La road-map e' finita, signor Segretario!
R. Baroud 

 

Il Segretario di Stato USA Colin Powell ha dichiarato in un recente discorso che la road-map per la pace non e' finita. Le parole di Powell sfidano la realtà. L'iniziativa di pace sostenuta dagli USA era nata morta, e qualsiasi raggio di speranza il documento potesse avere, e' stato soppresso letteralmente da Israele.
"Abbiamo visto servizi televisivi che dicevano, beh, la road-map e' finita, la tregua e' finita, e' tutto finito. No, non lo è", ha dichiarato Powell ad un gruppo di ragazzi arabi ed israeliani nel Maine, riuniti per un campeggio estivo di tre settimane.

Mettendo da parte le violazioni della road-map da parte di Israele, Powell ha parlato solo della rappresaglia palestinese, affermando: "Non ci fermeranno le bombe, non ci fermerà questo genere di violenza". Non posso confermarlo, ma credo che la coraggiosa esclamazione di Powell gli abbia procurato un prolungato applauso da parte dei ragazzi e dei loro accompagnatori al campeggio.

Mi piacerebbe solo che il coraggio di Powell fosse abbondante al punto tale da riconoscere le 856 violazioni israeliane alla road-map. Non sarebbe stato ugualmente appropriato se avesse esclamato: "Non ci fermeranno gli assassinii mirati, le demolizioni di case, i checkpoints militari, la costruzione degli insediamenti illegali, lo sradicamento degli alberi, la confisca delle terre e il deterioramento della salute di gran parte dei bambini palestinesi a causa dell'assedio e della chiusura militare imposta da Israele"?

Ma, d'altra parte, e' probabile che tale prolissa dichiarazione non sia impressionante come quell originale di Powell: "Non ci fermeranno le bombe". Certo, elencare le 856 violazioni di Israele sarebbe durato ore, e non avrebbe riscosso lo stesso applauso al Segretario da parte dei ragazzi.
Ma neanche le mie sarcastiche osservazioni sono sufficienti ad esprimere la frustrazione sentita dai palestinesi, una frustrazione che ha dato origine a due attentati anti-israeliani, dopo una stasi che e' durata settimane.

Ecco alcune verità che lei, signor Segretario, ha scelto di ignorare. La firma di un cessate il fuoco il 29 giugno scorso, la hudna, ha creato una differente realtà sul terreno dal momento che, per la prima volta da anni, i palestinesi si sono astenuti dall'attaccare obiettivi israeliani. L'adesione alla tregua e la lealtà dimostrata nell'attenersi ad essa ha stupito persino gli stessi palestinesi.
Israele non ha agito con reciprocità. La confisca delle terre e' continuata. Gare di appalti per la costruzione di nuovi insediamenti, commissionate dal governo israeliano, sono state pubblicate sui giornali israeliani. I raids nei villaggi e nelle città della Cisgiordania non sono mai cessati. Minacce, incitamenti ed azioni provocatorie da parte di dirigenti israeliani - come il tentativo da parte di un membro della Knesset di entrare con la forza nella Moschea dell'Aqsa, gesto che suscitò l'inizio dell'attuale rivolta - sono state una pratica quotidiana.

Ancora di più, signor Segretario. Sharon ha reso ben chiaro di infischiarsene della tregua palestinese. Invece di usare quell'opportunità per ricostruire un minimo di fiducia reciproca, ha chiesto lo smantellamento della resistenza palestinese. Signor Segretario, lei non si aspettava che, nonostante la loro impressionante pazienza, i palestinesi prima o poi avrebbero risposto? E' rimasto davvero sorpreso dall'attentato in Israele o a Gerusalemme? Se lo e' stato, allora deve aver evitato di leggere le notizie per più di un mese. Gli attacchi di Israele in Cisgiordania che, dalla firma della tregua, hanno ucciso sette palestinesi e ne hanno feriti decine, hanno lasciato pochi dubbi sulla possibilità di una rappresaglia da parte degli stessi gruppi che avevano aderito alla hudna.

Lei ed il suo governo, però, sembrate preoccupati solo per le vittime israeliane. Non avete mai speso neppure una parola per condannare gli omicidi israeliani, le vessazioni e le violazioni degli accordi. Solo le bombe palestinesi sembrano creare un'eco nei vostri orecchi. La potenza di fuoco del quarto esercito più equipaggiato del mondo, usato contro una popolazione civile, non sembra infastidirla più di tanto.

Odio essere colui che da' le cattive notizie. Sì, la road-map e' finita. Essa era sulla lista israeliana dei condannati a morte dal primo giorno in cui fu consegnata ai media. Contesto persino il fatto che essa sia nata morta. Non era ne' bilanciata ne' intendeva raggiungere una pace giusta. Era solo una manovra politica mediante cui il presidente Bush potesse ripulire la sua pessima immagine, quella di un guerrafondaio. 

Se il suo governo fosse stato sincero nella sua richiesta di pace, avrebbe esercitato uguale pressione sul governo di Sharon, avrebbe stoppato il flusso incessante dei miliardi di dollari in aiuti militari ad Israele, aiuti che sono oggi necessari dalle famiglie povere ed a basso reddito degli Stati Uniti d'America, non avrebbe applaudito a Sharon, un uomo che milioni di persone in tutto il mondo giudicano un criminale di guerra conclamato.

Se lei fosse stato sincero, signor Segretario, avrebbe dichiarato, con fierezza, che "Israele deve, da parte sua, rispettare la legge internazionale, implementando tutte le risoluzioni ONU che, nel corso degli anni, ha scelto di ignorare". Non lo ha fatto, però. Lei ha scelto, come al solito, di dare la colpa alle vittime, per impressionare alcuni ragazzi in un campeggio estivo del Maine.
Vede, signor Segretario, il termine "onesto mediatore", un ruolo che il suo governo ha assunto molti anni fa, non e' un puro titolo onorifico. Esso include delle responsabilità che lei ed il suo governo avete mancato clamorosamente di realizzare.


 
 
 www.arabcomint.com