Il discorso di Powell sezionato
di
Ali Abunaima - Electronic Intifada
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I media americani avevano gia' suggerito che il segretario di Stato Colin Powell aveva dato poca rilevanza alle prove che si accingeva a portare dinanzi all'ONU sugli inganni iracheni, le armi di distruzione di massa ed il sostegno al terrorismo, sicche' esse potessero essere piu' efficaci, una volta rivelate. Dopo aver ascoltato la presentazione di Powell, e' chiaro che non vi aveva dato rilevanza perche' cio' che aveva tra le mani era debole. La presentazione multimediale di Powell
non e' stata altro che una serie di accuse antiche, che
gli USA fanno da anni, alcune basate su infomazioni
fornite dall'Iraq stesso agli ispettori, altre basate su
registrazioni audio ed immagini satellitari, ed altre
ancora basate su affermazioni non verificabili di
testimoni e "disertori" non identificati.
Powell ha fatto di tutto tranne che ammettere la
debolezza del suo caso, ripetendo spesso che "questi
sono fatti, non asserzioni" nel momento in cui
presentava la "prova" piu' sensazionale e,
purtroppo per lui, meno verificabile. Ha fatto ricorso
anche alla tattica da libro comico, chiamando Saddam
"un genio del male" per essere riuscito a
nascondere cio' che gli USA definiscono "un vasto
arsenale". |
LE CASSETTE AUDIO
Powell ha mostrato cio' che ha definito essere una conversazione intercettata tra funzionari iracheni che stavano discutendo su come nascondere agli ispettori dei materiali proibiti. Nessuna delle tre registrazioni, se reali, mostra una "pistola fumante". Se fossero reali, potrebbero essere compromettenti in un certo contesto, ma potrebbero risultare del tutto innocenti in un contesto differente.
Il valore probatorio delle supposte registrazioni e' pari a zero. Le registrazioni possono essere facilmente contraffatte e falsificate e gli USA hanno, a questo proposito, una lunga storia di falsi storici alle spalle. Nel 2001, la radio pubblica americana "This American Life" ha messo in onda delle cassette recentemente rese disponibili al pubblico e provenienti da una stazione radio clandestina messa su dalla CIA negli anni '50 per indurre un colpo di stato in Guatemala contro il governo democraticamente eletto. La stazione radio, la quale mandava in onda voci dell "opposizione" completamente contraffatte, e' ritenuta responsabile di aver cospirato per portare al potere uno dei piu' repressivi regimi clienti degli USA. Program broadcast on 30 November 2001. (Vedi www.thislife.org per i dettagli).
Piu' direttamente collegato agli eventi correnti, il Village Voice di New York ha riportato, alla fine del 2002, che durante gli anni '90, uno studente laureatosi ad Harvard, molto famoso per la sua convincente interpretazione di Saddam, fu addirittura "noleggiato" da un'importante azienda di pubbliche relazioni legata al governo americano, la Rendon Group, per fare della propaganda falsa in Iraq. Lo studente ricevette tremila dollari al mese per il disturbo. "Non ho mai avuto una risposta franca su chi fosse stato ad ordire la trama, se l'opposizione irachena, la CIA o i politicanti di [Capitol] Hill", dice il falso Saddam secondo il rapporto, "ma ho capito che i ragazzi che l'hanno fatto erano ben finanziati e completamente indipendenti". ("Broadcast Ruse: A Grad Student Mimicked Saddam Over the Airwaves," The Village Voice, 13-19 November 2002).
Nel 1990, un'altra azienda di pubbliche relazioni di Washington, noleggiata dal Kuweit, ottenne il supporto popolare alla guerra contro l'Iraq fabbricando totalmente una serie di atroci accuse, presentate al Congresso, secondo cui le truppe irachene scaraventavano dalle incubatrici i neonati kuweitiani (Vedi "Le bugie che ci hanno detto sull'Iraq", The Los Angeles Times, 5 gennaio 2003).
Coloro che furono gabbati da questi inganni, stavolta vorranno essere piu' scettici. Del resto, non aiutano la credibilita' USA le affermazioni fatte dal Pentagono negli ultimi due anni, le quali asseriscono che essi useranno l'inganno e propaganda "sporca" pur di raggiungere i loro obiettivi politici.
