Il mio inferno nel campo X-ray
 Rosa Prince and Gary Jones
The Mirror 

 

 

Un prigioniero britannico liberato da Guantanamo Bay ha raccontato al mondo il suo orrore, ed ha rivelato come nel campo venissero portate delle prostitute per degradare i detenuti musulmani.

Jamal al-Harith, 37 anni, arrivato a casa da tre giorni dopo oltre due anni di confino, e' il primo detenuto ad alzare il coperchio sugli orrori del regime carcerario a Camp X-ray ed a Camp Delta, Guantanamo.

Padre di tre bambini, di Manchester, ha raccontato di come fu assalito con bastoni, calci e pugni dopo essersi rifiutato di fare una misteriosa iniezione.

Ha narrato di come i detenuti venissero legati, mani e piedi, per 15 ore alla volta, con lacci di metallo che penetravano nella carne. Le loro "celle" erano gabbie metalliche aperte agli elementi, con pavimenti  di cemento armato, e non offrivano alcuna protezione dai topi, serpenti e scorpioni che infestano l'area della base americana.
Le punizioni venivano inferte da guardie che si precipitavano sui prigionieri, in assetto anti-sommossa, picchiandoli selvaggiamente secondo ciò che veniva definita Forza di Reazione Estrema. 

I prigionieri erano sottoposti a torture psicologiche e sevizie mentali allo scopo di farli confessare atti mai commessi. Persino le più piccole infrazioni venivano punite severamente.
Le cure mediche erano occasionali e brutali, e le amputazioni degli arti erano più drastiche di quanto fosse necessario, ha dichiarato Jamal. 
La dieta, a base di acqua non potabile e di cibo scaduto da anni, ha provocato malnutrizione e patologie varie ai detenuti.
Tuttavia, la scoperta più sconvolgente per Jamal e' stata l'uso di ragazze squillo per tormentare i detenuti, per lo più religiosi e devoti. Prigionieri che non avevano mai visto donne senza velo, prima, erano costretti a guardare le prostitute che si toccavano i loro corpi nudi.
Gli uomini ne uscivano sconvolti. Uno raccontò che una delle ragazze gli aveva imbrattato il viso di sangue mestruale, in un atto di umiliazione.

Ha raccontato Jamal: "Sapevo che ciò accadeva normalmente. C'era sempre qualcuno particolarmente giovane o particolarmente religioso che veniva portato via. Io scherzavo con gli altri prigionieri britannici. "Portatele da noi - le prenderemo". Ci faceva ridere. Ma, ovviamente, gli americani sapevano che noi non ci saremmo turbati nel vedere donne occidentali, quindi ci lasciavano perdere. Per questi uomini, era un'esperienza profondamente disturbante. Essi si rifiutavano di parlare di ciò che era accaduto. A molti ci sono volute quattro settimane per raccontarlo a qualche compagno. Noi lo gridavamo all'intero blocco".

Jamal aggiunge: "Lo scopo di Guantanamo e' quello di distruggerti psicologicamente. Le torture fisiche non sono pesanti quanto quelle psicologiche - le bruciature guariscono, dopo una settimana, mentre l'altra questione la porti con te per sempre".

Jamal parla da una località segreta, dopo essersi riunito alla sua famiglia. Designer di siti web, convertito all'Islam, andò in Pakistan nell'ottobre 2001, poche settimane dopo l'11 settembre, per studiare la cultura islamica. Accidentalmente debordò in Afghanistan - credendo di essere in Turchia - dove fu arrestato come spia a causa del suo passaporto britannico. Fu detenuto a Kandahar, fino a quando non cadde in mani americane.

Ora Jamal porta i segni di Guantanamo. Si curva in avanti mentre cammina, poiché le catene che lo tenevano legato erano troppo corte.

Come punizione, i detenuti erano rinchiusi così strettamente da essere costretti a stare raggomitolati per ore. Durante i lunghissimi interrogatori, erano legati ad un anello metallico sul pavimento.
Dice Jamal: "A volte venivamo incatenati al pavimento con mani e piedi legati assieme. Un mio compagno ha detto di essere rimasto così per un'intera giornata. Ricreazione significava che le tue gambe venivano slegate e potevi camminare su e giù lungo una striscia di ghiaia. Nel Campo X-ray potevi farlo solo per cinque minuti, mentre nel Delta ti erano concessi 15 minuti".
Jamal ricorda che le vittime della Forza di Reazione Estrema venivano esibiti di fronte alle celle: "Era una visione orribile, e molto frequente".

