Piccoli macellai senza futuro
Questa non e' una guerra. Il termine "guerra" e' anche troppo nobile per un massacro senza aggettivi qualificativi, un'aggressione senza alcuna giustificazione, un infierire da avvoltoi contro un popolo piegato da 12 anni di sanzioni. No, non e' una guerra. E' un attacco vile e vigliacco contro una nazione indifesa ed indebolita, di fronte al quale l'unico termine che suona giusto e' :Vergogna!

 

 

Alle 3,40 di stamane gli USA hanno lanciato unilateralmente un attacco all'Iraq, con bombardamenti su Baghdad. Il pretesto e' quello di "liberare" l'Iraq e eliminare il presidente Saddam Hussein. Due obiettivi illegali, illeciti e ingiustificabili. L'Iraq e' un paese sovrano, membro delle Nazioni Unite, anzi, membro fondatore delle Nazioni Unite, qualsiasi cosa possa pensare Bush ed i suoi consiglieri nel crimine. Il diritto internazionale, gia' mero termine ad effetto, e' stato fatto completamente a pezzi da questa banda glaciale di fanatici insediatasi alla Casa Bianca senza essere stata eletta e dai loro pavidi e corrotti fiancheggiatori: e' illegale l'uso della forza contro un paese sovrano che non aveva aggredito alcuno; e' illegale l'invasione di un paese sovrano col proposito di abbatterne il regime ed insediarne un altro; sono illegali gli appoggi internazionali comprati sul mercato da una banda di gangsters che ha corrotto, spiato, minacciato e mentito pur di arrivare all'obiettivo prefissato: la distruzione dell'Iraq, la rapina del bottino di guerra, l'insediamento di un altro Karzai nel cuore antico del mondo arabo. Gengis Khan e le sue orde di guerrieri sono tornati: oggi vestono i panni non piu' rispettabili di uomini che si sono messi contro la legge internazionale, che agiscono al di fuori delle regole della convivenza civile e del diritto internazionale, che con fredda premeditazione hanno perseguito la guerra per il bottimo, come le orde mongole di secoli fa. Non e' solo l'Iraq ad essere demolito oggi: e' il concetto stesso di sovranita' nazionale, di legalita' e di giustizia. Coloro che lo hanno fatto sarebbero davvero responsabili di fronte alla loro coscienza, se ne avessero una; di fronte a Dio, se credessero in Lui; e di fronte alla Storia se questa potesse un giorno considerarli qualcosa in piu' rispetto ai piccoli macellai senza futuro che si sono dimostrati oggi.
Molto piu' verosimilmente sara' un giorno quella stessa legge internazionale oggi calpestata ad esigere il conto: coloro che bombardano l'Iraq e che appoggiano il massacro di un popolo innocente sono responsabili di fronte ai popoli del mondo di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanita'. La storia li ricordera' cosi'.

www.arabcomint.com