LE IMMAGINI SATELLITARI
Powell ha mostrato delle immagini satellitari per supportare l'affermazione secondo cui l'Iraq sta ancora producendo e nascondendo armi chimiche. Ha detto, ad esempio, che alcune delle immagini mostrate si riferivano alla "pulitura" del sito di immagazzinamento di munizioni chimiche di al-Taji prima che arrivassero gli ispettori dell'ONU.
Ancora una volta, e' impossibile stabilire se le foto di Powell siano fabbricate, vere, vecchie o nuove. Ma se anche fossero vere ed attuali foto dell'Iraq, esse non sono di alcun valore conclusivo. Il New York Times ha riportato che dirigenti americani hanno recentemente dato agli ispettori foto satellitari di "cio' che gli analisti americani ritenevano fossero squadre di 'ripulitori' di un certo sito di sospette armi chimiche". Quando gli ispettori andarono a verificare, trovarono un'area di deposito di vecchie munizioni, nella quale transitavano di norma camion iracheni ed asserirono che non c'era alcun motivo di ritenere che il sito fosse coinvolto in attivita' di preparazione d'armi" (New York Times, 31 gennaio 2003).
Tutti noi sappiamo che l'incidente a cui si riferisce il New York Times e' probabilmente la stessa merce che Powell ha cercato di vendere al Consiglio di Sicurezza. Solo gli ispettori potranno dimostrarci il contrario.
UNITA' MOBILI Powell ha dichiarato, basando le sue affermazioni su "sentito dire" da parte di non meglio precisati "disertori", che l'Iraq ha un elaborato sistema di laboratori mobili usati per la produzione di armi biologiche. Senza avere in mano nessuna prova, Powell e' stato costretto ad esibire le sue "impressioni d'artista" su cosa in effetti siano questi laboratori, una tattica usata di routine sui giornali scandalistici da supermercato americano quando vogliono raccontare l'ultima storia di atterraggio di alieni spaziali. In un'intervista al New York Times, Hans Blix, il capo degli ispettori in Iraq, ha negato tutte le affermazioni USA in merito ai nascondigli di armi ed ai movimenti di materiali illeciti entro e fuori dell'Iraq (New York Times, 31 gennaio 2003). Blix, diversamente dagli Stati Uniti, ha centinaia di funzionari sul suolo iracheno, e sicuramente e' piu' in grado di parlare rispetto a Powell. |
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I PRESUNTI LEGAMI CON AL-QAIDA
Powell ha dichiarato che l'Iraq intrattiene stretti rapporti con al-Qaida e ha basato questa affermazione sui presunti spostamenti del minacciosamente barbuto gentleman Abu Musab Zarqawi. Prima della presentazione di Powell, il Washington Post notava che Zarqawi, un giordano, "sembra essere fino ad ora l'unico individuo in grado di rappresentare un collegamento tra Iraq ed al-Qaida, dopo piu' di un anno di importanti investigazioni" ("Gli sforzi USA di legare l'Iraq al terrorismo si focalizzano sulla Giordania", The Washington Post, 5 febbraio 2003).
Per ovviare alla fragilita' della prova, Powell ha tentato di costruire un'immagine terrificante di Zarqawi, esattamente allo stesso modo in cui gli USA, precedentemente, costruirono l'immagine di Osama bin Laden. Sembra che Osama, ancora a piede libero, e mai oggetto di menzione da parte del signor Powell, sia stato sostituito nelle attenzioni degli americani.
Powell ha affermato
che Zarqawi (ora promosso dagli americani allo status di 'rete
Zarqawi', completa di organigramma) addestrava terroristi in un
campo dell'Iraq del nord. Powell e' scivolato su un fatto molto
pertinente. Dal 1991, l'Iraq del Nord e' fuori dal controllo del
governo di Saddam Hussein.
Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna bombardano crudelmente tutta l'area
da almeno 12 anni, dopo averla illegalmente dichiarata "no-fly
zone", in massima parte per limitare l'influenza del governo
alla sola area centrale del paese. L'Iraq del nord e' controllato
da fazioni curde sostenute dagli Stati Uniti. Fin dalla Guerra
del Golfo del 1991, la CIA opera liberamente nell'Iraq del nord.
