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Piu' di una bandiera!
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L'alzata della bandiera, comunque, risale
a molto tempo prima dell'assedio e della distruzione del
Q.G. di Arafat. Risale al periodo dei miei ricordi piu'
lontani, quando ero uno scolaro di prima elementare. La bandiera palestinese e' una delle piu' semplici da disegnare, se si hanno i colori giusti - verde, bianco, rosso e nero. La sfida principale per noi bambini, dunque, non era quella di disegnarla bene, usando i colori al posto giusto e badando a non debordare, ma quella di non essere presi dai soldati israeliani durante i frequenti raids dell'esercito nelle scuole elementari palestinesi. Non vi erano ambiguita', da parte dell'esercito, sulle conseguenze che un ragazzo doveva affrontare se usava quei quattro colori in un modo che poteva ricordare la bandiera: gli studenti delle superiori venivano picchiati, multati o detenuti, quelli di scuola media ed elementare venivano malmenati, portati in campi militari israeliani e rilasciati solo quando i genitori venivano a riscattarli dietro il pagamento di una salata multa. A dispetto della chiarezza di quelle leggi
non scritte, noi lo facevamo ugualmente. Io non sono mai
stato preso con la mia bandiera. Altri lo sono stati,
lasciando nel mio ricordo storie di coraggio troppo
numerose per essere raccontate e genitori poveri
costretti ad indebitarsi per pagare le multe.
Tra i miei compagni, la narrazione ufficiale del simbolismo che vi e' dietro i colori della bandiera, suonava cosi': "Verde e' il colore della Palestina, il bianco e' il colore della pace in cui siamo vissuti prima di diventare profughi, rosso e' il sangue che versiamo volentieri per liberare la nostra terra e nero e' il colore della nostra vita sotto occupazione". Ma, in qualche modo, la poetica, viscerale percezione della bandiera che io avevo, si erose dopo la firma degli accordi di Oslo nel 1993. Molti dei diritti per i quali avevamo lottato, per i quali eravamo pronti a scalare alte torri, erano ancora mancanti. La bandiera veniva strappata della sua identita'. Non vi era piu' nulla eccetto quattro pallidi colori, che sbiadivano. Fu solo allora che Israele ci permise di alzare quella bandiera, di stamparla, dipingerla, incollarla alle auto ed alle case, indossarla, ballarci. Io non lo feci mai. Perche' non erano quelli i colori che adoravo e che Oslo aveva corrotto. Lo scorso aprile mi fu negato il permesso
di entrare nella mia patria dall'esercito israeliano, il
quale aveva preso possesso completo di tutto il confine
tra Cisgiordania e Giordania. Ero scovolto, stressato, e
il mio dolore cresceva mano a mano che mi rendevo conto
che non sarei potuto entrare in Palestina.
La mia bambina di tre anni, Zarifah, si precipito' correndo nella stanza, come fa di solito. -Papa', cos'e' questo? -E' la bandiera della Palestina -Wow, e' bellissima. Posso disegnarla, papa'? Fu solo allora che compresi che la bandiera della Palestina e' piu' di una bandiera. E' un destino.
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traduzione
a cura di www.arabcomint.com
da
"Palestine Chronicle"