Menzogne di guerra
| L'esercito
americano che sta invadendo l'Iraq - senza approvazione
delle Nazioni Unite e senza il sostegno internazionale -
si e' svegliato sulla realta' del campo di combattimento. Ha imparato di prima mano che il popolo iracheno non vuole essere "liberato" da lui, e che l'esercito iracheno e' pronto a battersi fino all'ultimo. La resistenza continua ad Umm Qasr, una piccola cittadina portuale appena dentro l'Iraq, che gli USA avevano affermato di aver conquistato gia' alcuni giorni fa; e i rapporti indipendenti ci dicono che a Nassriya 20 militari americani e diversi carriarmati sono stati catturati dagli iracheni. Cio' su cui non vi e' dubbio e' che
dozzine di militari americani sono stati uccisi in
battaglia. Piu' di 20 sono stati fatti prigionieri; i
corpi dei morti sono stati mostrati alla TV irachena,
cosi' come i volti spaventati dei primi prigionieri di
guerra.
L'esercito americano ha
detto ieri che le immagini dei prigionieri USA mostrate
in TV sono "disgustose". Per chi le ha viste,
esse provocano un misto di emozioni, incluse pieta' e
sorpresa, ma il disgusto non e' certo tra esse. Sembra che la guerra debba protrarsi e che le cose siano destinate a divenire piu' confuse, sempre meno chiare. Piu' vi sara' confusione, maggiore sara' la necessita' di una copertura chiara ed obiettiva degli eventi da parte di coloro che ne parlano. Le truppe USA stanno combattendo nel nome del governo americano. I media americani pero' - e, a maggior ragione i media occidentali che hanno entusiasticamente indossato l'elmetto dell'esercito d'invasione - non sono un altro battaglione della macchina militare USA, il cui compito e' aiutare la vittoria delle truppe. Il loro compito e', e resta, quello di raccontare la verita', nient'altro che la verita'. E, finora, hanno raccontato poco, se non bugie. |