Powell ha mostrato la foto satellitare di cio' che ha definito
"campo terroristico". Se gli USA conoscono l'ubicazione
di tale campo ed hanno forze nella regione, perche' non l'hanno
bombardato o attaccato, come hanno fatto con tante altre
installazioni nell'area? Un attacco ad una "installazione
terroristica" non richiede affatto l'invasione di tutto il
paese. Inoltre, se il campo esiste davvero, perche' far capire ai
suoi occupanti che gli USA sanno dove essi sono, quando
potrebbero fare un attacco a sorpresa, come quello fatto in Yemen
lo scorso anno, quando missili americani polverizzarono un'auto
di "presunti terroristi"?
Il fatto che gli USA affermino che uomini di al-Qaida operino in un'area dell'Iraq non controllata dal governo iracheno, non fa altro che indebolire l'ipotesi che sia il governo iracheno ad intrattenere questi rapporti. La sola risposta di Powell a questo grave problema e' portare la prova, questa volta concreta e circostanziata, del coinvolgimento del piu' grande agente segreto di Saddam nell'intera operazione.
Nei giorni immediatamente precedenti alla presentazione di Powell, nella stampa britannica ed americana sono apparsi numerosi rapporti di funzionari superiori di FBI, CIA e persino del Mossad israeliano secondo cui non vi sono assolutamente prove di un collegamento tra Iraq ed al-Qaida. Il 5 febbraio, la BBC ha pubblicato un rapporto ufficiale dell'intelligence britannica secondo cui non vi sono collegamenti tra Iraq e al-Qaida. La BBC ha aggiunto che i due "sono ideologicamente incompatibili, essendo l'uno un regime secolare e nazionalista, l'altro un movimento basato sulla religione" (BBC News Online, 5 febbraio 2003).
Allo stato attuale, sembra che ci siano piu' connessioni tra USA ed al-Qaida, tornando indietro con la memoria ai tempi in cui l'amministrazione Reagan aiutava a reclutare uomini dai paesi arabi ed islamici in aiuto di quelli che definiva "combattenti afghani per la liberta' ", di quante ce ne siano tra Iraq ed al-Qaida ma, ovviamente, Powell lo ha taciuto.
Sottolineando la debolezza del caso anglo-americano, il ministro degli esteri britannico, Jack Straw ha rivelato alla BBC, ancora prima che Powell parlasse: "sembra che non vi siano prove di legami diretti tra Iraq ed al-Qaida, ma non sarei sorpreso se ci fossero". E' questo il mendace pensiero attraverso cui si decide la guerra o la pace? Cosa piu' importante, il Pentagono ha messo da parte la mancanza di prova e, tra lo smarrimento dei funzionari CIA ed FBI, ha esagerato per scopi puramente ideologici e politici. Questi inganni politici, e non le prove, sono stati presentati al Consiglio di Sicurezza dal signor Powell.
Anche se vi fossero prove di una connessione con al-Qaida, in realta' gli USA affermano di voler andare in guerra per rafforzare le risoluzioni ONU. Ma nessuna risoluzione ONU riguardante l'Iraq dice nulla su al-Qaida. Quindi, anche il tentativo di collegare l'Iraq ad al-Qaida deve essere interpretato come un atto di disperazione da parte di un'amministrazione che sa di non poter dimostrare nulla sulle presunte armi di distruzione di massa.
L'IRAQ E GLI STATI UNITI
Concludendo il suo discorso, Powell ha cercato di "ricordare" al Consiglio di Sicurezza che Saddam e' un orribile mostro da piu' di due decenni. Ha citato l'uso di armi chimiche contro i curdi nel 1988, definendola "una delle piu' orribili atrocita' del ventesimo secolo". Ha dimenticato, pero', di ricordare che in quel periodo gli USA, che supportavano Saddam nella sua guerra contro l'Iran, stavano istruendo i suoi diplomatici su come implicare l'Iran. Powell ha anche dimenticato di dire che, nella lunga storia di cooperazione tra Saddam ed USA, rientrano anche i frequentissimi viaggi a Baghdad dell'attuale ministro della difesa Donald Rumsfeld, uno di questi fatto lo stesso giorno in cui veniva reso pubblico l'uso delle armi chimiche contro l'Iran.
