LA SANTA ALLEANZA
di Uri Avnery, attivista per i diritti umani di Gush Shalom
Alla reception della Coalizione-Anti-Terrorismo, c'e' un nuovo modulo da sottoscrivere per ogni nuovo partner voglia unirsi. Dopo aver sottoscritto il proprio nome, paese e funzione (re / presidente / emiro/dittatore/tiranno), ogni firmatario e' invitato a rispondere alla domanda: "Avete oppositori locali che gradireste siano considerati terroristi e dunque trattati "secondo gli accordi"?".
Quasi tutti i novelli firmatari hanno risposto alla domanda con grande entusiasmo. Vladimir Putin ha prontamente indicato i ribelli ceceni, la Spagna i baschi dell'ETA, la Turchia i curdi, l'India i Kashmiri, solo per menzionarne alcuni. In breve, ogni potentato, grande o piccolo, ha puntato l'indice contro coloro che opprime, nella speranza che gli Stati Uniti diano loro una mano a farla finita con le guerre di liberazione interne. "Mandate bombardieri", hanno implorato tutti costoro, "e fate saltare in aria i nostri miserabili banditi".
Tutto cio' fa ricordare gli eventi storici accaduti circa 200 anni fa. Dopo la caduta di Napoleone, il tiranno che promosse la liberta' in Europa, i governanti del Vecchio Continente decisero di creare una cortina insormontabile contro qualsiasi futura aspirazione di liberazione nazionale e sociale. "Tutte queste sciocchezze come democrazia, liberta', uguaglianza e costituzioni devono finire una volta e per tutte", si dissero l'un l'altro.
E cosi', nel 1815 lo Zar di tutte le Russie, l'Imperatore d'Austria ed il Re di Prussia firmarono un accordo, che chiamarono "Santa Alleanza" e che avrebbe dovuto istituire il governo di Dio in Europa. Abusando del nome di un mite e vagamente socialista "rabbi" di Nazareth, essi crearono, in realta', una sorta di mafia internazionale dal Polso di Acciaio. Appena un popolo oppresso osava alzare la testa in rivolta, tutti i governanti europei si univano, uno per tutti e tutti per uno, e portavano aiuto al loro collega in difficolta'. La Russia, ad esempio, invio' truppe per reprimere le rivolte ungheresi ed italiane contro l'Austria, e tutti i servizi segreti cooperavano contro i nazionalisti, gli anarchici ed i patrioti.
Quasi tutti i sovrani europei si unirono all'Alleanza, anche l'Inghilterra, sebbene non formalmente. Ne' il Papa, vicario di Cristo, ne' il sultano turco aderirono all'iniziativa, preferendo opprimere i loro sudditi senza aiuto esterno.
Henry Kissinger, uno dei moderni ammiratori dell'alleanza e del suo maggiore rappresentante, il Principe austriaco Metternich, ha affermato che essa fu lo strumento mediante il quale fu mantenuto l'ordine in Europa per diverse decadi. Gli storici moralmente meno handicappati sottolineano invece il fatto che la "poco santa unione" di governanti reazionari freno' il progresso dell'Europa per tutto il 19esimo secolo, negando la liberta' a molti popoli e consolidando privilegi di re ed aristocratici contro forze sociali piu' avanzate e produttive. Niente di particolarmente "santo", come si vede.
Sotto il paravento della Guerra contro il Terrorismo, e' stata creata una nuova Santa Alleanza. George W. Bush e' ora il giudice supremo che decide chi e' un terrorista e chi non lo e', come una volta il sindaco di Vienna giudicava chi fosse un ebreo e chi non lo fosse.
Il pericolo inerente in questo sviluppo e' che la nuova alleanza frenera' la riforma piu' necessaria del 21esimo secolo: la riduzione del divario tra Nord e Sud, tra nazioni ricche e povere. Nei tempi a venire, l'oltraggio degli attentati contro l'America sara' visto come la prima manifestazione della lotta tra le masse diseredate ed oppresse e il club dei privilegiati, che si crogiolano nel benessere.
Se si riconoscera' in tempo il pericolo insito in cio', si potra' evitare un imminente disastro mondiale. La lotta per un'illimitata egemonia occidentale per il monopolio delle ricchezze mondiali, camuffata da lotta "contro il terrorismo", portera' ad una prossima catastrofe mondiale.
Nel frattempo, George W. ed i suoi consiglieri, uomini e donne, dovranno decidere se Arafat e' un terrorista o un alleato nella nuova equazione. Ariel Sharon, membro non ufficiale della coalizione, insiste sul fatto che anche lui, come Putin, ha il diritto di chiamare terroristi i suoi nemici, sicche' puo' bombardare le citta' palestinesi fino a farle regredire verso l'Eta' della Pietra e chiudere i palestinesi in piccole Bantustan sconnesse.
Il Pentagono e Condoleeza Rice annuiscono, il Dipartimento di Stato fa qualche obiezione. L'interesse nazionale degli Stati Uniti punta chiaramente al riconoscimento della Palestina quale pietra angolare di pace e stabilita' nel Medioriente. I politici statunitensi puntano nella direzione opposta.
Resta da vedere se il detto di Kissinger "Israele non ha una politica estera, ma solo una politica interna" puo' applicarsi anche agli Stati Uniti.

Nessun popolo ha sofferto per il terrorismo di stato piu' del popolo palestinese, letteralmente schiacciato dal criminale di guerra Ariel Sharon
traduzione a cura di www.arabcomint.com