Le bugie che ci dicono
1) GLI EBREI HANNO DIRITTI RELIGIOSI E STORICI SULLA PALESTINA.
Questa è stata ,ed è, una delle armi preferite dalla propaganda ebraica per attuare la colonizzazione della Palestina. Dal punto di vista storico,gli ebrei non soltanto sono stati posteriori rispetto ad altre popolazioni palestinesi come i Cananei, i Filistei (che danno il nome alla regione) ed Edumei, ma l’hanno abitata stabilmente per pochi secoli, disperdendosi in altre regioni più di una volta. Ne è prova il fatto che, nonostante gli scavi trentennali attuati in Palestina da archeologi ebrei e nonostante il fatto che questi abbiano scavato in Gerusalemme una città sotto la città, non è venuta fuori una sola traccia che testimoniasse il loro passaggio in quell’area. Dal punto di vista religioso, se puo' avere una giustificazione legale una promessa biblica, Dio ha promesso la Palestina a tutti I discendenti di Abramo, dunque anche agli ismailiti (le popolazioni non ebraiche). In senso più ampio, Dio ha promesso la terra ai monoteisti, rappresentati in quel caso dagli ebrei, poichè Dio non è razzista e non predilige un popolo sull’altro.
Tali rivendicazioni possono fare presa soltanto su coloro che non riflettono: sarebbe come dire che, poichè i Greci in una data epoca storica crearono colonie nel sud dell’Italia, i discendenti di quei coloni avrebbero diritto a creare il loro stato su tutto il Mezzogiorno italiano. E’ questo ci? che è accaduto in Palestina ai palestinesi.
2) L’OLOCAUSTO E’ STATO IL PEGGIOR CRIMINE CONTRO L’UMANITA’
L’olocausto è stato indubbiamente un crimine odioso e condannabile, ma la storia dell’umanità, una storia millenaria contraddistinta da migliaia di olocausti, non si esaurisce in esso. La propaganda sionista da decenni continua a sventolare la bandiera dell’olocausto per giustificare ogni suo crimine, ogni sua violenza. Ancora oggi, non passa giorno senza che i mass-media ci ricordino l’orrore dell’olocausto, in modo che diventi molto difficile, se non impossibile, che qualcuno possa condannare Israele per le sue violazioni dei diritti umani in Palestina. Possibile che non esistano altri olocausti da ricordare? E il genocidio del popolo cambogiano? E quello dei pellerossa? E degli aborigeni australiani? E gli olocausti recentissimi in Centro Africa? E l’olocausto del popolo iracheno, decimato dalla guerra e da dieci anni di embargo? E gli spaventosi massacri in Bosnia ed in Kossovo? Ed il genocidio curdo e quello ceceno? Hanno un valore differente rispetto all’ “altro olocausto”?
3) ISRAELE E’ UN PICCOLO STATO ACCERCHIATO DA NEMICI POTENTI
Altra arma infallibile usata da Israele per ottenere appoggio morale e materiale da parte dell’ occidente. Chiunque pu? vedere che le cose non stanno cos?. Israele è una potenza militare e nucleare, l’unica nella zona ed è appoggiato sempre e comunque dagli Stati Uniti, che è il suo alleato storico ed il suo finanziatore a causa della potentissima lobby ebraica che determina la linea politica degli Stati Uniti soprattutto in materia di Medioriente; inoltre gli stati che lo circondano non sono affatto “nemici”, perchè sono tutti governati da dittature legate agli Stati Uniti ed imposte in quell’area dall’occidente proprio per salvaguardare gli interessi di Israele.
Formalmente dunque i paesi arabi appoggiano la causa palestinese, ma, in concreto possono fare ben poco perchè le loro mani sono legate da interessi economici e personali.
4) GLI STATI UNITI SONO “MEDIATORI” NEL PROCESSO DI PACE
In tutta onestà, l’alleato storico e strategico di una delle due parti coinvolte in un conflitto, non pu? pretendere di essere “mediatore imparziale” in un processo di pace. Sarebbe come dire che , in un litigio tra due persone, il mediatore è la madre di uno dei due. Gli Stati Uniti non sono mai stati imparziali tra palestinesi ed israeliani, anzi spesso si sono avvalsi dei loro poteri per evitare anche le condanne formali di Israele da parte di altri Paesi.
5) I PALESTINESI SONO TERRORISTI
Nessuna lotta di liberazione nazionale al mondo è stata vilipesa come la causa palestinese. Il perchè è presto spiegato: I mass-media internazionali sono in genere controllati dalle “lobbies ebraiche”, ed inoltre, il timore di essere accusati di “antisemitismo” fa in modo che giornali e televisioni di mezzo mondo porgano le notizie sempre in modo da minimizzare le violenze israeliane ( e trovarvi una giustificazione) e da enfatizzare quelle palestinesi (ammesso che ve ne siano).
Non è grave nè strano che Israele bolli di terrorismo la lotta di liberazione nazionale palestinese. Anche I patrioti italiani durante l’occupazione austriaca erano considerati terroristi dagli occupanti e, di certo, Mazzini e Garibaldi erano, per l’Austria, due tra i più pericolosi sovversivi. Anche Pietro Micca, che, con una carica di dinamite, si fece saltare in aria al passaggio di soldati francesi, per la Francia non era che un terrorista, e cos? tutti i milioni di patrioti che in ogni tempo, in ogni luogo ed ad ogni latitudine hanno combattuto per la libertà e l’indipendenza del loro popolo dal giogo straniero.