Powell non ha neanche detto che lo stesso genere di prova satellitare usata per incriminare l'Iraq fu lietamente passata dagli USA a Saddam per aiutarlo a sconfiggere l'Iran. E, nel dire che non esiste una spaventosa malattia che l'Iraq non sia capace di creare in laboratorio, Powell ha dimenticato di dire i ceppi per creare antrace, E.coli, botulismo ed altri agenti biologici furono consegnati all'Iraq da una compagnia di Washington chiamata "The American Type Culture Collection", con contratti approvati dal governo americano negli anni '80. Queste vendite continuarono anche dopo l'uso fattone contro i civili curdi. (Vedi "Iraq sotto assedio", South End Press, 2000, pg.39).
Powell ha anche cercato di "ricordare" al Consiglio di Sicurezza il record negativo dell'Iraq in fatto di diritti umani. Ha evitato di spiegare, pero', che questo record non ha mai turbato gli USA in tutti gli anni in cui sono sati alleati di Saddam. Questo cinismo spregevole puo' ingannare ancora qualcuno negli Stati Uniti, dove, come si sa, il pubblico viene tenuto debitamente all'oscuro e dove i mass media raramente osano sfidare la politica estera dell'amministrazione, ma non inganna nessun altro.
Ancora piu' cinica e' stata l'accusa di Powell a Saddam di "supportare i gruppi palestinesi". Non e' chiaro se questo sia semplicemente un tentativo di aggrapparsi a una qualche "prova". Non vi sono assolutamente prove di legami tra i gruppi palestinesi che combattono contro l'occupazione israeliana ed al-Qaida nonostante i tentativi del governo Sharon di costruirle ad uso e consumo dell'America. Quello che e' certo, comunque, e' che nel mondo arabo il tentativo di utilizzare un presunto sostegno della causa palestinese come giustificazione per un'invasione dell'Iraq puo' solo servire ad infiammare la pubblica opinione.
CONCLUSIONI
Presi tutti assieme, le vecchie accuse, i "si dice" e gli "abbiamo ascoltato" che Powell ha presentato sarebbero immediatamente respinti come "infondati" da qualsiasi tribunale americano, dove le prove devono essere "al di la' di ogni ragionevole dubbio". La presentazione ad effetto non cancella i buchi del caso americano Gli americani hanno ben capito che il Consiglio di Sicurezza non e' una corte di giustizia, e che gli standards delle prove richieste sono differenti e non hanno bisogno di essere "al di la' di ogni ragionevole dubbio". Eppure, all'inizio del suo show, Powell aveva usato un linguaggio giuridico, quando aveva affermato che l'Iraq "e' responsabile di violazioni materiali" secondo il Consiglio di Sicurezza.
Il sistema legale americano, spesso citato come esempio al mondo, usa tutte le precauzioni possibili affinche' una singola persona arrestata non perda senza motivo la sua liberta' o la sua vita. Se gli USA attaccano l'Iraq, non una persona accusata, ma migliaia di innocenti perderanno la loro vita. L'Alta Commissione delle Nazioni Unite per i Rifugiati stima in 600.000 il numero di persone costrette a lasciare le loro case, ed un numero molto maggiore di persone saranno esposte a fame, malattie, pericoli e caos per gli anni a venire. Ne vale la pena quando noi tutti sappiamo, come ha sottolineato il presidente Chirac lo scorso 4 febbraio, che esiste un'alternativa non violenta e perfettamente praticabile a tutto cio'?
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Rispondendo
alla domanda di un giornalista che obiettava che un
centinaio di ispettori dell'ONU non hanno la possibilita'
materiale di disarmare un paese grande quanto l'Iraq,
Chirac ha affermato che la prima ondata di ispezioni
distrusse piu' armi irachene di tutta la pioggia di fuoco
riversata dagli USA su quel paese dal 1991 in poi. Powell ha
affermato che, con la risoluzione 1441, il Consiglio di
Sicurezza aveva dato all'Iraq "l'ultima occasione"
per disarmarsi. Sembra, invece, che sono stati gli USA ad
avere l'ultima opportunita' per cercare di convincere il
mondo che c'e' bisogno di un'invasione USA che devastera'
l'intera regione per molti anni a venire. |
traduzione a cura di www.arabcomint.com