DIETRO LA LINEA VERDE
dentro la Palestina del 1948
di Isabelle Humphries
Da "Islam-OnLine.net"
Sbagliato. Il milione di palestinesi che oggi vive all'interno di Israele sono quei palestinesi, ed i loro discendenti, che riuscirono a rimanere all'interno della loro terra, dichiarata "stato ebraico" nel 1948. Da un giorno all'altro questa comunita' si trovo' ad essere trasformata da maggioranza in minoranza in uno stato razzialmente definito. Dopo la forzata espulsione di oltre 700.000 palestinesi dalle loro terre, Israele ritenne che la "minoranza" che, per qualche oscura ragione, essendo stati i loro villaggi tenuti fuori del raggio d'azione dei sionisti, era rimasta, potesse essere esclusa dal sistema attraverso mezzi legali o attraverso una pulizia etnica graduale. Dal 1948 al 1966 la comunita' fu tenuta sotto legge militare, qualcosa di simile al coprifuoco che sta strangolando la Cisgiordania e Gaza oggi. Nessuno poteva lasciare la sua citta' senza un permesso da parte delle autorita' militari. Il timore dei massacri, come quello di Kufr Kassem, del 1956 (50 contadini del villaggio, ignorando ci fosse il coprifuoco, tornarono dai campi. Furono fatti allineare e sparati alla nuca), permise ad Israele di assoggettare la popolazione palestinese. Oggi, i palestinesi del 1948 non sono piu' soggetti alla legge militare, ma la loro subordinazione viene portata avanti con mezzi piu' sottili. Una consistente minoranza di essi viene definita, dal governo israeliano "Assenti presenti": quelli cioe' che vivono all'interno della Palestina del 1948 ma che, al tempo stesso sono considerati profughi dalle loro citta' originarie. Alcuni di essi vivono a soli due kilometri di distanza dai loro villaggi, tuttavia non viene loro consentito il ritorno. "Se la comunita' internazionale non riconoscera' i diritti sia dei palestinesi dell'interno, che di quelli della diaspora, non ci sara' mai una giusta ricomposizione del conflitto", dice un profugo 29enne di Saffouri. Molti dei profughi di Saffouri non finiti nello squallore di un campo profughi libanese vivono oggi nei dintorni di Nazareth. Con l'auto, adesso, possono andare a vedere i resti del villaggio distrutto nel 1948 dai sionisti, al cui posto oggi sorge l'ebraico Zippori. I profughi di Saffouri con molta difficolta' ottengono il permesso di visitare le tombe dei loro antenati, nei resti del villaggio, mentre un nuovo immigrato israeliano, da qualunque parte del mondo provenga, puo' trasferirsi a Saffouri in un attimo. La confisca delle terre e la demolizione delle case non sono terminate nel 1948, ma continuano ancora oggi. Interi villaggi palestinesi vengono evacuati e gli abitanti sono costretti a rifugiarsi in affollate township. Il governo israeliano giustifica tali azioni dichiarando che si tratta di "villaggi illegali", nonostante il fatto che essi esistevano molto prima della costituzione dello stato d'Israele
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