La guerra americana per il dominio globale

Michel Chossudovsky, CRG, Nuovi Mondi Media

 

 



18 aprile 2004 - Siamo nella congiuntura della più grave crisi nella
storia moderna
.

L'amministrazione Bush si è imbarcata in un'avventura militare che
minaccia il futuro dell'umanità. Le guerre in Afghanistan ed Iraq fanno
parte di una più ampia agenda militare che venne lanciata alla fine della
Guerra Fredda. L'agenda di guerra in corso è una continuazione della
Guerra del Golfo e delle guerre della NATO in Jugoslavia (1991-2001).
Anche il periodo successivo alla Guerra Fredda è stato segnato da
numerose operazioni segrete di intelligence all'interno dell'ex Unione Sovietica
che furono strumentali nello scatenare guerre civili in diverse delle ex
repubbliche, comprese la Cecenia (nella Federazione Russa), la Georgia e
l'Azerbaijan. Nell'ultima, tali operazioni segrete furono lanciate con la
prospettiva di rendere sicuro il controllo strategico sui corridoi delle
pipeline del petrolio e del gas.
Le operazioni militari e di intelligence USA post Guerra Fredda furono
condotte in stretto coordinamento con le "riforme di libero mercato"
imposte sotto la tutela dell'FMI in Europa orientale, nell'ex Unione Sovietica e
nei Balcani, che risultarono nella destabilizzazione delle economie
nazionali e nell'impoverimento di milioni di persone.
I programmi di privatizzazione patrocinati in questi paesi dalla Banca
Mondiale permisero al capitale occidentale di acquisire la proprietà e
di guadagnare il controllo di una grande parte dell'economia nei paesi
dell'ex blocco orientale. Questo processo è anche alla base delle fusioni e/o
scalate strategiche nelle industrie petrolifere e del gas ex sovietiche
da parte di potenti conglomerate occidentali, attraverso pratiche di
manipolazione e corruzione politica.
In altre parole, ciò che è in gioco nella guerra degli USA è la ricolonizzazione

di una vasta regione che si estende dai Balcani all'Asia centrale.
Lo spiegamento della macchina da guerra americana ha lo scopo di
allargare la sfera di influenza economica dell'America. Gli USA hanno instaurato
una presenza militare permanente non soltanto in Iraq ed Afghanistan, hanno
basi militari in diverse delle ex repubbliche sovietiche alla frontiera
occidentale della Cina. A sua volta, dal 1999, vi è stato un incremento
della presenza militare nel Mar Cinese Meridionale.
La guerra e la globalizzazione procedono assieme.

 La militarizzazione sorregge la conquista di nuove frontiere

economiche e l'imposizione mondiale del "libero mercato".

La prossima fase della guerra

L'amministrazione Bush ha già identificato la Siria come il prossimo
stadio della "mappa di guerra". Il bombardamento di presunte 'basi terroriste
in Siria da parte dell'aeronautica israeliana in ottobre era intesa a
fornire una giustificazione per un successivo intervento militare preventivo.
Ariel Sharon ha lanciato gli attacchi con l'approvazione di Donald Rumsfeld.
(V. Gordon Thomas, Global Outlook, No. 6, Winter 2004)
Tale programmata estensione della guerra alla Siria ha serie implicazioni.
Significa che Israele diventa un importante attore militare nella guerra
USA ed anche un membro 'ufficiale della coalizione angloamericana.
Il Pentagono vede il 'controllo territorialè della Siria, che costituisce un
ponte di terra tra Israele e l'Iraq occupato, come 'strategico da una
prospettiva militare ed economica. Esso costituisce anche un modo per
controllare il confine iracheno e piegare il flusso di combattenti
volontari che vanno a Baghdad per unirsi al movimento di resistenza iracheno.
Tale allargamento del teatro di guerra è conforme al piano di Ariel Sharon
di costruire un 'Grande Israelè "sulle rovine del nazionalismo palestinese".
Mentre Israele cerca di estendere il proprio dominio territoriale verso
il fiume Eufrate, con aree designate per insediamenti giudei in terra
siriana, i palestinesi vengono imprigionati a Gaza e nella West Bank dietro un
'Muro dell'apartheid'.
Nel frattempo, il Congresso USA ha rafforzato le sanzioni economiche
contro Libia ed Iran. Washington accenna anche alla necessità di un 'cambio di
regimè in Arabia Saudita. Stanno aumentando le pressioni politiche in
Turchia.
Dunque, la guerra potrebbe veramente propagarsi ad una regione molto più
ampia che si estende dal Mediterraneo orientale al subcontinente indiano
ed alla frontiera occidentale della Cina.

