Le 70 vergini di Ya'alon
URI AVNERY
| Fino ad ora, il vangelo di Ya'alon e' stato molto differente dagli insegnamenti del gentile predicatore di Nazareth. La sua dottrina era: colpisci gli arabi in testa e loro si arrenderanno. Se non basta, colpiscili più forte. |
Cosa e' accaduto al Capo di Stato
Maggiore, luogotenente generale Moshe Ya'alon?
Fino a poco fa era il falco più aggressivo dell'esercito, forse del paese.
All'improvviso, si e' trasformato in una colomba.
Ha forse ricevuto una rivelazione
divina come rabbi Saulo di Tarso, che andò a Damasco per perseguitare i
cristiani e vi giunse come apostolo di Gesù?
Fino ad ora, il vangelo di Ya'alon e' stato molto differente dagli insegnamenti
del gentile predicatore di Nazareth. La sua dottrina era: colpisci gli arabi in
testa e loro si arrenderanno. Se non basta, colpiscili più forte. Rendi
insopportabile la vita di ogni singolo palestinese, impediscigli di muoversi dal
suo villaggio o città, distruggi i mezzi di sussistenza della sua famiglia,
rubagli la terra.
Questa era una formula quasi matematica: quando un scoppio seguirà l'altro, la vita dei palestinesi andrà in frantumi. Non saranno più in grado di resistere. Alzeranno le mani, abbasseranno la testa ed accetteranno tutto ciò che il governo israeliano vorrà dargli. Consegneranno i loro combattenti ("terroristi", nel linguaggio degli occupanti, "eroi nazionali", nel linguaggio degli occupati). Vivranno nelle enclavi che Israele gli offrirà o si cercheranno una vita migliore in un altro paese.
Ora, all'improvviso, il Capo di Stato Maggiore si distanzia dalla sua strategia. Dice al pubblico che la politica del governo - di cui e' stato un fervido sostenitore - e' "distruttiva". Invece di liquidare il "terrorismo", dice, lo produce. La vita dei palestinesi va alleggerita, bisogna dar loro speranza.
![]() |
Ma cos'e' accaduto? La prima parte del suo piano ha funzionato al di là di ogni aspettativa. La vita dei palestinesi e' diventata davvero un inferno. La maggior parte di essi vive al di sotto della soglia di povertà, molti addirittura sull'orlo della fame. Centinaia di migliaia di bambini palestinesi soffrono di malnutrizione cronica. Ogni villaggio e' diventato un campo di concentramento, completamente circondato dai blocchi stradali. Il traffico e' quasi impossibile. Molti palestinesi non possono raggiungere il luogo di lavoro, gli ospedali, le università o le scuole, né possono portare i loro prodotti sul mercato. Le truppe israeliane irrompono nelle città e nei villaggi, demoliscono case, arrestano o uccidono attivisti e, nello stesso tempo, donne e bambini. Il rumore lontano di un motore d'aereo e' abbastanza affinché tutta la popolazione trattenga il respiro. |
In questo senso, tutti gli
obiettivi di Ya'alon sono stati raggiunti. Sarebbe difficile immaginare una
situazione più terribile, tranne che i massacri veri e propri. Secondo il
piano, i palestinesi avrebbero dovuto crollare molto tempo fa.
Ma, meraviglia delle meraviglie, ciò non e' accaduto. I palestinesi non si sono
arresi. Sono riusciti ad esistere persino in queste circostanze scabrose.
L'assistenza reciproca tra tutti i membri delle famiglie allargate arabe e'
stata d'aiuto. Inoltre, la stragrande maggioranza dei palestinesi continua a
supportare gli attacchi violenti ("terrorismo", nel linguaggio degli
occupanti, "resistenza armata" in quello degli occupati). I kamikaze
sono ricordati con orgoglio ed ammirazione. Per ogni "martire" che si
fa esplodere, cento sognano di emulare il suo gesto.
L'unica discussione tra i palestinesi e' se continuare gli attacchi all'interno
di Israele o limitarsi ad attaccare coloni e militari nei territori occupati.
Sembra che Ya'alon ed i suoi generali siano giunti alla conclusione che la loro campagna e' fallita. Ogni ulteriore pressione sui palestinesi si dimostra controproducente, provoca maggiore odio, maggiore ostilità. Dunque più attacchi e ciò costringerà l'esercito a mobilitare più truppe ed investire più risorse, senza raggiungere nulla.
Ya'alon il Falco si e' trasformato in Ya'alon la Pseudo-colomba. Ma anche il suo nuovo rimedio e' basato su una falsa ipotesi: invece di "colpirli in testa", il rimedio adesso e' "alleggerire la loro situazione". Come? Permettendo a qualche migliaio di essi di lavorare in Israele? Facendo entrare qualche mercante in Israele per acquistare beni israeliani? Rimovendo qualche posto di blocco qua e là? Usando meno il bastone e più la carota?
Anche questa e' la ricetta per un futuro prevedibile. Perché, come tutte le vecchie ricette ed i falsi pronostici lungo il cammino, essa e' basata su un inesauribile disprezzo per gli arabi in generale ed i palestinesi in particolare. Ma, come aveva già capito 80 anni fa il leader sionista estremista Vladimir Jabotinsky, gli arabi non si comprano. Trasformare l'inferno totale in inferno poco meno che totale non li convincerà a rinunciare ai loro obiettivi nazionali.
Anche se i territori occupati fossero trasformati in paradiso terrestre ed il governo militare fornisse ad ogni maschio le 70 vergini del Paradiso islamico, i palestinesi ancora lotterebbero per la fine dell'occupazione. Essi vogliono il loro stato, con Gerusalemme est come capitale.
Ma l' "alleggerimento" promesso da Ya'alon e' ben lontano dal creare un paradiso. Sarà come una goccia d'acqua su una pietra rovente. E, nel frattempo, il mostruoso "muro di separazione" distrugge quotidianamente l'ambiente vitale di altre migliaia di persone, rubando loro la terra e tagliandole fuori dal resto del mondo.
Ya'alon non soffre di un
improvviso attacco di umanità. Si e' accorto che il pubblico israeliano si sta
gradatamente allontanando dalla sua strategia. Persino i profani cominciano a
capire che ha fallito. Lui cambia corso perché il pubblico comincia a cambiare
corso.
Un uomo di principio andrebbe dal suo primo Ministro, gli consegnerebbe le
insegne generali e dichiarerebbe: "Signore, ho fallito. Mi dimetto. E, già
che ci sono, signore, le suggerisco di fare lo stesso".
traduzione a cura di www.arabcomint.com
da gush-shalom.org