essa rappresenta un atto di ribellione alla volonta’ di Dio ed al modo in cui Egli ha distribuito I suoi doni tra gli uomini, oltreche’ un sentimento che semina discordia e veleno tra la gente: “Non invidiatevi gli uni gli altri e non seminate corruzione sulla terra!”. La maldicenza e’ aspramente condannata, e cosi’ pure ridicolizzare gli altri. Il profeta disse: “Se parlate di qualcuno, parlatene bene. E se non potete parlarne bene, allora astenetevi dal parlarne”.
I musulmani seguono una religione di misericordia, che impone ai suoi fedeli di usare misericordia e gentilezza verso tutti gli esseri viventi: “Quando uccidete per cibarvi, fatelo con gentilezza, riducendo al minimo la sofferenza dell’animale. C’e’ una ricompensa per la gentilezza verso qualsiasi essere”. L’Islam raccomanda di prendersi cura dei genitori anziani, dei figli finche’ non saranno in grado di sostenerda soli, degli orfani, dei bisognosi. Il musulmano ama la famiglia, essa e’ il suo ambiente naturale ed ideale: le raccomandazioni da parte del Corano e del profeta riguardo questo istituto sono indicative del valore attribuito dall’Islam alla famiglia, primo nucleo della societa’. Il profeta disse: “Il migliore tra voi e’ chi usa le parole piu’ gentili verso la propria moglie, cresce con tenerezza I figli ed onora I suoi genitori in vecchiaia”. Secondo l’Islam, la forma corretta di rapporto tra uomo e donna e’ il matrimonio: esso ritiene illecita ogni forma di rapporto extra-coniugale, considerato come atto asociale che mina la societa’, la sua sicurezza e la sua stabilita’ dalle fondamenta. All’interno della coppia, I rapporti tra coniugi devono essere basati sulla tenerezza, sulla fiducia, sul mutuo sostegno e consultazione. A questo proposito, il Corano usa le parole piu’ belle: “Ed e’ un suo segno l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinche’ troviate riposo in esse, ed ha stabilito tra voi amore e misericordia. Ecco dei segni per coloro che riflettono”.
La vita e la proprieta’ di tutti I cittadini dello Stato islamico sono sacri ed inviolabili, siano essi musulmani o no. L’Islam protegge l’onore dell’individuo e ne garantisce I diritti umani. Invita alla comprensione tra I popoli ed al superamento di ogni pregiudizio basato sulla diversita’: “O voi che credete! Siate testimoni sinceri di fronte a Dio secondo giustizia. Non vi spinga all’iniquita’ l’odio per un certo popolo. Siate equi: l’equita’ e’ consona alla devozione”. (Corano5:8). Il razzismo e qualsiasi tipo di discriminazione sono avulsi ed estranei all’Islam: in nessun periodo della storia musulmana, in nessun paese islamico si sono avuti fenomeni aberranti come la segregazione razziale o l’apartheid o la discriminazione di un individuo sulla base della ricchezza, della razza, del colore della pelle. “O uomini, vi abbiamo creato da un uomo e da una donna ed abbiamo fatto di voi nazioni e tribu’ affinche’ vi conosceste. Invero, il piu’ nobile tra voi e’ colui che piu’ teme Dio”.(Corano 49:13).
Praticare l’Islam significa liberarsi dal dominio dell’uomo sull’uomo, dallo sfruttamento sia fisico che psicologico, dai condizionamenti delle nuove divinita’: successo ad ogni costo, soldi, potere.
Una caratteristica significativa della legislazione islamica e del sistema di vita che da essa scaturisce e’ la sua praticabilita’. L’Islam e’ una religione razionale che fa leva sulla razionalita’ dell’uomo. I suoi insegnamenti non propongono ideali impossibili da realizzare o attitudini che contrastino con le esigenze dell’uomo. L’Islam e’ realistico, positivo, fondamentalmente ottimista: non impone all’uomo pesi troppo gravosi in nessun campo dell’esistenza. Prendiamo ad esempio il divorzio: e’ chiaro ed evidente che il matrimonio islamico ha carattere permanente e riveste grande importanza nella societa’ musulmana. Puo’ capitare pero’ che, nonostante gli sforzi, il matrimonio non funzioni. In questo caso, l’Islam ritiene che il divorzio, per quanto la piu’ detestata da Dio tra le cose lecite, sia preferibile ad una vita coniugale misera, infelice, lontana dall’ideale islamico. Quando cioe’ il matrimonio non riesca a realizzare le finalita’ per le quali e’ stato istituito, e’ lecito scioglierlo presso un tribunale islamico e gli ex-coniugi possono risposarsi senza perdere grazia ne’ davanti a Dio ne’ agli uomini. La possibilita’ di divorziare non rappresenta ne’ un incentivo ne’ una minaccia alla stabilita’ della famiglia: prova ne sia che il tasso di divorzio tra gli islamici e’ estremamente basso ed irrilevante statisticamente. Questo e’ solo un esempio di come l’Islam sia una religione per l’uomo e non contro di esso. Non esistono, nell’Islam, pratiche che non mirino al benessere generale dell’uomo e che non siano incompatibili con la loro applicabilita’. La fede, la preghiera, il digiuno, il buon comportamento, non sono attitudini aliene all’essere umano: al contrario sono innate all’uomo e pertinenti ad esso. Metterle in pratica non rappresenta che la sottomissione a quella che e’ la natura intima e profonda di ciascuno.
“O Signor nostro! Tu sei colui che tutto ascolta e conosce. O Signor nostro! Fai di noi dei musulmani e della nostra discendenza una comunita’ musulmana. Mostraci la strada e accetta il nostro pentimento. In verita’ Tu sei il Perdonatore, il Misericordioso!”
(Corano 2:127-128)