E' NATA LA GIOVENCA ROSSA  

di Miguel Martinez


"Sul verde prato di Hyde Park, un vecchio vagabondo passeggia su e giù  portando sulle spalle un cartello 'La Fine è vicina'. Lo fa da anni, se è sempre lo stesso vagabondo che io ho visto trent'anni fa. Ma un orologio rotto darà, prima o poi, l'ora esatta. Sembra che questo momento tanto auspicato sia arrivato, ora che il Distruttore del mondo copre con una valanga di missili i villaggi della Terra Santa e le valli montane di Shambhala, mentre il pentagramma magico è spezzato e le torri di Babilonia crollano su se stesse. Negli ultimi mesi, sono in molti a sentire drammaticamente che Apocalypse is now."

Con queste parole, Israel Shamir - lo scrittore siberiano che scelse di farsi palestinese - ha aperto un memorabile articolo  agli inizi dell'attacco statunitense contro l'Afghanistan. Da allora, la terza guerra mondiale non ha certo perso la sua carica simbolica. Soprattutto in questa Pasqua di sangue. Un mio amico musulmano mi segnala un detto attribuito a Muhammad, un hadith, che dice - "La fine verrà soltanto quando nessuno di voi sarà più sulla riva occidentale, e tutti loro saranno sulla riva

occidentale".

I vicoli di uno dei campi profughi più miserabili del mondo - il chilometro quadrato di Jenin - si stanno trasformando in una nuova Termopili o una nuova Varsavia, mentre i suoi abitanti tengono testa da otto giorni a uno degli eserciti più forti del mondo.

Un paio di settimane fa, invece, gli israeliani sono saliti sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Non è stato certamente l'evento più vistoso di questi giorni; l'esercito israeliano questa volta si è limitato a ferire, senza uccidere. Eppure, come vedremo, il fatto è fortemente simbolico.

Gli israeliani assediano ancora, in questo momento, la Basilica della Natività, dove gli armeni controllano la mitica grotta, gli ortodossi il luogo della presunta nascita e i cattolici l'altare. All'interno ci sono duecento combattenti che a duemila anni di distanza, ripetono un'antica ricerca di asilo, mentre fuori gli uomini di Erode vietano che si portino cibo o medicinali ai feriti. Un gruppo di evangelici cristiani, la International Christian Embassy in Jerusalem, diretti da un ex-pastore sudafricano trasferitosi in Israele - evidentemente si sente a suo agio solo là dove si pratica l'apartheid - sta raccogliendo fondi tra i bravi credenti statunitensi per pubblicare una grande inserzione sul Jerusalem Post in condanna della profanazione della Basilica... da parte dei palestinesi.

Ma se l'attacco a Betlemme sembra rovesciare il significato dell'incarnazione, un altro evento rende finalmente possibile l'avvento del regno messianico: è nata la Giovenca Rossa.

Il quadrupede di cui discutono da un millennio e mezzo i commentatori, che ha ispirato una splendida immagine in un dipinto di Marc Chagall, il fantastico animale sognato nei ghetti della Bielorussia.  La nascita di questa creatura degna di Borges è avvenuta agli inizi di marzo, in un allevamento in Israele. Il 5 aprile del 2001, la giovenca è stata accuratamente visitata dai rabbini Menachem Makover e Chaim Richman, che hanno deciso che soddisfaceva tutti i requisiti del Libro dei Numeri.
L'immagine dell'animale, perfettamente ignaro della sua straordinaria importanza, si pu? ammirare all'URL
http://www.templeinstitute.org/current-events/RedHeifer/index.html.

Procediamo con ordine. Gli spiriti scettici tendono a non dare molto peso ad avvenimenti di questo tipo. Ora, è ovvio che non sono i mistici a decidere le guerre; come è ovvio che gran parte dei simboli in questo conflitto sono immaginari. Solo la minoranza ortodossa tra gli ebrei oggi sostiene seriamente la storicità dell'Esodo, mentre va da sé che la grotta di Betlemme avrà ospitato molti asinelli e buoi, ma probabilmente nessun figlio di una vergine. E, a proposito di animali, questa è la terza giovenca rossa a essere stata segnalata in tempi recenti.

