Le pericolose
dichiarazioni USA sul Medio Oriente:
Il punto di vista di Damasco
di Butheina Sha'aban
Ministro siriano per gli Affari degli espatriati
dal Los Angeles Times - 25 marzo 2005
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![]() Butheina Sha'aban |
![]() Condoleeza Rice |
Recentemente, sfogliando un giornale, mi e' capitato di leggere il seguente titolo: "Rice promette che Washington costruirà un genere diverso di Medio Oriente". Incerta su cosa ciò volesse dire, ho dato più attento ascolto alle dichiarazioni della Rice alle truppe USA a Kabul, Afghanistan, per capire se avevo la possibilità di imparare ciò che questo nuovo Medio Oriente ha da essere.
"Un genere diverso di grande Medio Oriente che sia stabile e democratico", ecco cosa ha detto quel giorno, "dove i nostri figli non dovranno preoccuparsi delle ideologie d'odio che hanno condotto quelle persone a schiantare degli aerei in quelle costruzioni, l'11 settembre".
Vediamo se ho capito. La Rice crede che la nostra regione ospiti "ideologie d'odio" e che sia popolata da "quelle persone". Quei terroristi.
Questa assurda generalizzazione incarna la fallacia che pervade l'intera "guerra al terrorismo" degli USA, la quale ha severamente danneggiato la reputazione e la credibilità americana in tutto il mondo e che ha condotto alle disastrose politiche che guasteranno le relazioni tra USA e mondo arabo per i decenni a venire.
Suggerire che un gruppo di estremisti sia rappresentativo dell'intero popolo del Medio Oriente e' oltraggioso. Sarebbe come suggerire che i criminali di Abu Ghraib e Guantanamo siano i rappresentanti del popolo americano e dei valori americani. Sarebbe come considerare i criminali autori dei massacri Sabra e Shatila o Deir Yassin rappresentanti dei loro popoli e dei loro valori religiosi.
L'altra pericolosa idea contenuta nel messaggio della Rice e' che gli attacchi dell'11 settembre siano una giustificazione ragionevole per la selvaggia politica USA in Medio Oriente. E' ridicolo. Gli americani avrebbero dovuto ben capire - ma non credo che lo abbiano fatto - che gli eventi dell'11 settembre hanno influito sugli arabi ed i musulmani ben più di quanto possano aver influito sul popolo americano. Gli arabi ed i musulmani sono da sempre vittime del terrorismo e non possono essere puniti ed accusati di tale crimine.
Temo che gli americani non sappiano ciò che accade realmente oggi in Medio Oriente. Il loro giornalismo "embedded" non lo consente. Ciò che oggi accade e' che i gruppi palestinesi vengono smembrati, la resistenza libanese viene disarmata ed il governo siriano demonizzato - tutto ciò mentre Israele continua ad occupare dal 1967 terre palestinesi, libanesi e siriane in violazione di tutte le risoluzioni ONU che ne chiedono il ritiro. Gli estremisti israeliani si appropriano dei sobborghi arabi di Gerusalemme. Viene costruito un muro di apartheid che separerà decine di migliaia di palestinesi dalle loro città e dai loro villaggi.
Ecco cos'altro sta avvenendo: il retaggio secolare siriano e la sua lunghissima tradizione di coesistenza religiosa vengono minacciati; le dichiarazioni di molti dirigenti USA sembrano indicare che la destabilizzazione di cui siamo già testimoni nella regione potrebbe essere propagata ben presto alla Siria ed al Libano.
E perché? La Siria non ha mai minacciato gli Stati Uniti. Eppure, e' il bersaglio dell' "inimicizia ideologica" da parte dei membri del Congresso che supportano il rifiuto israeliano di mettere fine all'occupazione delle Alture del Golan e il suo persistente rifiuto alla pace giusta e globale desiderata dalla Siria.
Rice deve sapere che le nazioni non si arrendono all'ingiustizia. I popoli del Medio Oriente hanno lottato contro l'aggressione e l'occupazione per tutta la loro storia, e continueranno a farlo fino a che non abbiano raggiunto la libertà, la giustizia e la dignità.
Gli USA potrebbero essere d'aiuto assicurandoci che alla nostra regione siano garantite stabilità e democrazia - e che i nostri figli non dovranno più preoccuparsi di forze d'occupazione, discriminazione e pallottole.
Sono certa che la Rice riconosce la grande differenza tra i rapporti che riceve dai think tanks filo-israeliani - i quali non vedono altro in Medio Oriente se non risorse suscettibili di estrazione e popoli disarmati vulnerabili all'occupazione ed all'oppressione - e la realtà della lunga storia di civiltà e tolleranza dei popoli arabi.
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traduzione a cura di www.arabcomint.com