L'utilizzo "preventivo" di armi nucleari Washington ha adottato una

politica nucleare "preventiva" di primo colpo che ha ora ricevuto l'approvazione del Congresso.

Le armi nucleari non sono più un'arma di ultima istanza come durante l'era della Guerra Fredda.
Gli USA, la Gran Bretagna ed Israele hanno una politica coordinata delle armi nucleari.

Le testate nucleari israeliane sono puntate sulle principali città del Medio Oriente.

 I governi dei tre paesi hanno tranquillamente dichiarato apertamente, prima della guerra in Iraq,

che sono pronti ad usare armi nucleari "se vengono attaccati" con le cd "armi di distruzione di massa".

 Israele e la quinta potenza nucleare al mondo. I

l suo arsenale nucleare è più avanzato di quello della Gran Bretagna.
Appena poche settimane dopo l'arrivo dei marines USA a Baghdad,

la Commissione Forze Armate del Senato USA ha dato luce verde al Pentagono

per lo sviluppo di una nuova bomba atomica tattica da essere usata in teatri di guerra

convenzionali, "con un carico [di fino a] sei volte più potente della bomba di Hiroshima".
In seguito alla decisione del Senato il Pentagono ha ridefinito i particolari della sua agenda

nucleare in una riunione segreta con importanti dirigenti dell'industria nucleare

 e del complesso militare-industriale tenuta al QG del Comando Centrale alla base aerea di Offutt in Nebraska.
La riunione si è tenuta il 6 agosto, il giorno in cui 58 anni fa venne

 sganciata su Hiroshima la prima bomba atomica.
La nuova politica nucleare coinvolge esplicitamente nel processo decisionale
i grandi fornitori della difesa. E' equivalente alla "privatizzazione" della
guerra atomica. Le aziende non soltanto mietono profitti multimiliardari
dalla produzione di bombe atomiche, ma hanno anche una voce in capitolo
nello stabilire l'agenda che riguarda l'utilizzo e lo spiegamento delle
armi nucleari.
Nel frattempo, il Pentagono ha scatenato una grande campagna di propaganda e
pubbliche relazioni incentrata a sostenere l'uso delle armi atomiche per
la "difesa del territorio americano".
Pienamente appoggiate dal Congresso USA, le miniatomiche vengono considerate
essere "sicure per i civili".
Questa nuova generazione di armi nucleari è messa in lista per venire utilizzata

 nella prossima fase di questa guerra, in "teatri di guerra convenzionali"

(cioè nel Medio Oriente ed in Asia Centrale) assieme alle armi convenzionali.
Nel dicembre del 2003 il Congresso USA ha stanziato 6,3 miliardi di dollari
solamente per il 2004 per lo sviluppo di questa nuova generazione di armi
nucleari "difensive".
Il bilancio annuale totale della difesa è dell'ordine di 400 miliardi di dollari,

approssimativamente la stessa grandezza del PIL della Federazione
Russa.
Mentre non vi sono prove certe dell'uso di miniatomiche nei teatri di
guerra iracheno ed afgano, i test condotti dall'Uranium Medical Research Center
(UMRC) canadese in Afghanistan confermano che le radiazioni tossiche
registrate non sono attribuibili alle munizioni ad uranio impoverito (DU)

di 'metallo pesante', ma ad un'altra forma non identificata di contaminazione

 da uranio: "erano stati usati alcuni tipi di armi all'uranio (...)

 I risultati sono stati sorprendenti: i donatori presentavano concentrazioni

 di isotopi di uranio tossico e radioattivo tra 100 e 400 volte maggiori

che tra i veterani della Guerra del Golfo controllati nel 1999". www.umrc.net

La pianificazione della guerra
La guerra all'Iraq è stata pianificata almeno dalla metà degli anni '90.
Un documento della sicurezza nazionale dell'amministrazione Clinton
dichiarava abbastanza chiaramente che l'obiettivo della guerra era il
petrolio. Un ininterrotto, sicuro accesso al petrolio "per proteggere gli Stati Uniti".
Nel settembre del 2000, pochi mesi prima dell'arrivo di George W. Bush
alla Casa Bianca, il Project for a New American Century (PNAC) pubblicava il
suo piano per il dominio globale dal titolo "Rebuilding America's Defenses."
Il PNAC è un istituto neoconservatore collegato alle istituzioni della difesa

 e dei servizi segreti, al partito repubblicano ed al potente Council on Foreign Relations

