Londra, 17 maggio 2003
"Palestine Free Rally"

I volti nella folla riflettono il supporto che la causa palestinese riscuote all'interno della società britannica |
Sabato 17 maggio scorso migliaia di britannci hanno ricordato il 55esimo anniversario della Nakba - l'espulsione dei palestinesi dalla loro terra, convergendo a Trafalgar Square e chiedendo la fine dell'occupazione israeliana e libertà per la Palestina. La folla numerosa riflette la solida base si supporto popolare per la causa palestinese nella società britannica. La manifestazione, organizzata dalla Palestinian Solidarity Campaign, ha visto la partecipazione calorosa di John Pilger, di attrici come Juliet Stevenson e Corin Redgrave e di Sophie Hurndall, la sorella del fotografo amatoriale inglese sparato alla testa dall'esercito israeliano. Nella seguente pagina vi proponiamo le foto e gli interventi più belli di quella straordinaria manifestazione. |
Afif Safieh, delegato generale palestinese in Gran Bretagna |
"Ha avuto
luogo una guerra a cui ci eravamo opposti, una guerra che abbiamo
definito non necessaria ed illegittima. Questa guerra non era per la
democrazia, ma per la docilità di tutta l'area. La docilità
europea e globale di fronte all'egemonia americana. E' una guerra
che ha visto la collusione tra l'agenda americana e quella
israeliana, e che ha messo l'America contro il mondo arabo. .. Ricordiamo qui l'International Solidarity Movement, i cui membri sono scudi umani in Palestina ... ricordiamo Iain Hook, Rachel Corrie. Vorrei che questo gruppo fosse candidato al premio Nobel per la pace, perche' nessuno lo merita di più. |
Jeremy Corbyn, parlamentare laburista per Islington South, si batte attivamente all'interno del Parlamento per i diritti dei palestinesi
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"Non si potrà raggiungere la
pace ne' in Palestina ne' altrove in Medioriente senza rivolgersi alle
cause della guerra, cioè l'ingiustizia con cui la gente viene
trattata e, attualmente, nessuno viene trattato più ingiustamente dei
palestinesi". (Sulla guerra all'Iraq) "Questa e' stata una guerra per le risorse ed ora vediamo la cricca di Bush, Rumsfeld, Cheney e gli altri, spartirsi un intero paese. Il popolo iracheno e' la prima cavia del Progetto per il Nuovo Secolo Americano. (Sulla road-map) "Mi e' stato detto che si tratta di un piano per la pace e la giustizia. Il cinico in me dice che, ogni volta in cui USA e Gran Bretagna desiderano il supporto dei paesi mediorientali, propongono un nuovo processo di pace. Poi la guerra finisce, e il processo di pace viene dimenticato. Mi sembra che vi siano una gran quantità di catenacci israeliani su quelle grate. Non ci saà mai pace finchè non si riconosceranno un certo numero di cose: che la sofferenza dei palestinesi, cacciati dalle loro terre nel 1948, deve essere riconosciuta, e che questo popolo ha il diritto di vivere in pace, libero dagli squadroni della morte, dall'occupazione e dagli insediamenti. Ci dovrebbero anche essere meno sermoni in giro per il mondo sull'inviolabilità delle risoluzioni ONU, dal momento che nessun paese al mondo ne ha violate tante quanto Israele. Ed Israele e' l'unico paese in Medioriente che possiede sicuramente armi di sterminio di massa. Come lo sappiamo? A causa di Mordechai Vanunu, che ha passato 14 anni in carcere per averci raccontato la verità sul programma nucleare israeliano... " |
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Un messaggio di Richard Burton, parlamentare, viene letto da parte sua: "In questa settimana, che commemora la Nakba, e' importante che noi manteniamo forte la pressione per il raggiungimento della pace con giustizia in Medioriente... ... rafforzare le restrizioni significa che e' già impossibile per le agenzie umanitarie, i giornalisti ed i pacifisti operare nei territori occupati. Ciò a dispetto della crescente miseria a Gaza, con i tre quarti della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà
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Abe Hayeem, Just Peace UK, associazione ebraica pro-giustizia, e' un difensore dei diritti dei palestinesi all'interno della società ebraica britannica.
