Menzogne di guerra

 

L'esercito americano che sta invadendo l'Iraq - senza approvazione delle Nazioni Unite e senza il sostegno internazionale - si e' svegliato sulla realta' del campo di combattimento.
Ha imparato di prima mano che il popolo iracheno non vuole essere "liberato" da lui, e che l'esercito iracheno e' pronto a battersi fino all'ultimo.
La resistenza continua ad Umm Qasr, una piccola cittadina portuale appena dentro l'Iraq, che gli USA avevano affermato di aver conquistato gia' alcuni giorni fa; e i rapporti indipendenti ci dicono che a Nassriya 20 militari americani e diversi carriarmati sono stati catturati dagli iracheni.

Cio' su cui non vi e' dubbio e' che dozzine di militari americani sono stati uccisi in battaglia. Piu' di 20 sono stati fatti prigionieri; i corpi dei morti sono stati mostrati alla TV irachena, cosi' come i volti spaventati dei primi prigionieri di guerra.
Coloro che ricevono le notizie direttamente dai briefing militari del Pentagono, probabilmente non vedranno quelle immagini. Le reti americane, completamente arruolate al seguito della macchina militare bellica USA, hanno dato la priorita' alle richieste di Donald Rumsfeld, il cui iniziale diniego per l'incalzare degli avvenimenti si e' gradualmente trasformato in un grugnito di ammissione. Rumsfeld ha ordinato ieri ai maggiori networks USA - CNN, Fox e MSNBC - di non mostrare in TV le immagini dei morti e dei prigionieri americani. Lo ha fatto riferendosi alle Convenzioni di Ginevra. Le immagini dei militari catturati, ha asserito Rumsfeld, costituiscono propaganda.

Solo un uomo: inviato dalle lobby di potere e dalle corporazioni del suo paese a combattere ed uccidere un popolo
che non ha fatto alcun male all'America

Il fatto che Rumsfeld si sia improvvisamente ricordato delle Convenzioni di Ginevra e' notevole, dato il fatto che le immagini proposte di continuo sulle reti americane il giorno prima riguardavano una lunga fila di prigionieri di guerra iracheni, "arresisi", secondo le parole di George W. Bush, "in maniera felice, entusiasta". E le Convenzioni di Ginevra non sono state certo applicate ai prigionieri di Guantanamo, le cui immagini - uomini tenuti in piccole gabbie di metallo, senza alcuna protezione dalle intemperie, privati della funzionalita' dei cinque sensi, sedati e picchiati nei genitali da ufficiali donne - sono state distribuite dall'amministrazione Bush ai media mondiali.

 

L'esercito americano ha detto ieri che le immagini dei prigionieri USA mostrate in TV sono "disgustose". Per chi le ha viste, esse provocano un misto di emozioni, incluse pieta' e sorpresa, ma il disgusto non e' certo tra esse.
La guerra vera e' una faccenda terribile, e gli USA si trovano coinvolti in una guerra reale e complessa. Tutti i segnali ci dicono che gli iracheni non vogliono l'America sulla loro terra e non la ricompensera' con le ingenti risorse petrolifere di cui e' ricco il loro territorio.

Sembra che la guerra debba protrarsi e che le cose siano destinate a divenire piu' confuse, sempre meno chiare. Piu' vi sara' confusione, maggiore sara' la necessita' di una copertura chiara ed obiettiva degli eventi da parte di coloro che ne parlano. Le truppe USA stanno combattendo nel nome del governo americano. I media americani pero' - e, a maggior ragione i media occidentali che hanno entusiasticamente indossato l'elmetto dell'esercito d'invasione - non sono un altro battaglione della macchina militare USA, il cui compito e' aiutare la vittoria delle truppe. Il loro compito e', e resta, quello di raccontare la verita', nient'altro che la verita'.

E, finora, hanno raccontato poco, se non bugie.

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