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Alle 3,40 di stamane
gli USA hanno lanciato unilateralmente un attacco all'Iraq,
con bombardamenti su Baghdad. Il pretesto e' quello di
"liberare" l'Iraq e eliminare il presidente
Saddam Hussein. Due obiettivi illegali, illeciti e
ingiustificabili. L'Iraq
e' un paese sovrano, membro delle Nazioni Unite, anzi,
membro fondatore delle Nazioni Unite, qualsiasi cosa
possa pensare Bush ed i suoi consiglieri nel crimine. Il diritto internazionale, gia'
mero termine ad effetto, e' stato fatto completamente a
pezzi da questa banda glaciale di fanatici insediatasi
alla Casa Bianca senza essere stata eletta e dai loro
pavidi e corrotti fiancheggiatori: e' illegale l'uso
della forza contro un paese sovrano che non aveva
aggredito alcuno; e' illegale l'invasione di un paese
sovrano col proposito di abbatterne il regime ed
insediarne un altro; sono illegali gli appoggi
internazionali comprati sul mercato da una banda di
gangsters che ha corrotto, spiato, minacciato e mentito
pur di arrivare all'obiettivo prefissato: la distruzione
dell'Iraq, la rapina del bottino di guerra, l'insediamento
di un altro Karzai nel cuore antico del mondo arabo.
Gengis Khan e le sue orde di guerrieri sono tornati: oggi
vestono i panni non piu' rispettabili di uomini che si
sono messi contro la legge internazionale, che agiscono
al di fuori delle regole della convivenza civile e del
diritto internazionale, che con fredda premeditazione
hanno perseguito la guerra per il bottimo, come le orde
mongole di secoli fa. Non e' solo l'Iraq ad essere
demolito oggi: e' il concetto stesso di sovranita'
nazionale, di legalita' e di giustizia. Coloro che lo
hanno fatto sarebbero davvero responsabili di fronte alla
loro coscienza, se ne avessero una; di fronte a Dio, se
credessero in Lui; e di fronte alla Storia se questa
potesse un giorno considerarli qualcosa in piu' rispetto
ai piccoli macellai senza futuro che si sono dimostrati
oggi. |