 (CFR), che gioca un ruolo dietro le scene nella formulazione della politica estera USA.
L'obiettivo dichiarato del PNAC è molto semplice: "Combattere e vincere
decisivamente in multipli, simultanei teatri di guerra".
Tale dichiarazione indica che gli USA progettano di essere coinvolti

simultaneamente in diversi teatri di guerra in differenti regioni del mondo.
Il vicesegretario della difesa Paul Wolfowitz, il segretario della difesa
Donald Rumsfeld ed il vicepresidente Dick Cheney avevano commissionato
il progetto del PNAC prima delle elezioni presidenziali.
Il PNAC delinea una mappa per la conquista. Esso chiede la "imposizione

diretta di basi avanzate USA attraverso l'Asia centrale ed il medio Oriente"

con lo sguardo ad assicurare il dominio economico del mondo, strangolando

tutti i potenziali "rivali" od ogni possibile alternativa alla concezione americana

di economia di "libero mercato". (V. Chris Floyd, Bush' Crusade for empire

, Global Outlook, No. 6, 2003)

Il ruolo degli "eventi produttivi di numerose vittime"
Il piano del PNAC delinea anche una corrispondente struttura di propaganda
di guerra. Un anno prima dell'11/9, il PNAC invocava "un evento catastrofico
e catalizzante, tipo una nuova Pearl Harbor", che sarebbe servito a galvanizzare

l'opinione pubblica degli USA a sostegno dell'agenda di guerra.
(V.
http://www.globalresearch.ca/articles/NAC304A.html)
Pare che gli architetti del PNAC abbiano anticipato con cinica precisione
l'uso degli attentati dell'11 settembre come "un incidente a pretesto
per la guerra".
Il riferimento del PNAC ad "un evento catastrofico e catalizzante"echeggia
una simile dichiarazione di David Rockefeller al Consiglio Economico
delle Nazioni Unite del 1994: "Siamo sull'orlo di una trasformazione globale.
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la giusta grande crisi e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale".
Simili le parole di Zbigniew Brzezinski nel suo libro 'The Grand Chessboard':

"Si potrebbe trovare più difficile costruire un consenso sulle materie di politica estera [in America],

eccetto in circostanze di una minaccia esterna diretta veramente enorme e ampiamente avvertita".

Zbigniew Brzezinski, che era Consigliere per la Sicurezza Nazionale del
presidente Jimmy Carter è stato uno degli architetti chiave della rete di Al Qaeda,

creata dalla CIA all'inizio della guerra sovietico-afgana (1979-1989).
L'"evento catastrofico e catalizzante", come dichiarato dal PNAC,

è una parte integrante della pianificazione militare-intelligence USA.

Il generale Franks, che ha guidato la campagna militare in Iraq, ha recentemente
rilevato (ottobre 2003) al ruolo di un "evento produttivo di numerose vittime"

per trovare sostegno all'imposizione di un governo militare in America.

 (V. General Tommy Franks calls for Repeal of US Constitution,
November 2003,
http://www.globalresearch.ca/articles/EDW311A.html).
Franks identifica lo scenario preciso con il quale verrà istituito il governo militare:

 "[avverrà] un fatto di terrorismo produttivo di numerose vittime da qualche parte

 nel mondo occidentale - potrebbe essere negli StatiUniti d'America -

che provoca la messa in discussione della nostra Costituzione da parte della nostra

popolazione e l'inizio della militarizzazione del nostro paese per evitare che si ripeta un altro
evento produttivo di numerose vittime". (Ibid)
Questa dichiarazione da parte di un individuo che è stato attivamente coinvolto

nella pianificazione militare e di intelligence ai più alti livelli suggerisce che

la "militarizzazione del nostro paese" è un'ipotesi operativa in corso.

E' parte del più vasto "consenso di Washington".
Identifica la "roadmap" di guerra dell'amministrazione Bush e la "Homeland
Defense.". Non vi è bisogno di dire che è anche una parte integrale dell'agenda neoliberista.

Il "fatto di terrorismo produttivo di numerose vittime" viene presentato
dal generale Franks come un punto di svolta politico cruciale. Le risultanti
crisi ed agitazioni sociali sono intese a facilitare un importante spostamento

 nelle strutture politiche, sociali ed istituzionali degli USA.
La dichiarazione del generale Franks riflette il consenso dei militari USA

su come i fatti dovrebbero dispiegarsi. La "guerra al terrorismo"

deve fornire la giustificazione per revocare il governo della legge,

 in definitiva con la prospettiva "preservare le libertà civili".
L'intervista di Franks suggerisce che un attacco terroristico patrocinato da
al Qaeda verrà utilizzato come un "meccanismo a grilletto" per un colpo
di stato militare in America. L'"evento tipo Pearl Harbor" del PNAC verrebbe
usato come giustificazione per dichiarare lo stato d'emergenza che

 porta alla costituzione di un governo militare.
Sotto molti aspetti, negli USA la militarizzazione delle istituzioni civili
dello stato è già in funzione sotto la facciata di una democrazia fasulla.