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Sharon ed il suo governo
neo-nazista non parlano per noi... Noi contraddiciamo le blande
giustificazioni della brutale occupazione israeliana da parte delle
principali comunità ebraiche, e che, facendo ciò, sono
lontane dalla vera etica ebraica. |
Sophie Hurndall, la sorella di Tom, il giovane attivista e fotografo sparato in testa dai militari israeliani
Ciò che la BBC e la CNN non mostrerebbero:
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"Mi e' stato chiesto
di parlare a questa manifestazione in quanto sorella di Tom
Hurndall. Come molti di voi sanno, Tom e' stato sparato mentre
cercava di salvare alcuni bambini dal fuoco dell'esercito
israeliano. Mente sottolineo che la mia famiglia non ha
affiliazioni politiche, vorrei dire che quello che Tom e noi
abbiamo scoperto durante le nostre separate visite a Gaza ci
ha causato profondo rincrescimento.
Sono qui per descrivere le mie esperienze. Mio fratello Tom era un fotografo di talento ed un essere umano coscienzioso. E' andato a Gaza perche' aveva sentito parlare degli abusi dei diritti umani che avvenivano nei territori occupati e voleva vedere con i suoi occhi il modo in cui i palestinesi vivevano, e fotografare e documentare cio' che vedeva. Oggi Tom giace in un letto d'ospedale in coma profondo. Il suo cervello ha avuto danni irreparabili e i medici dicono che difficilmente riprendera' conoscenza. Qualche giorno prima che fosse
ferito, Tom ci invio' delle e-mail in cui raccontava dettagliatamente
gli incidenti che aveva visto verificarsi, in cui civili palestinesi
venivano sparati da militari israeliani e un attacco con elicotteri
durante cui 46 palestinesi erano rimasti feriti, alcuni dei quali
sarebbero morti in seguito. Tom ci aveva gia' inviato delle foto,
inclusa quella di un bambino di 7-8 anni, che non rappresentava di
certo una minaccia, colpito da un carroarmato israeliano. I rapporti dell'esercito affermavano che Tom era armato, vestito in abiti militari e stava sparando verso i soldati quando fu colpito. Questi rapporti sono stati pubblicati su tutti i media mondiali, specie in Israele. Sono falsi. Molti di voi hanno visto le foto di Tom con la sua tenuta arancione fosforescente di attivista. Abbiamo foto di Tom immediatamente prima e dopo la sparatoria - di diverse fonti indipendenti. Ci sono oltre dieci testimoni oculari alla sparatoria, internazionali e giornalisti - e tutti sostengono il fatto che Tom sia stato sparato senza motivo, senza che ci fosse fuoco incrociato. Ma cio' che e' straordinario e' che nessuno di questi testimoni e' stato finora interrogato dalle autorita' israeliane. Come puo' essere condotta un'inchiesta credibile senza ascoltare i testimoni? Invece, molti di questi testimoni sono stati arrestati, sequestrati e illegalmente deportati. Era chiaro che Tom non rappresentava alcuna minaccia ne' per l'esercito ne' per alcuno. Era con un'organizzazione umanitaria che si occupa di proteste pacifiche e della cui presenza l'esercito era a conoscenza. Tom ha agito nel modo in cui qualsiasi essere umano decente avrebbe agito, correndo in aiuto di un gruppo di bambini piccoli, indifesi e disperatamente vulnerabili. Tuttavia, molti di noi non avrebbero avuto il coraggio di fare cio' che Tom ha fatto. In cambio del suo coraggio e della sua altruistica dedizione, paghera' un prezzo salatissimo. Tom e' la vittima di un assassinio diretto e deliberato. Cio' sara' dimostrato dal prossimo documentario Dispatches in onda domani sera su Canale4. La nostra richiesta di spiegazioni non e' irrazionale. I