La cosa strana è invece che I popoli occidentali considerino i palestinesi terroristi, nonostante che le azioni di guerriglia vengano portate avanti, da decenni ormai, esclusivamente nei territori occupati o, comunque, all’interno di Israele e, quasi sempre, abbiano per obiettivo dei militari. E’ evidente dunque che l’occidente guarda agli avvenimenti palestinesi con gli occhi di Israele, che ha I suoi interessi nel deformare la verità e nello svilire la causa del popolo palestinese
6) IN PALESTINA C’E’ UN CONFLITTO RELIGIOSO
E’ chiaro che questo è un altro dei trucchi usati per isolare ideologicamente i palestinesi. La lotta di religione in Palestina non è mai esistita per alcune caratteristiche culturali che rendono la Palestina (ed I palestinesi ) cos? particolare: la sua popolazione è sempre stata più mista che altrove, in essa vi sono i luoghi Santi delle tre religioni monoteistiche e, quindi, vi è più acuta sensibilità di fronte a forme culturali diverse e tolleranza più esplicita che altrove nei confronti di religioni e comunità diverse. I palestinesi, cristiani e musulmani, lottano compatti non contro gli “ebrei” in quanto appartenenti ad una religione diversa, ma contro i “sionisti”, coloro cioè che hanno creato il loro stato sulla terra palestinese.
7) GERUSALEMME CAPITALE UNICA ED INDIVISIBILE DI ISRAELE
Un altro dei tanti miti che Israele ha costruito ultimamente per dare una giustificazione ideologica e, per cos? dire, “nobile” alla progressiva sottrazione di territorio palestinese. Nessuno dei vecchi sionisti che costituirono lo stato d’Israele era interessato a Gerusalemme più di tanto. Davide Ben Gurion, in particolare, la detestava considerandola il simbolo più “obsoleto del giudaismo vecchia maniera”. Moshe Dayan, dopo la guerra del ’67 e la conseguente occupazione di Gerusalemme est, disse testualmente : “Ed ora che ne facciamo, di questo Vaticano?” Dunque il dogma dell’indivisibilità di Gerusalemme è cosa recentissima ed ha la sua causa nel fatto che gli ebrei hanno una concezione monolitica di Gerusalemme: essa è una città ebraica ed ebraica dovrà restare nonostante la storia antica e quella recente lo neghino. Bisogna ricordare, inoltre, che la comunità internazionale e la Chiesa non riconoscono Gerusalemme come capitale israeliana, e di conseguenza nessuno stato pu? aprire in questa città le proprie ambasciate senza violare la legge internazionale.
8) GLI INSEDIAMENTI EBRAICI SONO CONTINUAMENTE ASSEDIATI
Nel corso di quest’ultima intifada, la televisione ci ha mostrato spesso i “pacifici coloni ebrei che non riescono a coltivare la terra, le madri che di notte vegliano nel timore dei colpi palestinesi, I bambini delle colonie che vengono scortati a scuola per paura degli attentati” . Bisogna sapere, invece, che quei coloni non sono affatto pacifici, anzi sono spesso dei fanatici di destra armati fino ai denti che, nell’illusione di poter creare la Eretz Israel, la grande Israele, rifiutano di lasciare i territori occupa, e rappresentano non soltanto una minaccia continua per I palestinesi, ma anche il nodo cruciale per un’effettiva pacificazione della zona. Dopo aver dovuto affrontare la dura realtà e rassegnarsi alla perdita della Palestina storica, i palestinesi devono subire anche la progressiva colonizzazione di quei minuscoli territori (peraltro occupati militarmente da Israele) rimastigli ad opera dei “pacifici coloni, il cui solo interesse è coltivare la terra” ( sottratta ai palestinesi). Se quei coloni tenessero ai loro bambini, obbedirebbero alle leggi internazionali e sgombrerebbero da un territorio che non gli appartiene ed in cui essi rappresentano gli oppressori, i colonizzatori. Ma condannare i palestinesi che si ribellano come possono ad un’ingiustizia cos? palese è troppo!
9)ISRAELE VUOLE LA PACE, GLI ARABI NO!
Nella sua posizione, Israele ha tutto l’interesse a mantenere lo status quo. Ha costituito il suo stato espropriandolo ai palestinesi e colonizza progressivamente anche la Cisgiordania e Gaza. Una pace “giusta”, che lo costringa cioè a fare delle “concessioni” non gli interessa. Alla pace giusta Israele ha dimostrato e dimostra di preferire la guerra, la tensione, la paura. Ma senza “pace giusta”, senza cioè una pace che tenga conto dei diritti di tutte le parti coinvolte, non pu? esserci alcuna pace. Rifiutando di soddisfare le risoluzioni dell’ONU, dribblando ogni discussione sui nodi fondamentali della discordia, negando ogni diritto al popolo palestinese, Israele dichiara la sua volontà di proseguire all’infinito il conflitto: è di Israele la responsabilità piena e totale di ogni civile, palestinese o ebreo, che perde la vita nell’attuale crisi ed in quelle che verranno. Israele, nel suo rifiuto assoluto ed ostinato per una pace giusta in Medioriente, è responsabile di ogni ulteriore goccia di sangue versato. I palestinesi erano pronti a rinunciare a qualsiasi tipo di lotta all’indomani dell’apertura della Conferenza di pace, dieci anni fa. Le continue prese in giro da parte israeliana li hanno esasperati ed hanno condotto alla situazione attuale. Se davvero lo stato ebraico volesse la pace, saprebbe come fare per ottenerla