Pace per
tutte le ragioni sbagliate
da Palestine Chronicle
| Un rapido sguardo alle strategie pacificatrici di Israele, da Camp David I a Camp David II, ci rivela che Israele e' l'unico paese che ha usato la pace per intensificare le sue aggressioni. |
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Per i palestinesi, il Trattato di Pace di Camp David, siglato tra Egitto ed Israele il 26 marzo 1979, con la sponsorizzazione americana, equivalse ad una catastrofe.
La questione della Palestina fu spinta nell'angolo, ma non completamente. Al contrario, Israele aveva una grandiosa occasione per sopprimere i palestinesi ribelli, creando nel contempo una leadership alternativa che negoziasse la pace alle condizioni imposte da Israele. Mentre il respiro di Israele si tranquillizzava, dal momento che la guerra d'attrito con l'Egitto era ufficialmente finita, fu scatenata una sanguinosa campagna contro il Libano, con l'obiettivo di alterare la struttura politica del piccolo paese, spingendo la Siria fuori dalle frontiere libanesi, ma, soprattutto, di annientare la resistenza palestinese. Il gioco d'azzardo
israeliano porto' all'invasione del Libano nell'estate del 1982, che culmino'
nel massacro di Sabra e Shatila. Le stime delle vittime libanesi e palestinesi
durante quella guerra variano, ma e' opinione condivisa che decine di migliaia
di persone furono uccise o ferite. I cervelli dell'invasione erano l'uomo che
firmo' il trattato di pace con l'Egitto, Begin, e l'astro nascente della
politica israeliana, Ariel Sharon.
L'intellettuale palestinese Hanan Ashrawi, ha ripetutamente affermato che ai palestinesi non fu mai fatta alcuna proposta per iscritto. Anche se vi fosse stata tale proposta, il rifiuto di Arafat della divisione della Cisgiordania in tre cantoni, separati da aree militari israeliane ed autostrade by-pass, la presenza continua di insediamenti illegali e l'illegale controllo israeliano dell'occupata citta' di Gerusalemme, non sarebbe stata altro che una saggia decisione. Sono passati quasi tre anni dal fallimento di Camp David II ed altrettanti dall'inizio della rivolta palestinese. Israele continua ad agitare due opzioni davanti ai palestinesi, o la pace alle sue condizioni o una guerra letale che utilizzi tutte le armi disponibili. La terrificante onesta' di Sharon e' stata spesso d'aiuto per comprendere l'agenda di pace israeliana. Egli dichiaro' al mondo l'essenza della sua strategia il 4 marzo 2002, quando affermo': Prima che il negoziato con loro sia riesumato, "devono essere colpiti duramente". Il 2 luglio 2003, i tanks israeliani sono usciti dalla citta' occupata di Betlemme, aprendo la scena ad una nuova manovra israeliana. Considerando i comunicati ufficiali di Israele uniti al ritiro, sembra che Israele stia giocando lo stesso vecchio gioco di marginalizzare un nemico per colpirne un altro. Diversamente dallo scenario egiziano di Camp David, comunque, Israele si aspetta che l'Autorita' palestinese giochi il ruolo che Israele stesso aveva giocato nella sanguinosa repressione della resistenza palestinese in Libano nel 1982. Naturalmente,
Israele non e' serio riguardo alla pace, poiche', se lo fosse, avrebbe almeno
acconsentito alla liberazione del vecchio leader Arafat dal suo sconvolto
quartier generale di Ramallah. Sharon ha nettamente escluso una tale
eventualita' proprio mentre la sua "controparte" palestinese, Abu
Mazen, era entusiasticamente impegnato a definire la sua agenda di pace, per la
sicurezza e la pace di entrambi i paesi. Israele deve ancora dimostrare un segno serio di impegno per la pace vera e giusta. Infatti, fino ad ora ha fornito tutte le ragioni sbagliate sul perche' la pace era la sua scelta strategica di volta in volta. Era la motivazione per espandere gli insediamenti, annientare la resistenza (con l'aiuto dei segmenti compiacenti dell'AP) e mettere fine all'Intifada popolare (la piu' costosa ragione singola del deficit nel budget del governo israeliano). I palestinesi dunque dovrebbero essere cauti circa le motivazioni israeliane per la pace, non perche' hanno ottime ragioni per diffidare di Sharon e del suo governo di estremisti, ma perche' la storia e' incline a ripetersi, probabilmente in maniera piu' dolorosa e sanguinosa che mai.
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traduzione a cura di www.arabcomint.com
da Palestine
Chronicle