miei genitori, i miei fratelli ed io, abbiamo trascorso gran parte delle ultime cinque settimane presso il capezzale di Tom, in Israele, e a Gaza, per cercare di trovare delle risposte. Nonostante le numerose richieste effettuate anche tramite l'ambasciata britannica a Tel Aviv e i media, ci e' stata rifiutata qualsiasi comunicazione da parte delle forze israeliane. I miei genitori sono stati sparati contro mentre viaggiavano a Gaza con dirigenti dell'ambasciata britannica. Adesso e' stato loro rifiutato l'ingresso fino a che non firmino un documento in cui si assolve l'esercito israeliano da ogni responsabilita' nel caso in cui vengano sparati. Sono queste la democrazia e la liberta' in Israele? La mia famiglia sta conducendo una campagna per un'inchiesta pubblica e indipendente sul ferimento di Tom. Non solo per lui, ma perche' ogni giorno civili palestinesi sono mutilati ed uccisi dalle pallottole dell'esercito. Qualsiasi atto di violenza dovrebbe avere un processo giusto e lo stesso giudizio. Ma questo non avviene. I palestinesi sospettati di commettere violenze contro Israele vengono assassinati senza processo con attacchi missilistici. Un soldato israeliano, invece, molto difficilmente sara' rimproverato per i crimini che commette. Non possiamo restare in silenzio e permettere che gente come Tom, Rachel Corrie, Brian Avery, Iain Hook e James Miller diventino tragiche vittime, ancora e ancora. Se non prendiamo posizione affinche' il governo israeliano sia responsabile delle sue azioni, non ci sara' fine a questa terribile perdita di vite umane in Palestina. Aiutateci ad esercitare pressioni, contattate il ministro degli esteri [britannico, ndt] Jack Straw per rafforzare la nostra richiesta di un'investigazione pubblica e indipendente. E visitate il nostro sito web - www.tomhurndall.co.uk. Aiutateci a fare la differenza. Grazie". |
Andrew Murray, Stop the War Coalition, uno dei principali sponsor della manifestazione
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"Abbiamo sempre detto che la
pace e la giustizia sono indivisibili e il governo dovrebbe ricordare
che, quando lo scorso 15 febbraio 2 milioni di persone marciarono a
Londra, fu per chiedere la fine della guerra e la libertà per la
Palestina - questo e' ciò che il popolo britannico vuole ...
Il popolo britannico vede con
chiarezza che e' stat preso in giro dal suo governo. Ci e' stato
mentito sulle armi di distruzione di massa, sul fatto che questa
guerra sarebbe stata gestita dalle N.U. e sul fatto che gli invasori sarebbero
stati i benvenuti in Iraq. Questa stessa gente mente quando dice che
porterà giustizia al popolo palestinese. Non ci sarà nessuna
giustizia da George Bush e Tony Blair!" |
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Viene letto un messaggio inviato dal parlamentare George Galloway: "... Saluto la memoria del martire Fares Odeh, ucciso a 14 anni da uno squadrone della morte israeliano dopo aver coraggiosamente affrontato con le pietre della sua piccola mano un carroarmato. Mando i miei saluti ai prigionieri palestinesi ed alle famiglie di tutti i martiri ... Lunga vita alla Palestina, libera e dignitosa, Vittoria all'Intifada!" |
Dr Mustafa Barghouti, Presidente dell' Health, Development and Information Centre di Ramallah.
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Barghuthi sottolinea
l'importanza della manifestazione: |
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"Tutti dovrebbero avere un'OCCUPAZIONE ". |
Paul Mackney, Segretario Generale del NATFHE (sindacato degli insegnanti), uno dei sindacati affiliati al PSC.