Dice che un'unità usò la forza per interrompere uno sciopero della fame iniziato dal 70% dei detenuti dopo che un secondino diede deliberatamente un calcio ad una copia del Corano.
La dieta solita era costituita da riso e fagioli, mentre l'acqua era "sporca". Aggiunge: "A Campo X-ray era gialla e al Delta era scura - il colore della Coca-Cola. Avevamo un piccolo rubinetto in ogni 'gabbia', ma spesso esso veniva interrotto per punizione. Chiudevano di norma l'acqua prima di ogni preghiera, così che non potessimo lavarci secondo le regole della nostra religione.
Il cibo era orribile, scaduto da dieci anni. Aprivano una feritoia e lo facevano cadere all'interno. Ci davano zuppa e qualcosa che chiamavano "specie di latte", che era disgustoso, simile al tè, ed un frutto. Il frutto era congelato e pieno di sostanze chimiche. Una mela sembrava rossa ma era ricoperta di cera bianca, e dentro era nera e marrone.
"Facevano scherzi alle persone negandogli delle cose - potevi essere l'unica persona del tuo blocco a non ricevere pane. Sono contento di non aver mai chiesto delle cose. Non mi piaceva chiedere". Jamal racconta  che veniva loro detto che non avevano diritti umani . "Ci dicevano: qui non avete diritti. Dopo un po', smettemmo di chiedere diritti umani - volevamo i diritti degli animali. Nel Campo X-ray, la mia gabbia era proprio a fianco ad un canile dove c'era un cane alsaziano. Aveva una casetta di legno con aria condizionata ed un prato verde su cui correre. Dissi ad un secondino: Voglio i suoi diritti! e lui rispose: Quel cane e' membro dell'esercito USA".

"Si veniva puniti per tutto - per avere sei porzioni di sale in cella anziché cinque, per aver steso l'asciugamani fuori della cella se non era bagnato, persino se sistemavi le stoviglie nell'ordine errato". 
Particolarmente imbarazzante era essere costretti ad usare un secchio come toilette di fronte agli altri detenuti ed ai secondini. Dice Jamal: "Non mi sono mai abituato a questo. Tutti noi ci sistemavamo asciugamani e vestiti tutt'attorno. Ma la Polizia Militare sulla torretta ci vedeva e urlava. Ci veniva concessa una sola doccia a settimana e mai quando eravamo in isolamento. Questo era molto odioso, poiché per pregare bisogna essere puliti. In seguito ci hanno permesso di fare tre docce a settimana, sempre con acqua gelida. Venivi incatenato da due militari mentre eri ancora in gabbia, prima di essere portato a ciò che essi definivano 'rec and shower'. 
Ho visto secondini che manomettevano il braccio della doccia affinché l'acqua schizzasse sugli abiti che i detenuti avevano sistemato tutt'attorno per proteggere la loro privacy".

Ai detenuti venivano forniti "generi di confort", come shampoo, asciugamani, un guanto di spugna e pantaloncini boxer. Tutto ciò veniva eliminato come forma di punizione. Jamal rifiutava fieramente ogni genere di intrattenimento, come ad esempio guardare un film di James Bond in quella che i detenuti definirono "la baracca dell'amore". Aggiunge: "Ad alcuni venivano date pizze, gelati e panini, ma mai a me. Credo che sapessero con chi potesse funzionare la corruzione e con chi no".

Per trascorrere il tempo, i detenuti parlavano tra loro, pregavano, leggevano il Corano e cantavano canzoni islamiche. Nel Campo X-ray, venivano consegnati libri di novelle, che i detenuti si rifiutavano di leggere.
Nel descrivere i trattamenti medici, Jamal dice che ad  11 uomini erano state amputate le gambe e due avevano perso le dita delle mani o dei piedi. Racconta che gli americani avevano amputato molto più tessuto di quanto fosse necessario. Aggiunge: "L'uomo della cella accanto alla mia ebbe il congelamento a due dita delle mani e dei piedi. Per un anno non fu curato e, alla fine, dovettero tagliare molto più di quanto fosse necessario".

Jamal aggiunge che non aveva amici intimi a Guantanamo: "Quando incontravo altri britannici, ci ricordavamo di casa, specie del cibo. Eravamo ossessionati dai "Biscotti delle Highland Scozzesi", li desideravamo tantissimo. Uno di essi mi disse che gli era stato chiesto perché fosse un musulmano, dal momento che egli era tenuto a rivolgere le sue preghiere solo alla regina".

Jamal, che e' divorziato con due figlie, di tre ed otto anni, ed un figlio di cinque, e' convinto che il suo rifiuto a soccombere alle sevizie mentali gli ha dato la volontà di salvarsi. Dice: "A volte era molto, molto duro, ma io cercavo di non pensare a nulla fuorché a sopravvivere. Cercavo di non pensare a casa, perché avrei potuto impazzire. Dopo un anno di questo tormento, feci un sogno. Una voce diceva: "Resterai qui per due anni". Nel sogno, risposi: Due anni! Stai scherzando! Tuttavia, quando mi svegliai ero più calmo perché almeno voleva dire che un giorno sarei uscito.
Arrivai a Guantanamo l'11 febbraio 2002 e ne uscii il 9 marzo 2004, dunque ci restai per quasi due anni, come mi aveva detto la voce nel sogno".
 



traduzione a cura di www.arabcomint.com
da "The Mirror"