MI SONO LIBERATO DALLA VITA

Mi sono liberato dalla vita

Là, dove si incontrano le anime degli uccelli,

Là dove dormono i teschi dei bambini.

Dal pene del diavolo sono venuti,

Per distruggere il nido della colomba,

Per violentare la vergine,

Per bruciare il cielo.

Là sono morti gli amanti

Ed hanno parlato i sassi…

Là dove sorge la vita della libertà

Dov’è l’ucciso e l’assassino,

Chi è colui che accerta e colui che nega?

Chi è il testimone del massacro

E delle teste dei bambini…?

Dal mare buio sono venuti

Per spegnere la luce verde

E si è alzata l’onda…e urtate le mani.

Senza muoversi, le labbra hanno parlato

Per raccontare l’amore e la vita,

Per raccontare la patria e la morte.

Si è abbassata l’onda…

E sono cadute le teste, senza muoversi;

Sulle spine abbiamo piantato il ramo verde,

Per chiedere la ragione perduta, e quel tempo conosciuto:

Dov’è colui che accerta e il testimone

Che noi chiediamo una ragione?

Dov’è colui che dice chi ha ragione?

Sentiamo tra i rumori un mormorio,

Ha ragione di vivere, ma la voce muore,

E rimane il ramo che cresce e le spine

Che diventano più grandi,

E si alzano le mani dalla terra

Per tirare la vita

E parlano le labbra della morte:

Siamo la vita…

Siamo la patria…

IERI E OGGI

Combattiamo e moriamo

Per una patria.

Bruciamo, per dire alla vita

Che abbiamo il diritto di esistere,

Per cancellare la vergogna

Del mio popolo silenzioso,

Per una bambina che dorme,

Per un vecchio che prega,

Per un fiore che cresce

E allarga la primavera…

Per cancellare la morte dai nostri libri,

Diciamo al sole che siamo qui,

Per far vivere un uccello che canta,

Noi, uccisi mille volte e rinati mille volte,

Per una patria,

Maledetti mille volte,

Buttati via mille volte…

Per far vivere un bambino

Bruciamo mille volte.

Anneghiamo mille volte

Per far risorgere l’alba

E per far tornare natale…

E la nostra lunga storia:

Per una patria, noi moriamo.

SILENZIO PROSTITUITO

Prostituito sei tu, o silenzio,

Come questo tempo.

Nella mia testa rimbomba la tua risata,

Oscilla nel mio cuore il tuo urlo.

Sei prostrato tra le labbra,

Allegro e sorridente:

Prostituito sei sempre stato

E vesti la lacrima col sorriso

E ti prostri al tuo amore silenzioso.

Non hai mai visto il fiume delle lacrime,

Non hai mai bruciato i tuoi piedi

Ai fuochi delle candele…

Prostituito come questo tempo.

Maledetto sei tu, o silenzio:

Ti vesti con l’abito della tristezza

E il cielo ti sembra un mare,

E la tua ombra è una tomba,

E i tuoi sorrisi, fiori.

E dimentichi, tra te e te,

Che ti sei prostituito.

Ahmad Tailakh

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