Per? non è necessario credere che siamo davvero in tempi apocalittici per renderci conto che in questo particolare caso, il valore simbolico degli eventi ha un'enorme importanza. Perché Israele non è come il Kosovo, in cui contadini che il caso ha fatto nascere in una famiglia o in un'altra si invidiano a vicenda i campi. Israele nasce perché la Terra Santa aveva un immenso valore simbolico per una comunità di persone, la maggior parte delle quali non l'aveva mai vista. E la sua nascita viene forzata da una terribile costellazione di fantasie simboliche attorno agli ebrei, che hanno portato alle ben note tragedie di mezzo secolo fa.

Israele è un paese piccolo e privo di risorse, che viene tenuto in piedi da una comunità residente altrove ma che ci crede; e - cosa forse ancora più importante - riceve il sostegno di un immenso numero di semplici credenti cristiani statunitensi, che ritengono che Israele realizzi le profezie, da Zaccaria fino all'Apocalisse. E che attendono ansiosi proprio la nascita della Vacca Rossa.

Alzandosi a parlare di fronte ai suoi colleghi sul Capitol Hill, il senatore dell'Oklahoma Jim Inhofe, il 4 marzo del 2002, ha elencato sette motivi per cui "Israele deve avere la terra" (un termine che comprende tutta la Palestina):

"Ecco il motivo piu' importante: perche' lo ha detto Dio. Come ho appena detto, cercatelo nel libro della Genesi. E' proprio li' sul banco.
In 13:14-17, la Bibbia dice:' Il Signore disse ad Abramo, "alza ora gli occhi e guarda da dove sei verso il nord, verso il sud, verso l'est e verso l'ovest: tutta la terra che vedi, la daro' a te e al tuo seme, per sempre.... Alzati, cammina attraverso tutta la lunghezza della terra e la sua larghezza; perche' io la daro' a te". Questo e' Dio che parla. La Bibbia dice che Abramo tolse la sua tenda e ando' a dimorare sulla piana di  Mamre, che e'a Hebron, e li' si e' costruito un altare di fronte al Signore. Hebron e' sul West Bank. E' nel luogo dove Dio apparve ad Abramo dicendo, "ti do questa terra", il  West Bank. Non si tratta affatto di una contesa politica. Si tratta di una contesa per vedere se la parola di Dio e' vera o no".

Per capire perché il mondo evangelico attende con trepidazione l'avvento della Vacca Rossa, occorre fare un po' di storia.

Un unico monumento ci viene in mente quando pensiamo alla Terra Santa: la cupola dorata della cosiddetta Moschea di Omar a Gerusalemme. Gli archeologi non sono sicuri che questo monumento sia stato costruito sopra qualcosa di significativo - ma il sentire comune è che questo monumento sorga sui resti del famoso Tempio. In un'epoca remota, il Tempio era il centro del culto ebraico, fino alla sua distruzione per mano romana nel 70 dopo Cristo. Teoricamente i rituali che venivano compiuti in questa grande macelleria animale di modello fenicio non sono mai stati abrogati: una gran parte delle successive discettazioni degli studiosi della Torà ruotano attorno ai dettagli del rito templare.

Secondo Maimonide, fondante per il giudaismo quanto Tommaso d'Aquino per il cattolicesimo, gli ebrei hanno l'obbligo divino di esercitare il culto nel Tempio. Cosa che è diventata teoricamente possibile da quando lo Stato ebraico controlla militarmente Gerusalemme. Ma per farlo, occorre ricostruire il Tempio, e qui subentra un serio problema.

