LA PROFEZIA ACCIDENTALE DELL'APARTHEID
di Susan Abulhawa
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Il governo
sudafricano di apartheid ando' al potere nel 1948, lo
stesso anno in cui fu creato lo stato d'Israele in
Palestina. Avendo vissuto ed essendo stata testimone dell'eredita'
del Sionismo, a volte mi chiedo se questa nascita
condivisa non sia in realta' una profezia accidentale. Durante la quintessenza della
crudelta' dell'apartheid, il premio Nobel Arcivescovo
Desmond Tutu ando' nella terra dei miei nonni. Trascorse
il Natale del 1989 a Gerusalemme e, di fronte ad un folto
pubblico, disse: "Sono un sudafricano nero e, se
potessi mutare i nomi, la descrizione di cio' che avviene
a Gaza e nella West Bank potrebbe descrivere gli eventi
del Sudafrica. Molti hanno sottolineato i tragici paralleli tra Israele e Sudafrica dell'apartheid, in cui un popolo controlla con crudelta' la vita ed il destino di un altro popolo. Ad Hebron, dove 600 coloni ebrei armati di mitragliette UZI vivono tra 240.000 palestinesi, l'85% dell'acqua e' deviato verso la colonia. Il rimanente e' razionato tra i palestinesi. La realta' e' un crudele contrasto tra gente che usa l'acqua per riempire piscine ed innaffiare prati verdi, e tra gente che deve scegliere se bere o farsi il bagno. Non molta gente ricorda che
Israele era un forte alleato del Sudafrica quando tutto
il mondo era impegnato in un embargo economico con il
regime dell'apartheid. Pochi rammentano che le armi usate
per abbattere i giovani a Soweto erano fornite dallo
stato d'Israele. Lo scrittore Breyten Breytenbach
si e' recato il mese scorso nei Territori palestinesi
come membro di una delegazione internazionale di
scrittori. Al suo ritorno ha scritto: Eppure la brutale occupazione israeliana e' resistita al crollo del regime dell'apartheid e costruisce muri su tutto il territorio, dopo che il mondo ha compreso la fragilita' del muro di Berlino. E il rifiuto israeliano di lasciar vivere la Palestina non fa che incoraggiare con maggiore forza la lotta contro l'oppressione. In una lettera aperta a Sharon, Breyten ha scritto: "Non puo' esserci pace attraverso l'annichilimento dell'altro, cosi' come non c'e' paradiso per il 'martire'... Lei non ha spezzato lo spirito del popolo palestinese". Come Breyten e come Tutu, anche il mio cuore e' addolorato. La rabbia e il senso di indifesa impotenza provato a Jenin e Ramallah, suscitano in me un'angoscia costante. Ma continuo a guardare alle somiglianze tra Sionismo ed apartheid. Continuo a pensare a quella profezia accidentale. Al tempo in cui finira' l'oppressione per il mio popolo. Quando l'istituzione dell'esclusivismo religioso in Palestina crollera' miseramente come e' crollato l'apartheid in Sudafrica. |
traduzione a cura di www.arabcomint.com