Non e' un altro piano di pace!
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Nello scambio quid pro
quo, Israele sta per il quid. Il quo puo' aspettare,
infatti aspetta da oltre cinquant'anni. Fa caldo sulle brevi colline che circondano la pianura; i fiorellini color porpora di marzo si rincorrono lungo lo sporco sentiero che, dal campo profughi, porta alla fila di persone ammassate li' vicino. Il luogo e' pieno di soldati, che assicurano che la selezione avvenga in tutta sicurezza. Gli uomini vengono separati dalle donne; vengono legati con corde di plastica prodotte in serie, le loro teste vengono coperte da cappucci neri. Vengono portati via, picchiati, alcuni vengono uccisi, altri torturati. Le loro case vengono demolite da giganteschi Caterpillar. Venti uomini sono giustiziati intorno alle 8. E' un'altra mattina di pulizia etnica in Palestina.
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In un altro mondo, ad appena venti miglia di distanza, gli israeliani combattono contro il traffico. E' un altro giorno di shopping e divertimento. Nei palazzi governativi di Qiriya, politici e dirigenti discutono mollemente della proposta di pace saudita. Sua Altezza Reale il principe Abdallah ha proposto ad Israele la piena accettazione da parte del mondo arabo in cambio del pieno ritiro dai territori occupati nel 1967. Le risposte israeliane mostrano la vera differenza tra opposte correnti della pubblica opinione.
Il brutale Sharon con i suoi seguaci dell'ultradestra hanno respinto prontamente il piano. Essi non si curano affatto del riconoscimento arabo.
Il liberale Peres del partito laburista ha risposto come segue: Si', accettiamo con piacere il piano saudita. E' un grande piano, e l'idea di riconoscere Israele da parte del principe e' meravigliosa. Certamente non ci ritireremo dai territori ne' cederemo le terre, ma il piano e' buono.
Nello scambio quid pro quo, la "sinistra" israeliana e' il quid. Il quo puo' aspettare, infatti aspetta da cinquant'anni. La destra, invece, non si interessa neanche di giocare al gioco del "processo di pace".
Lo scopo di questo gioco e' quello di calmare i nervi sotto stress dei contemporanei, i quali si trovano ad essere testimoni di una cosa spiacevole, l'Olocausto palestinese. E' difficile vivere senza speranza, ecco perche' le menti fertili si inventano nuove proposte, nuove piattaforme e tavole di discussioni. Mentre le proposte vengono discusse, l'olocausto va avanti, la Palestina viene distrutta, i palestinesi assassinati e torturati, in quello che e' solo il primo stadio della nuova Nakba (la Catastrofe).
Su Ha'aretz di ieri, Amnon Barzilai riporta il risultato di un nuovo sondaggio condotto dal Jaffa Institute for Strategic Studies. Secondo il sondaggio, il 46% degli israeliani sostengono la deportazione di massa dei palestinesi. Se la questione viene poi posta in termini piu' "morbidi", il sostegno alla Soluzione Finale raggiunge il 60%.
I nazisti non avevano mai dichiarato apertamente di voler eliminare ebrei e zingari. Anch'essi parlavano di "deportazione" e trasferimento come "Soluzione Finale". Persino nel 1938, queste idee non furono mai supportate dall'intero popolo della Germania nazista come sta avvenendo oggi nello stato ebraico.
Ma cos'e' lo stato ebraico? E' Israele, quella piccola lingua del Medioriente? Come potrebbe mai quello stato guidare la volonta' di Europa ed America? Lo storico ebreo Solomon Lurie, autore degli studi sull'antisemitismo nell'antichita', ha parlato di "stato-nazione ebraica non territoriale". Ora, questo potente stato non territoriale che si estende da New York a Mosca ha accettato la dottrina nazista come politica ed il genocidio come prassi. Un buon esempio e' fornito dal professore di legge ebreo-americano Alan Dershowitz, di Harvard, il quale scrive nel Jerusalem Post di sir Conrad Black: "Il primo atto di terrorismo (palestinese) dovrebbe portare alla distruzione del villaggio usato come base per l'operazione terroristica. Si darebbero ai residenti 24 ore per evacuare prima di dare il permesso ai bulldozers di entrare nel villaggio e distruggere tutto". Questa era la pratica nazista nell'Europa occupata.
Dal momento che Dershowitz e quelli come lui istruiscono gli studenti americani da una generazione, mentre Black e i suoi compagni in armi promuovono con impegno questa agenda, non e' strano che gli USA diano pieno sostegno alla macchina da guerra Giudeo-Nazista. Le voci su di un attacco eventuale degli USA ad Iraq e Arabia Saudita sono fatte circolare apposta per bloccare tutte le nazioni arabe in uno stato di aspettazione terrorizzata. Apparentemente, hanno successo. Il principe saudita Abdallah probabilmente capisce come chiunque in Medioriente che tutti i "processi di pace" saranno utilizzati dai sionisti al solo scopo di far stagnare qualunque discorso ed andare avanti con i loro piani omicidi. Ma lui, apparentemente, sente che il suo primo dovere e' nei confronti del suo popolo, i sauditi, minacciati dalla "spada di Damocle" dell'aviazione americana. Non c'e' alcuna differenza tra questo o quel piano di pace, sia esso di Zinni, Tenet o Mitchell. Tra il 1970 ed il 1972, Jarring ed altri statisti produssero un'infinita' di piani di pace. Israele uso' quel tempo per tracciare la sua linea Bar-Lev lungo Suez, facendo stagnare o rifiutando tutti i piani. L'inganno si e' ripetuto con Madrid ed Oslo. |
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I piani Giudeo-Nazisti sono stati svelati. I media da essi controllati tacciono e nascondono l'olocausto palestinese, e le forze armate americane assicurano loro totale protezione ed impunita'. Le loro mani non saranno fermate, almeno non dai piani di pace rituali.
Invece di sprecare tempo e parole inutili, Sua Altezza Reale il principe Abdallah e gli altri leaders dovrebbero convertire i loro depositi bancari da dollari in euro o oro. Le banche ad interesse non islamiche dovrebbero essere considerate fuorilegge come qualsiasi altra forma di usura. Anche noi dovremmo fare la stessa cosa e boicottare su larga scala quei giornali e quei professori che supportano il genocidio in Palestina.
All'umanita' e' restata solo un'altra piccola occasione per salvare i palestinesi e se' stessa. Dershowitz, Black and company dovrebbero essere considerati come corresponsabili dei crimini di guerra di Sharon, e lo stato ebraico dovrebbe essere punito, come avvenne con la Germania del 1945.
di
Israel Shamir, traduzione a cura di www.arabcomint.com