MASACCIO E L'ISLAM A proposito
del Masaccio, geniale pittore ed artista del primo
rinascimento, colui forse che, con la sua arte innovativa
ed autentica, diede l'avvio all'umanesimo artistico che
tanti capolavori doveva produrre, una singolare scoperta,
tutta da approfondire e chiarire, e' stata fatta alcuni
anni fa. Una scoperta che non e' tale per I piu' avveduti
storici dell'arte, per studiosi ed islamisti e per i
pochi eruditi biografi del grande maestro. Uno dei piu'
celebrati dipinti del Masaccio, il "Trittico di S.Giovenale",
raffigurante la Madonna col bambino, datato 23 aprile
1422, ha portato alla luce, durante I lavori di restauro,
l'originale splendore ed una singolare particolarita':
nell'aureola della Madonna e' dipinta una scritta in
pseudo cufico o naskhi, chiaramente leggibile e, per noi,
normalmente rovesciata. E' la classica professione di
fede musulmana: "La ilaha illa Allah Mohammad rasul
Allah", e cioe': "Non c'e' altro dio
all'infuori di Dio e Mohammad e' il suo inviato". Fu una
sfida da parte di Masaccio? Un semplice ma incredibile
caso, per un grande che ha dipinto per non piu' di sei o
sette anni? Una scelta di fede che l'originale pittore
volle tenere segreta? Le ipotesi sono tante e il "caso
Masaccio" va avanti da qualche anno, tra dubbi e
smentite, ammissioni e reticenze. Bisogna subito
aggiungere che, chi sapeva, aveva letto quella scritta e
capito, al massimo aveva aggiunto, in anni abbastanza
recenti, soltanto una breve nota di due parole, in fondo
ai colti saggi sul maestro di S.Giovanni Valdarno. Come
se quell'esaltazione dell'Islam e di Mohammad
nell'aureola della Madonna non aprisse davvero uno
straordinario ed inconsueto filone di ricerca che, forse,
non si e' mai voluto percorrere fino in fondo. La scritta
nell'aureola della Madonna e' un altro curioso mistero
nella breve vita di Masaccio, morto avvelenato in una
Roma papalina un po' cupa, ma con una Chiesa trionfante. Le cose
da capire sono molte, per la verita'. Chi sia
stato Masaccio e cosa abbia rappresentato nella Firenze
del '400 e' ben noto; "Coltissimo", dice il
Vasari. Poi, alla notizia della prematura morte, la
celeberrima frase del Brunelleschi: "Noi habbiam
fatto una gran perdita". Dall'infanzia carente di
affetti nasce il ribelle, protervo e scorbutico, nemico
di ogni autorita' e per questo soprannominato Masaccio",
da Tommaso. Il
dipinto della Madonna del Giovenale e' opera giovanile.
Venne scoperta da Luciano Berti nel 1961 ed esposta, per
la prima volta, a Firenze. Della scritta islamica
sull'aureola della Vergine non venne fatta parola. Poi,
negli anni '80, Marco Spallanzani, studioso d'arte
islamica e "curatore" della sala araba del
Bargello, a Firenze, accenno' per primo a quella scritta,
accostandola alle ben note influenze dell'arte orientale
su quella italiana e toscana in particolare. L'Islam
scendeva giu' dalla Spagna moresca e musulmana e saliva
verso il nord, dalla Sicilia araba. In piu', Crociate o
non Crociate, Venezia, Pisa, Genova, Amalfi, Siena e
Firenze commerciavano con il medio oriente. Il commercio
delle sete e delle stoffe pregiate era floridissimo ed e'
proprio su certe magnifiche sete e sul damasco
proveniente dalla Siria e dall'Iran che si trovavano
iscrizioni arabe con frasi perfettamente leggibili sulla
grandezza di Dio e la "bellezza della fede". I
pittori toscani del '300 usarono quelle stoffe preziose a
piene mani, nei loro dipinti. Ma e' una pura coincidenza
che un uomo colto e profondo come il Masaccio abbia
ricopiato una frase del genere nell'aureola della
Madonna? E' pensabile che una scelta del genere sia stata
solo frutto del caso? Altre
coincidenze, inoltre, colpiscono. La scritta non e' mai
presente nell'aureola di Cristo, dei Santi e degli Angeli
che lo circondano. Qualcuno gia' sostiene che altre
celeberrime Madonne del Masaccio avrebbero, sempre
nell'aureola, lo stesso impegno di fede islamica. Bisogna
qui ricordare che, per aver lavorato spesso per Felice
Brancacci, console del mare e ambasciatore presso il
sultano d'Egitto, Masaccio aveva sicuramente conosciuto
in maniera non casuale l'Islam e il "misterioso
mondo egiziano dei Fatimidi". Il
professor Ahmad Mustafa, grande studioso egiziano delle
antiche scritture arabe, iraniche e del periodo abbaside,
ha confermato che la scritta nell'aureola della Madonna
di S.Giovenale e' proprio la classica professione di fede
islamica. Per leggerla, un arabo dovrebbe porsi davanti
all'opera, di spalle, con uno specchietto in mano, per
avere la scritta nel giusto verso di lettura. Masaccio,
come si sa, a ventisei anni, parti' per Roma e da quella
citta' non fece piu' ritorno. Scrisse il Volponi: "Dicesi
morto a Roma per veleno: e' la notizia che corre a
Firenze tra creditori e notai". Che nella
capitale dei Papi qualcuno abbia finito per scoprire il
segreto delle sue Madonne? PARTICOLARE DEL TRITTICO CON L'AUREOLA "INCRIMINATA" |
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