Un popolo di martiri ed eroi
di Mahmud Darwish
Il mio popolo non conosceva altro che l’elemosina e si presentava soltanto attraverso le tessere di soccorso. Piangere per il ricordo della patria usurpata è un diritto; presentarsi davanti alle Corti Internazionali è un diritto; suonare le campane della coscienza mondiale è un diritto. Il diritto, tuttavia, non è tale se colui che lo deve esercitare è debole… Questa è la vita! Adesso l’immagine del mio popolo è cambiata: non si presenta più con la tessera di soccorso, bensi' con la tessera della morte e dell’eroismo. Questa è la Resistenza e questa è la soluzione del problema palestinese..." |
O voi, passanti tra parole fugaci!
O voi, viaggiatori tra parole fugaci
portate i vostri nomi, e andatevene
ritirate i vostri istanti dal nostro tempo,
e andatevene.
Rubate cio' che volete dall'azzurro del mare
e dalla sabbia della memoria.
Prendete cio' che volete d’immagini,
per capire che mai saprete
come una pietra dalla nostra terra
erige il soffitto del nostro cielo.
* * *
O voi, viaggiatori tra parole fugaci
da voi la spada … e da noi il nostro sangue
da voi l’acciaio e il fuoco … e da noi la nostra carne
da voi un altro carro armato … e da noi un sasso
da voi una bomba lacrimogena … e da noi la pioggia.
E a noi cio' che è a voi di cielo e aria.
Allora, prendete la vostra parte del nostro sangue,
e andatevene
Entrate ad una festa di cena e di ballo, e andatevene
noi dobbiamo custodire i fiori dei martiri,
noi dobbiamo vivere, come desideriamo.
* * *
O voi, viaggiatori tra parole fugaci
come la polvere amara, marciate dove volete
ma non fatelo tra di noi, come insetti volanti.
L’aceto è nella nostra terra finché lavoriamo
mietiamo il nostro grano lo annaffiamo
con le rugiade dei nostri corpi.
Abbiamo qui cio' che non vi accontenta:
un sasso …. o una soggezione.
Prendete il passato, se volete, e portatelo
al mercato degli oggetti artistici.
Rinnovate lo scheletro all’upupa, se volete,
su un vassoio di terracotta.
Abbiamo qui cio' che non vi accontenta:
abbiamo il futuro
e abbiamo nella nostra terra cio' che fare.
* * *
O voi, viaggiatori tra parole fugaci
ammassate le vostre fantasie in una fossa abbandonata,
e andatevene.
E riportate le lancette del tempo
alla legittimità del vitello sacro
o al momento della musica di una pistola !
Abbiamo qui cio' che non vi accontenta
abbiamo cio' che non c’è in voi: una patria sanguinante
un popolo sanguinante, una patria
adatta all’oblio o alla memoria ….
O voi, viaggiatori tra parole fugaci.
E’ giunto il momento che ve ne andiate
e dimoriate dove volete, ma non tra noi.
E’ giunto il momento che vi ne andiate
e moriate dove volete, ma non tra noi.
Abbiamo nella nostra terra cio' che fare
il passato qui è nostro
è nostra la prima voce della vita
nostro il presente … il presente e il futuro
nostra, qui, la vita …e nostra la vita eterna.
Fuori dalla nostra patria …
dalla nostra terra … dal nostro mare
dal nostro grano … dal nostro sale …dalla nostra ferita
da ogni cosa, uscite
dai ricordi della memoria
O voi, viaggiatori tra parole fugaci !….
(Traduzione a cura di F.Al Jaramneh ed A.Tailakh)
Mahmud Darwish