L’ ISLAM IN OCCIDENTE

 

 

L’aumento costante delle conversioni all’Islam nei paesi dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti, a dispetto dell’immagine distorta fornita dai media, che tendono ad associare all’Islam tutto quanto di negativo possa esserci, sta a testimoniare il desiderio di una fede che dia all’uomo un ruolo attivo e partecipante, che enfatizzi la sua relazione diretta con Dio e che sia costante. Il mondo occidentale, in questo scorcio d’inizio secolo, appare ad un bivio: soffocato dal materialismo, dalla corsa al successo ed al profitto, prostrato sempre più in direzione di Wall Street, sta perdendo di vista la sua umanità, il senso di appartenenza, i valori. Eppure, mai come in questo periodo, questo mondo malato di schizofren?a è sempre più alla ricerca di una dimensione spirituale che dia un senso alla vita e che sia garanzia di una moralità intima, profonda, di una giustizia sociale altrimenti latitante. Il Profeta dell’Islam disse:

“La luce dell’Islam splenderà ad occidente”, ed è un po' quello che sta succedendo adesso. Gli occidentali, disillusi dalle storture delle loro società – criminalità, famiglie spaccate, droga, alcoolismo, adulteri, gravidanze di adolescenti – ammirano la sicurezza e la disciplina dell’Islam e sono rafforzati dai suoi precetti nella denuncia del male, nel dire “questo non è corretto”. 

L’Islam sta ottenendo conversioni nel mondo industrializzato per la sua abilità nell’adattarsi alla vita dell’uomo: si percepisce chiaramente che esso penetra profondamente nell’animo umano e ne impregna ogni fibra, con la sua forza e la sua freschezza; l’Islam non è una copertura superficiale e questo è l’aspetto che maggiormente affascina il mondo secolarizzato. Gli occidentali convertiti si accostano alla fede con occhi freschi, senza le costrizioni delle tradizioni orientali che spesso inquinano la purezza dell’Islam, evitando ci? che è culturalmente errato. Si avvicinano all’Islam delle origini, quello del Profeta e dei suoi Compagni, i Sahaba, perciò si può certamente affermare che la tradizione più pura, attualmente, è in occidente. Molti neoconvertiti sono idealisti che non cercavano una religione ma che hanno trovato un richiamo irresistibile nell’aspetto contemplativo e mistico della fede islamica, il Sufismo, descritto come “la perla nella conchiglia dell’Islam”. “Nella crisi di valori che attraversa l’occidente, un mondo che sembra fermamente ancorato alla sua fede, e che non mette in discussione né l’esistenza di Dio né, cosa più notevole, la necessità di una dimensione spirituale nella propria vita, diventa un interlocutore prezioso, uno stimolo, addirittura, a ricercare forme più adeguate per esprimere la propria religiosità e la propria spiritualità. L’Islam ha un suo codice di comportamento morale che lascia poco spazio alle interpretazioni personali ed aberranti; esso tende a rappresentare, anche per molti europei, un’alternativa globale alla civiltà occidentale di cui non si può  non tenere conto.”

 

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