LE COLONIE PENALI
di Tanya Reinhart
| "Le colonie di Gaza sono un affronto alla civilta' ed all'umanita' "- Ian Gilmore, The Observer |
Questo e' il futuro che Sharon e l'esercito
israeliano stanno progettando anche per la Cisgiordania.
Mentre viene costruita una nuova barriera elettronica, le
operazioni militari israeliane rappresentano l'ultimo
passo per la realizzazione del piano dell'IDF (esercito
israeliano) per ristabilire il pieno controllo militare
sulla Cisgiordania, in parte allentato durante il
processo di Oslo. Il primo stadio di questo piano, cioe' la distruzione delle istituzioni dell'Autorita' palestinese, e' stato completato nell'operazione "Scudo difensivo", condotta lo scorso aprile di quest'anno. In pratica, da quel momento in poi, le citta' ed i villaggi della Cisgiordania sono completamente sigillati. Anche l'uscita a piedi, che era possibile sino ad allora, e' stata resa impossibile, e qualsiasi spostamento tra le "celle territoriali" richiede adesso un permesso formale da parte delle autorita' militari israeliane. Soldati e cecchini impediscono ogni spostamento "non autorizzato" verso i campi agricoli, i luoghi di lavoro e di studio, verso le unita' sanitarie. Inoltre, diversamente dal periodo pre-Oslo di governo militare israeliano, l'esercito ha reso ben chiaro il fatto che non ha alcuna intenzione di costituire un'amministrazione civile che si occupi dei bisogni fondamentali di due milioni di palestinesi, come ad esempio i rifornimenti di viveri, i servizi sanitari, la raccolta dei rifiuti e gli scarichi. Per questi compiti sara' mantenuta in vita una qualche forma di Autorita' palestinese, anche se, in pratica, non le sara' permesso di funzionare. Come ha rivelato una "fonte
militare" ad Ha'aretz, "le conclusioni interne
degli scaglioni della sicurezza, che hanno seguito l'operazione
"Scudo difensivo", hanno stabilito che la
funzionalita' delle istituzioni civili dell'Autorita'
palestinese ha raggiunto un nadir senza precedenti,
dovuto essenzialmente alla distruzione operata dall'IDF a
Ramallah, dove sono stati distrutti tutti i dati
amministrativi della Palestina. ... Tutto cio', unito
alla severa restrizione dei movimenti, sta rendendo la
popolazione palestinese povera, dipendente, disoccupata,
affamata ed estremista... Le riserve finanziarie dell'Ap
hanno toccato il fondo ... In un futuro non troppo
lontano, la maggioranza dei palestinesi potra'
sopravvivere solo attraverso gli aiuti internazionali".
(Ha'aretz, edizione in ebraico, 23 giugno 2002, Amos Har'el). Nondimeno, nello stesso momento in
cui Israele priva i palestinesi dei loro mezzi di
sostentamento, si sforza anche per bloccare gli aiuti
internazionali, col pretesto che quegli aiuti serviranno
a sostenere "i terroristi e le loro famiglie". Gli aiuti dell'UNRWA sono il prossimo obiettivo. L'agenzia dell'ONU per l'aiuto ed il sostegno ai profughi palestinesi e' la maggiore fonte di aiuti alimentari per i palestinesi nei territori assediati. Oggi, i suoi aiuti non sono piu' riservati solo ai campi profughi, ma anche alle citta' ed ai villaggi palestinesi. In due anni di assedio israeliano, gli aiuti dell'UNRWA si sono quadruplicati. Recentemente, "Israele ha iniziato una campagna negli Stati Uniti e Nazioni Unite affinche' riconsiderino il modo in cui l'UNRWA opera nei Territori occupati. Israele accusa l'UNRWA di ignorare che i campi profughi palestinesi stanno diventando basi terroristiche e dunque chiede all'agenzia di monitorare tutte le attivita' militari o terroristiche che avvengono nei campi ... Nel frattempo, le lobby filo-israeliane negli USA stanno conducendo una campagna parallela ... basandosi sul fatto che gli USA contribuiscono al 30% del budget annuale (di 400 milioni di dollari) dell'UNRWA e dunque cio' mette l' America nella posizione di influenzare l'agenzia umanitaria. Un rifiuto del congresso sull'approvazione dei fondi da riservare all'UNRWA, metterebbe l'agenzia in condizione di limitare drasticamente le sue operazioni (Ha'aretz, 29 giugno 2002, Nathan Guttman). Per adesso non vi e' stata ancora la richiesta di tagliare i fondi all'UNRWA, ma il primo passo per arrivare a cio' e' gia' stato compiuto, allorche' si e' fatta l'assurda richiesta che l'UNRWA diventi una forza attiva nella "guerra contro il terrorismo". Dall'11 settembre, tutti i passi di Sharon sono volti a creare un'analogia tre i territori occupati e l'Afghanistan (e dunque tra l'Ap ed al-Qaeda). Questo gran'uomo continua a dichiarare che la soluzione ai problemi del Medioriente deve essere simile a quella prospettata per l'Afghanistan. L'analogia e' spaventosamente rivelatrice: per consolidare le "sue riforme" in Afghanistan, l'esercito USA ha affamato milioni di persone. Ecco come descrive cio' Noam Chomsky: "Il 16 settembre, il New York Times riporto' che 'Washington ha richiesto al Pakistan che venissero tagliati i rifornimenti di carburante ... e l'eliminazione di convogli ferroviari chr rifornivano di cibo alla popolazione civile afghana'. Stupefacentemente, un simile rapporto non ha suscitato proteste in occidente, un vero pugno in faccia per tutti coloro che ritengono che la civilta' occidentale sia in qualche modo superiore. Nei giorni successivi, le richieste USA furono soddisfatte ... Un attivista umanitario riporto' che il paese stava sospeso su di un filo, e noi avevamo tagliato quel filo (New York Times magazine, 30 settembre). Secondo i maggiori quotidiani mondiali, dunque, Washington chiedeva al Pakistan di fare in modo che milioni di afghani morissero di fame, tagliando i limitati rifornimenti che li tenevano in vita". (intervista di Michael Albert, riportata da Noam Chomsky, 911, Sette Storie, 2002). Arundhati Roy, riassunse il tutto
in questo modo: "Testimoniamo l'infinita giustizia
del nuovo secolo. Civili affamati a morte mentre
attendono di essere uccisi" (The Guardian, 29
settembre).
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traduzione a cura di www.arabcomint.com