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"Sono fiero di essere qui come
membro del Consiglio Generale del TUC, siamo tutti parte di un
movimento globale di solidarietà con il popolo palestinese, che
chiede la giustizia per i palestinesi... Come sindacato degli insegnanti, in particolare, deploriamo la morte di 216 studenti palestinesi e di 17 insegnanti nello scorso anno accademico... Come unione di insegnanti di grado elevato, esprimiamo la nostra solidarietà con le 11 università di Gaza e Cisgiordania, in particolare con Bir Zeit, con cui siamo gemellati. Abbiamo rapporti settimanali dallo staff e dagli studenti su come essi vengano quotidianamente molestati dalle forze israeliane, le classi sospese, le strade d'accesso all'università bloccate, le linee telefoniche ed idriche tagliate, l'elettricità negata. Fin dall'invasione, gli studenti ed i professori sono stati perquisiti, picchiati, arrestati e privati del denaro e del cibo. Ma più di tutto, noi siamo qui per condannare l'ipocrisia degli Stati Uniti. Paragonate le presunte ragioni per la guerra all'Iraq con la sua politica verso Israele. Israele ha violato 68 risoluzioni ONU, Israele occupa le terre dei suoi vicini, Israele ha rifiutato che un team dell'ONU investigasse a Jenin, Israele ha un avanzatissimo programma per la costruzione di armi di sterminio di massa. Diciamo al governo Bush: Conosciamo il vostro gioco e non siamo convinti affatto che abbiate a cuore gli interessi dei palestinesi o della pace in Medioriente. Sharon, con il quinto esercito al mondo, sta dopotutto solo copiando i metodi di Bush e Blair, il quali hanno dimostrato, in Afghanistan e poi in Iraq, che le nazioni potenti possono uccidere civili, fregarsene dei principi umanitari basilari e distruggere le infrastrutture di paesi già distrutti da decenni di guerre. Sono certo che uno dei primi atti compiuti dal governo filo-americano di Baghdad, il quale non sarà indipendente, sarà il riconoscimento dello stato d'Israele. E il secondo atto di quel governo sarà l'autorizzazione all'apertura di oleodotto dall'Iraq ad Haifa - ecco perchè e' avvenuto tutto!"
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Dr. Ghada Karmi, Accademica palestinese: |
"Il problema in Medioriente
non e' l'Iraq, come vogliono farci credere - e' Israele, e la sua
guerra contro il popolo palestinese. E' la tragedia della Palestina,
ancora non risolta, che e' la vera questione ... Dicono che stanno cercando armi di sdistruzione di massa. A loro diciamo: cercatele in Israele! Bush e Blair dicono che hanno punito l'Iraq perchè aveva violato le risoluzioni ONU. A loro diciamo: cosa dite di Israele? Bush e Blair dicono che l'Iraq ha possibili legami con il terrorismo internazionale. A loro diciamo: andate in Israele per vedere in azione il vero terrorismo di stato. Bush ha una lista di "stati canaglia" che intende colpire, ma ne ha escluso l'unico stato canaglia che occupa la terra di altri popoli e possiede armi di distruzione di massa - Israele! Come palestinese, oggi ho paura per i miei compatrioti sotto il giogo di Sharon. Egli intende liquidare il problema palestinese sotto la copertura della guerra all'Iraq. Ciò significa più uccisioni, ottanta palestinesi uccisi solo nello scorso mese, ottanta uccisi già in questo mese, più oppressione, più affamamento, più demolizioni, più furto della terra palestinese ed ora qualcos'altro: espulsioni e pulizia etnica. E contro questo massacro, cosa offrono Bush e Blair? La road-map per il Medioriente! Troppo poco, troppo tardi!. Poi sottolinea l'importanza della
partecipazione e del non rimanere silenti:
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Mike Rosen, poeta ebreo anti-sionista: |
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Una bimba
palestinese sulle spalle di suo padre.
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L'album della gloria di Israele |
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Fine del terrorismo? Sì, grazie. Fuori gli occupanti dalla Palestina e dall'Iraq.
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www.arabcomint.com
estratto
da inminds.com