E' l'occidente, non l'Islam, il vero nemico della democrazia
| I guerrafondai incoraggiano le autocrazie secolari per sopprimere il mondo musulmano |
I guerrafondai sono stati bene attenti a che il messaggio restasse fuori dal circuito del dibattito pubblico, cosicche' possono continuare imperterriti la loro marcia. Usando i loro agenti ed i loro simpatizzanti nei mass media per definire tutta la politica islamica come fondamentalista, ed escludere cosi' il suo discorso fluido e ricco di sfumature dalla conversazione internazionale, rendendo senza voce un quarto dell'umanita'. Dal momento che i politici nei paesi musulmani sono anch'essi di origine islamica, il blackout politico e mediatico ha significato che le sofferenze a cui e' sottoposto il popolo musulmano ha mancato di raggiungere la sua controparte libera in occidente. Ma quanti sanno effettivamente che la Francia ha attivamente supportato l'annullamento da parte del governo algerino delle elezioni del 1992 vinte dal partito islamico in Algeria, azione che fece piombare il paese in un decennio di selvaggia guerra civile? O che in Egitto, il cui regime monopartitico si qualifica a Washington come la seconda tirannia piu' protetta dopo Israele, i partiti religiosi sono banditi, cosi' come in Turchia, ed i dissidenti politici arrestati e torturati? I governi occidentali hanno deciso che la liberta' non sia un diritto fondamentale, per i musulmani; essa e' un privilegio da concedere in proporzione al grado di adeguamento alle loro prescrizioni, prima tra tutte quella della secolarizzazione. La guerra al terrorismo non e' che parte di una campagna tesa ad estirpare le radici religiose dalle societa' musulmane, e, con esse, i valori propri che contraddistinguono queste societa'. Il fenomeno e' stato ben spiegato da Rashid Ghannushi, ideologo musulmano tunisino, in esilio a Londra. Per Ghannushi, la guerra contro l'Islam comincia con l'invasione dell'Egitto da parte di Napoleone nel 1798 e continua nell'era del colonialismo, in cui l'opposizione era monopolizzata da elites secolarizzate che, in seguito, soppiantarono i regimi coloniali. Queste elites, invece di applicare il principio coranico della shura (mutua consultazione, il primo esempio di democrazia umana) per costruire sistemi democratici in cui siano riconosciuti il valore della volonta' della maggioranza ed il rispetto dei sentimenti della minoranza, instaurarono regimi dispotici per la salvaguardia dei propri interessi e di quelli delle potenze che li avevano insediato, ed il cui compito principale fu quello di estirpare con la violenza la fede islamica.
Lo pseudo-secolarismo era necessario per rimodellare la mente dei musulmani e far loro accettare la separazione occidentale tra stato e chiesa. Non vi e' alcuna base teoretica, nell'Islam, che giustifichi tale separazione. Al contrario i musulmani sono stati costretti ad accettarla con le pressioni dello stato. Tutti coloro che credono che l'era della desacralizzazione sia finita devono dare un'occhiata alle richieste fatte dagli USA al presidente pakistano Musharraf o a quello indonesiano Sukarnoputri di "riformare" l'insegnamento scolastico dell'Islam. Questa secolarizzazione
che e' stata imposta contro la liberta' e', secondo
Ghannushi, il risultato di un equivoco occidentale, che
vede in tutte le religioni l'esigenza della lotta
condotta, durante il Medioevo, contro una chiesa che si
opponeva alla ragione nella spiegazione dell'universo e
nell'organizzazione della vita. La scorsa settimana Jack Straw, ministro degli esteri britannico, era in Indonesia, il piu' popoloso paese musulmano al mondo, per sponsorizzare la guerra contro l'Iraq, affermando che Saddam costituiva una grave minaccia non solo per l'occidente ma anche per i musulmani. Bel tentativo, amico. L'autocrate Saddam costituisce per i musulmani lo stesso pericolo dell'occidente "autocratizzante". Rashid Ghannushi - Un democratico nell'Islam, di Azzam Tamini, e' pubblicato dalla Oxford University Press
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