La propaganda di guerra
In seguito agli attentati dell'11 settembre al World Trade Center,

il segretario alla difesa Donald Rumsfeld ha creato l'Office of Strategic Influence (OSI),

o "Ufficio della disinformazione", come è stato etichettato dai suoi critici:

"Il Dipartimento della Difesa ha detto che hanno bisogno di farlo,

 e stavano realmente per impiantare notizie false in paesi stranieri,

come sforzo per influenzare l'opinione pubblica mondiale.
(Intervista con Steve Adubato, Fox News, 26 dicembre 2002.)
All'improvviso l'OSI venne formalmente sciolto in seguito alle pressioni politiche

ed a "fastidiose" notizie dei media che "il suo scopo era di mentire deliberatamente

 per portare avanti gli interessi americani".
(Air Force Magazine, gennaio 2003, enfasi aggiunta) "Rumsfeld rinunciò e
disse che ciò era imbarazzante". (Adubato, op. cit. enfasi aggiunta)
Nondimeno, nonostante questa rinuncia apparente, la orwelliana campagna di
disinformazione del Pentagono rimane funzionalmente intatta: "Il segretario
della difesa su questo non è particolarmente esplicito. La disinformazione
nella propaganda militare fa parte della guerra". (Ibid)
Più tardi, in una intervista con la stampa Rumsfeld confermò che, sebbene
nominalmente l'OSI non esista più, le "funzioni previste per l'Ufficio
vengono svolte". (Citato in Federation of American Scientists (FAS)
Secrecy
News,
http://www.fas.org/sgp/news/secrecy/2002/11/112702
.html , l'intervista di Rumsfeld si può consultare a:
http://www.fas.org/sgp/news/2002/11/dod111802.html ).
Molte agenzie governative ed unità dei servizi segreti, con collegamenti
al Pentagono, rimangono attivamente coinvolte in varie componenti della
campagna di propaganda. La realtà viene rivoltata. Le azioni di guerra
vengono sbandierate come "interventi umanitari" ingranati per il "cambio
di regime" ed il "ripristino della democrazia". L'occupazione militare e
l'uccisione di civili sono presentate come "mantenimento della pace". La
deroga alle libertà civili, nel contesto della cd "legislazione antiterrorismo",

 viene dipinta come un mezzo per fornire la "sicurezza interna" e sostenere i diritti civili.


 

 

Chi è Michel Chossudovsky

Michel Chossudovsky è professore di economia all'università di Ottawa. Ha tenuto lezioni e conferenze presso Università in Europa occidentale, america latina e l'Asia sudorientale.

Ha svolto funzioni di consigliere economico per governi di paesi in via di sviluppo e per numerose organizzazioni internazionali compreso il programma di sviluppo di Nazioni Unite (UNDP), la Banca di sviluppo africana, l'istituto africano delle Nazioni Unite per sviluppo economico e la progettazione (AIEDEP), il fondo monetario della popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA), l'organizzazione internazionale del Lavoro (ILO), l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), la Commissione economica delle Nazioni Unite per l'america latina ed i Caraibi (ECLAC). Chossudovsky è presidente dell'associazione canadese degli studi dei Caraibi e dell'America latina. ب membro di un certo numero di organismi di ricerca compreso il comitato della riforma monetaria ed economica (COMER), la vigilanza geopolitica della droga (OGD) e del Consiglio internazionale di salute della gente (IPHC).

Chossudovsky ha partecipato a molte tribune internazionali sui Balcani, indicando il ruolo criminale del cosiddetto esercito di liberazione del Kosovo, dei relativi legami con gli STATI UNITI, i servizi segreti tedeschi e la NATO.

Dietro le quinte degli interventi in Bosnia, Cecenia, Kosovo, Afghanistan, Kashmir, Chossudovsky ricostruisce una trama sottile di interessi privati che mirano, in realtà, a estendere il sistema del mercato globale aprendo nuove frontiere economiche ai capitali statunitensi e alimentando la crescita del complesso militare-industriale americano.

Con precisione meticolosa, l'autore ci mette in guardia sui prevedibili sviluppi dell'attuale politica estera americano, dove veri e propri atti di guerra sono annunciati come interventi umanitari; l'occupazione militare e l'uccisione di civili diventano operazioni di peacekeeping e persino la revoca di alcune libertà civili è vista come un mezzo indispensabile per assicurare la sicurezza interna. [Guerra e globalizzazione, Le verità dietro l'11 settembre e la nuova politica americana; EGA editrice]
Michel Chossudovsky is the author of the international best-seller "The Globalisation of Poverty" published in eleven languares.

Chossudovsky collabora con Le Monde diplomatique, Thirld World Resurgence and Covert Action Quarterly.