La via per Damasco
| L'Accountability Act ed un mucchio di dichiarazioni da parte dei soliti elementi dell'amministrazione evocano ogni sorta di ragione illegale per passare all'azione contro Damasco, simili a quelle che hanno portato all'attuale palude di Baghdad: supporto per il terrorismo, possesso di armi di distruzione di massa ed ospitalità data ai membri iracheni del partito Ba'ath nonché alle fantomatiche ed introvabili armi. |
A quest'ora, l'anno scorso, nessuno al mondo poteva prendere seriamente le minacce di guerra all'Iraq. Quest'anno, le minacce alla Siria sono molto più esplicite di quelle fatte a Saddam Hussein, ma, allo stesso modo, troppa gente non le prende sul serio.
![]() |
La paranoia, però, paga. Abbiamo sicuramente compreso che questa amministrazione americana e' motivata in maniere misteriose ma, nondimeno, non teme di inviare segnali sulle sue intenzioni, non importa quanto irrazionali esse possano apparire. I neocons ed i loro amici nell'amministrazione possono, come dimostra l'attuale esperienza irachena, non essere in sintonia con la realtà del resto del mondo. Ma il fatto che il loro primo obiettivo - invasione ed occupazione dell'Iraq - sia stato realizzato, indica che essi sanno troppo bene come funziona a Washington. Tutto ciò ci rende molto inquieti riguardo il loro secondo obiettivo: molti di essi si sono allineati dietro Ariel Sharon, che invoca la guerra alla Siria come passo successivo. |
L'approvazione del "Syria Accountability Act" alla Camera dei Deputati del Congresso - passato con soli 4 voti a sfavore lo scorso 15 ottobre - potrebbe essere liquidato come il tentativo da parte dei legislatori di dimostrare la loro devozione ad Israele nella corsa verso una costosa campagna elettorale. Seppure fosse così, il documento minaccia di significare molto di più.
In effetti, gli onorevoli gentiluomini e gentildonne del Congresso hanno prestato i loro nomi ed i loro voti ad una serie di asserzioni che preparano il terreno "legale" per i carri armati sulla via di Damasco. L'Accountability Act elenca, in maniera persino più dettagliata di quanto fatto per l'Iraq, la serie di ragioni per un'invasione della Siria. E, naturalmente, il presidente Bush non ha mancato di citare "la mancanza di democrazia in Siria" nel suo discorso alla Donazione Nazionale per la Democrazia il 6 novembre scorso, in cui ha evocato la "democratizzazione" come espediente retrospettivo per l'invasione dell'Iraq.
L'Accountability Act ed un mucchio di dichiarazioni da parte dei soliti elementi dell'amministrazione evocano ogni sorta di ragione illegale per passare all'azione contro Damasco, simili a quelle che hanno portato all'attuale palude di Baghdad: supporto per il terrorismo, possesso di armi di distruzione di massa ed ospitalità data ai membri iracheni del partito Ba'ath nonché alle fantomatiche ed introvabili armi. I congressisti che potrebbero opporsi all'idea di un'altra guerra troveranno difficile negare i loro voti ad uno stato accusato delle stesse nefandezze architettate contro l'Iraq.
Gli ammonimenti iniziarono immediatamente dopo l'invasione dell'Iraq ed ora sono stati riesumati. A maggio, il sotto Segretario di Stato per il Controllo degli Armamenti e la Sicurezza Internazionale, John Bolton, insinuò: "Gli USA sanno anche che la Siria ha da tempo un programma di armamento chimico. Essa ha una riserva di agente nervino sarin ed e' impegnata in ricerche e sviluppo del più tossico e persistente agente nervino VX. La Siria ... sta perseguendo lo sviluppo di armi biologiche ed e' in grado di produrre almeno piccole quantità di agenti biologici per uso bellico".
Subito dopo l'attacco all'Iraq, Bolton si era precipitato a rassicurare gli arabi - attraverso la stazione radio araba Sawa, finanziata dagli americani - che l'Iraq era solo l'inizio della crociata: "Speriamo che l'eliminazione del regime dittatoriale di Saddam Hussein e l'eliminazione di tutte le armi di distruzione di massa irachene siano importanti lezioni per gli altri stati dell'area, in particolare per la Siria, la Libia e l'Iran, affinché capiscano che la loro corsa verso le armi di distruzione di massa ha un costo potenzialmente molto alto".
| La dichiarazione aveva implicazioni
considerevoli, provenendo dall'uomo che due mesi prima era volato in
Israele per promettere ad Ariel Sharon che "sarà necessario passare,
subito dopo, ad affrontare le minacce rappresentate da Siria, Iran e Corea
del Nord". L'Accountability Act accusa anche la Siria di occupare il Libano, ma e' l'altra frontiera a preoccupare di più. Mentre l'occupazione USA dell'Iraq affonda sempre più nel pantano, l'Act cita come vangelo le parole pronunciate in marzo da Rumsfeld, secondo cui "abbiamo informazioni sul fatto che rifornimenti di apparecchiature militari, inclusi visori notturni, hanno oltrepassato il confine della Siria per giungere in Iraq ... Tali apparecchiature pongono una minaccia diretta alla vita delle forze di coalizione. Consideriamo tale traffico un atto ostile, e riteniamo il governo siriano responsabile per tali rifornimenti". |
![]() |
Un mese dopo, egli dichiarò che combattenti siriani oltrepassavano il confine con l'Iraq con denaro e volantini che promettevano ricompense per ogni soldato americano ucciso. E, mentre Baghdad cadeva, Rumsfeld si affrettava a dichiarare che Damasco ospitava i leaders iracheni. "Stiamo ricevendo notizie di intelligence secondo cui il governo siriano facilita la mobilità di persone dall'Iraq alla Siria", disse inelegantemente ad una conferenza stampa a Washington. In altre parole: se non troviamo Saddam in Iraq, potrebbe essere in Siria.
