A te, Palestina, ritorneremo,

ritorneremo intrecciando l`alloro…

 Poesie e poeti della resistenza palestinese

 

CANZONE PER GLI UOMINI

Io cammino verso la riva piu` bella.

Non piangete, miei piedi, che la spina insanguinata

Io cammino verso la riva piu` bella:

non piangere, cuore mio, straziato dal criminale.

Il mio cuore, immagine della terra,

e` un vento leggero che accarezza la mano dell`amore,

tempesta per I lupi dell`odio.

Io cammino verso la riva piu` bella.

Se le mie scarpe restano senza suola

camminero`sulle mie ciglia.

Che importa dormire?

Io tremo, pensando ai morti addormentati a mezza strada.

Compagni tristi e incatenati,

noi camminiamo verso la riva piu` bella.

Non perderemo che i nostri sudari, e vinceremo!

In alto i petti,

in alto gli occhi,

in alto le speranze,

in alto le canzoni.

Con le nostre forze,

con le croci presenti e passate,

noi supereremo i cammini

del paziente domani,

apriremo il paradiso dalle porte chiuse.

Dai nostri petti, dai nostri lamenti,

tesseremo poesie e le berremo,

dolci come il vino delle feste.

                          *TEWFIQ ZEYYAD

 

FRA RITA E I MIEI OCCHI (POESIA PER UNA RAGAZZA EBREA)

Fra Rita e I miei occhi si leva un fucile.

Quelli che conoscono Rita,

s`inchinano e pregano I suoi occhi di miele divino.

Ho baciato Rita bambina,

lei si e` stretta a me, lo ricordo…

I suoi capelli mi coprivano il braccio.

Ricordo Rita

Come l`uccello ricorda la sua fontana.

Oh, Rita!

Un milione di immagini

Un milione di uccelli

Un milione di appuntamenti

Sono stati assassinati da un fucile.

Il nome di Rita, festa per le mie labbra.

Il corpo di Rita, nozze per il mio sangue.

Per due anni, mi sono perduto in lei.

Per due anni lei si e` distesa sul mio braccio,

uniti nel fuoco delle nostre labbra,

siamo resuscitati per due volte.

Oh, Rita!

Chi avrebbe potuto sciogliere i nostri sguardi,

prima che si levasse un fucile?

Oh, notte di silenzio!

C`era una volta…

Una luna e` calata all`alba…

Lontano, in occhi di miele

E la citta` ha cancellato Rita e le canzoni…

Fra Rita e I miei occhi, si leva un fucile.

                                   *MAHMUD DARWISH

 

 

A TUTTI GLI UOMINI RAFFINATI DELLE NAZIONI UNITE

Signori d`ogni paese!

A che servono in questi tempi

Le cravatte a mezzogiorno…e le accese discussioni?

S ignori d`ogni paese!

Il muschio che mi e` cresciuto nel cuore

Ha coperto tutte le pareti di vetro.

A che cosa potrebbero servire in questi tempi

Le infinite riunioni,

gli importanti discorsi,

le spie,

le parole delle prostitute…

e le discussioni?

Signori!

Lasciatemi girare come desidera la scimmia di luna,

e venite qua…

nel mondo ho perduto I ponti.

Ho il sangue giallo

Ed ll cuore distrutto dal fango dei voti.

Signori d`ogni paese!

Che la mia vergogna sia una peste,

e un serpente il mio dolore!

O scarpe nere e lucide di ogni terra!

La mia ira e` tanto piu` forte della mia voce…

Ma l`epoca e` vigliacca,

ed io son senza mani!

                            *SAMIH EL KASSEM

 

CANTANDO PER LE STRADE

Cantando per le strade, per i campi,

il nostro sguardo fara` scaturire l`osservatorio

dal posto piu` lontano

dal posto piu` profondo

dal posto piu` bello,

dove non si vede che l`aurora,

e non si sente che la vittoria.

Usciremo dai nostri campi

Usciremo dai nostri rifugi in esilio

Usciremo dai nostri nascondigli,

non avremo piu` vergogna, se il nemico ci offende.

Non arrossiremo:

sappiamo maneggiare una falce,

s appiamo come si difende un uomo disarmato.

Sappiamo anche costruire

Una fabbrica moderna,

una casa,

un ospedale,

una scuola,

una bomba,

un missile.

E sappiamo scrivere le poesie piu` belle.

                                               *MAHMUD DARWISH

 

IL NOSTRO POPOLO

Il nostro popolo, se imprigionano uno,

e` tutto in rivolta,

e se ammanettano un poeta

tutti diventano poeti.

Il nostro popolo avanza su un ponte di martiri,

per abbracciare l`aurora luminosa,

l`aurora delle feste.

                                 *HANNA ABU HANNA

 

QUANDO L`ARATRO STRANIERO

Quando l`aratro straniero

Lacera, o mia terra,

la tua carne violata,

e` dalla mia carne che sgorga il sangue.

Le cose svaniscono nella nebbia

E le lacrime nascono

Nella lingua dei segreti e del miracolo.

La spada di luce si e` levata dalla mia fronte

E l`acqua dei fiumi e` sgorgata dalle mie dita.

La mia nazionalita?

Il cuore di tutti gli uomini!

Toglietemi un po` questo passaporto!

                                        *SAMIH EL KASSEM

 

PROFUGO

Hanno incatenato la sua bocca

e legato le sue mani alla pietra dei morti.

Hanno detto: "Assassino!",

gli hanno tolto il cibo, le vesti, le bandiere

e lo hanno gettato nella cella dei morti.

Hanno detto: "Ladro!",

lo hanno rifiutato in tutti I porti,

hanno portato via il suo piccolo amore,

poi hanno detto: "Profugo!".

Tu che hai piedi e mani insanguinati,

la notte e` effimera,

ne` gli anelli delle catene sono indistruttibili,

perche` I chicchi della mia spiga che va seccando

riempiranno la valle di grano.

                                          *MAHMUD DARWISH

 

LO STRANIERO

Non prendete i miei occhi:

io sono lo straniero alla ricerca di una patria.

Il mio cuore si e` sbriciolato

Sulle montagne della neve, del sangue e della brina.

Camminavo con i bambini,

mi hanno abbandonato nella notte della fame,

del sangue, della nebbia.

Hanno issato sul mio dorso

Le tavole della mia bara.

Non mi finite:

io sono lo straniero alla ricerca di una patria.

Che colpa ha commesso il mio popolo

Per vivere oggi su una terra in rovina?

Che colpa ha commesso l`uccello

Per essere cacciato da una foresta all`altra?

Che colpa ha commesso il mio cuore

Perche` lo si debba caricare di tanto dolore?

Che cosa puo` uccidere la decisione

In un popolo che combatte?

Sulla mia patria -- anche se l`hanno dimenticato --

Sono passati mille aggressori.

Poi si sono sciolti come la neve.

Tutti!

                  *TEWFIQ ZEYYAD

 

- Continua -

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