La legge stabilisce che un ebreo che sia entrato in contatto con un morto, anche indirettamente, diventa impuro; per restare contaminati, basta ad esempio sfiorare la mano di una persona che abbia camminato inavvertitamente sopra il luogo in cui secoli fa sia stato sepolto un ebreo. E' facile dedurne quindi che tutti gli ebrei sono impuri; ma chi è impuro non pu? contaminare con la sua presenza il Luogo Santo. Per questo straordinario motivo, la legge giudaica vieta a qualunque ebreo di recarsi sulla Spianata delle Moschee, figuriamoci lavorarci per costruire il nuovo Tempio.

A questa condizione di impurità radicale, per?, la legge offre una via di uscita, come viene costantemente ricordato dalla piccola ma crescente minoranza dei cabalisti ricostruttori. Occorre sacrificare una vacca completamente rossa, di tre anni, senza la minima macchia e vergine, che non abbia mai portato un giogo. Le carni della vacca dovranno essere arse su un particolare rogo, le ceneri impastate con acqua e il liquido risultante adoperato per aspergere i fedeli. Allora, purificati, potranno recarsi sulla Spianata delle Moschee, abbattere i monumenti islamici e costruire il nuovo Tempio, forzando cos?' i tempi della Geulà, la redenzione messianica del mondo.

Queste teorie hanno entusiasmato, ancora più degli ebrei, gli evangelici dell'America profonda, i seguaci dei culti pentecostali e quasi sciamanici, le masse che identificano se stesse nel ruolo del popolo messianico. Si tratta di quel magmatico mondo di centinaia di migliaia di predicatori itineranti, guaritori, uomini di spettacolo, venditori di fumo, fanatici autentici e truffatori, che costituisce il tessuto vivo della religione americana. E' un paradosso che gli Stati Uniti siano l'unica potenza del pianeta, che siano anche uno dei paesi più religiosi del mondo, eppure in Italia - dove tutti fanno a gara a dirsi americani senza esserlo - sappiamo pochissimo di questa cultura.

Il fondamentalismo statunitense coincide oggi in larga misura con il cosiddetto Christian Zionism, un affascinante sistema mitologico che afferma che Dio considera gli ebrei come suo unico popolo; che questo popolo ha peccato non riconoscendo Gesù, ma sta per essere redento. Il primo segno è la nascita d'Israele, le giuste guerre di sterminio condotte da Israele contro i discendenti di Ismaele. L'evento fondamentale sarà la costruzione del nuovo Tempio, che servirà per? soprattutto perché Israele compia il suo ultimo peccato, adorandovi l'Anticristo: da qui l'enorme interesse che negli Stati Uniti suscitano i racconti sulla Vacca Rossa.
Infatti, poco dopo la costruzione del Tempio, tutti i popoli del mondo attaccheranno insieme Israele. Gesù scenderà allora sulla terra, accompagnato da un esercito di angeli e di cristiani, e sterminerà i nemici di Israele sulla piana di Armageddon. Ne seguirà il Regno dei Mille Anni, in cui gli ebrei - convertiti per? alla credenza in Gesù - governeranno "con verghe di ferro" il mondo, assieme ai cristiani evangelici.

Questo sistema mitologico è tutt'altro che marginale e la sua diffusione spiega - certo assieme a motivazioni assai più concrete - il sostegno illimitato che gli Stati Uniti offrono a Israele.

E ci fa capire il senso delle parole del senatore Inhofe:

"Non si tratta affatto di una contesa politica. Si tratta di una contesa per vedere se la parola di Dio e' vera o no".

Ma ricordano anche le parole di un uomo ben più interessante del politico dell'Oklahoma. Le parole del poeta irlandese, William Butler Yeats, nel Secondo Avvento:

"E quale rozza bestia, giunto infine il suo tempo, striscia verso Betlemme per esser partorita? "

Miguel Martinez


Nota: Miguel Martinez è responsabile del sito Internet Kelebek
http://www.kelebekler.com/
Studioso del mondo arabo e islamico e dei fondamentalismi occidentali, sta per pubblicare un libro sul rapporto tra politica mediorientale, fondamentalismo evangelico e fondamentalismo ebraico.
 

www.arabcomint.com