L'Act reitera le precedenti accuse israeliane ed americane secondo cui la Siria sponsorizza organizzazioni "terroristiche" come Hezbollah. Dal momento che nessuno, tranne Israele e Stati Uniti, definisce Hezbollah una organizzazione terroristica, l'uso promiscuo del termine da parte dell'amministrazione americana viene rivolto al pubblico di casa - una strategia che ha funzionato molto bene per la guerra all'Iraq. La formula rivelatasi così efficace precedentemente, figure flash di "Osama bin Laden uguale a Saddam Hussein", presentate in prima serata TV nella rubrica "Guerra al terrorismo", funzionerà bene anche con un altro arabo aggiunto, il presidente siriano Bashar al-Assad. Vi sono contro di lui tante prove quante quelle escogitate per coinvolgere Saddam negli attacchi dell'11 settembre.
LA REALTA' VIENE TRATTENUTA
Le accuse contro la Siria furono
lasciate cadere durante l'estate, a causa delle sofferenze che la resistenza
irachena infliggeva agli strateghi del Pentagono ed ai loro pronostici, ma nelle
ultime settimane esse sono state rispolverate e l'Accountability Act non e' che
una parte di un coro che intona inni di odio. La risoluzione dell'ONU 1511
riguardava l'Iraq, ma gli USA ci infilarono una clausola che minacciava quei
paesi che "permettevano ai terroristi di penetrare in Iraq", mentre,
in realtà, solo uno viene citato al momento. Simbolo estremo di vera cecità
politica, il delegato siriano all'ONU votò in favore della risoluzione. La
ricompensa e' stata immediata. Ad ottobre, quando Israele bombardò alcuni
obiettivi in territorio siriano in completa violazione della Carta dell'ONU, gli
USA minacciarono di opporre il veto a qualsiasi risoluzione di condanna contro
Israele e fecero dichiarazioni pubbliche in supporto dell'azione israeliana.
A prima vista, sembrerebbe una sorta di introduzione israeliana all'attacco. Ma,
mentre Israele e' stato abituato a lungo a che gli USA pagassero per le sue
guerre, dallo scorso marzo possiamo dire che Ariel Sharon e' riuscito a fare in
modo che gli USA combattano in prima persona le guerre di Israele. Da allora,
lui, i neocons ed i loro alleati nell'amministrazione Bush, spingono sempre più
prepotentemente verso un attacco alla Siria.
UN NUOVO CAPRO ESPIATORIO
Vi e' una logica preoccupante nell'anno elettorale che si avvicina. Il ritiro dall'Iraq e' improponibile, ma, come in Vietnam - e qui la logica portò Cambogia e Laos ad interrompere i rifornimenti sulla linea - la Siria e' il capro espiatorio perfetto per coprire il fallimento in Iraq, per le armi introvabili, per i leaders del partito ba'ath scomparsi, per i continui attacchi alle truppe americane, dal momento che tutti noi sappiamo quanto agli iracheni sia piaciuto essere "liberati".
Né la Siria ha reso più facili
le cose per sé. Il predecessore dell'attuale presidente, Hafez al-Assad,
aveva respinto un'offerta di negoziato da parte dell'ex primo ministro
israeliano Ehud Barak poiché un eventuale accordo non includeva il territorio
della Palestina mandataria che la Siria aveva occupato nel 1948 e che era
rimasto smilitarizzato fino al 1967.
Suo figlio Bashar aveva dato dimostrazione di ancora minore lungimiranza
quando aveva ricomposto il decennale contrasto tra Siria ed Iraq appena pochi
mesi prima che l'amministrazione Bush affondasse i denti nel paese. E non si
può negare che la Siria sia davvero un regime tirannico e non democratico,
almeno secondo la definizione americana del termine, dal momento che non ha
relazioni con Israele e non e' facilmente manipolabile da Washington.
![]() |
Il coro dei neocons e del vice presidente Cheney hanno reso possibile - in violazione delle Nazioni Unite - che gli USA, in preda al panico, si rifugiassero in una sorta di parossismo patriottico contro l'Iraq attraverso la manipolazione delle dichiarazioni sulle armi di distruzione di massa, sul terrorismo ed altri spauracchi del genere. Essi hanno reso ben chiaro che desiderano fare la stessa cosa con la Siria e potrebbero trovare alleati alla Casa Bianca che potrebbero sfruttare con ancora maggiore opportunismo le loro mire su Damasco. La Siria sarebbe un ottimo capro espiatorio per i continui fallimenti in Iraq durante un anno di campagna elettorale. Conquistare un'altra capitale in primavera non ostacolerà le aspettative repubblicane per l'autunno. Per parafrasare Woody Allen, il fatto che uno sia paranoico non significa che la Siria non seguirà l'Iraq. |
![]()