PRIMA DI ISRAELE
Palestina,
Nazione araba, questione ebraica
di PIERO SELLA
Appendice cartografica a cura di Gianantonio Valli

"Con
l'intento di dar vita in Palestina ad uno stato ebraico, nasceva
cent'anni fa il Sionismo.
Alla fine della IIGuerra Mondiale, le superpotenze vittoriose
davano il via libera, attraverso una risoluzione dell'ONU, la 181,
all'ambizioso progetto ebraico. (...) Non si era tenuto conto,
nel prendere decisioni di cosi' grande rilievo, della presenza
della popolazione che da sempre viveva in quei luoghi, e che non
era certo disposta ad accettare sulla propria terra un'entita'
destinata ad accogliere immigrati stranieri provenienti dai piu'
diversi paesi del mondo.
La conquista di quella popolosa parte di Palestina - Gaza,
Gerusalemme, Cisgiordania - lasciata dall'ONU agli arabi ha fatto
si' che, dal 1967, un altro milione e mezzo di palestinesi
finisse sotto il tallone dell'occupante ebraico. Troppi per
cacciarli dal paese o per poterli eliminare. Dopo 30 anni,
Israele, nonostante le ripetute risoluzioni ONU, non si e' ancora
ritirato ed occupa addirittura parti della Siria e del Libano.
Presenza dunque illegale quella ebraica, ed illegale perche'
contraria alla Convenzione di Ginevra la sua amministrazione dei
Territori occupati. Illegali le annessioni - del Golan e di
Gerusalemme - illegali le requisizioni di terreni coltivabili ed
edificabili, illegali gli insediamenti dei "coloni",
illegali le misure di polizia applicate contro una popolazione
privata di diritti civili e discriminata da una legislazione
razzista.
E' questo lo scenario in cui americani e sionisti, dopo essersi
costruito un interlocutore di comodo, dicono di cercare la pace.
Una pace che non si propone affatto di riparare i torti del
passato, ma pretende anzi dagli arabi la resa incondizionata. L'Occidente
ed Israele manifestano la piu' assoluta indisponibilita' a
riesaminare a fondo la questione, si sottraggono a un dibattito a
tutto campo e preferiscono divagare su argomenti quali il
terrorismo, l'entita' del contributo europeo e nipponico
necessario a distrarre gli arabi.
Da una simile impostazione si intuisce la scelta tattica del
Sionismo, quella di guadagnare tempo, con l'obiettivo strategico
di mantenere indefinitamente lo status quo.
Rimuovere l'opaco, artificioso diaframma che si interpone ad una
nitida visione delle cose, chiarire cosa realmente c'e' stato
Prima di Israele, individuare il Male alle sue radici e cercare
di prevederne il decorso, e' lo scopo di questo lavoro".
Piero Sella, direttore responsabile della rivista l'Uomo libero, si è imposto con il suo L'Occidente contro l'Europa all'attenzione degli appassionati di storia. Pubblicato in prima edizione nel 1985, il volume, che è un pesante atto di accusa contro i vincitori del secondo conflitto mondiale, ripercorre il calvario dell'Europa calpestata e divisa dalle superpotenze. Per la chiarezza della tesi svolta, la stringente documentazione e per le brillanti intuizioni che l'evolversi della situazione europea conferma, L'Occidente contro l'Europa è considerato, nell'ambiente del revisionismo, un indispensabile punto di riferimento.
Piero Sella è anche autore di Cinquant'anni dopo, Repubblica Sociale, Fascismo, Germania nazionalsocialista» (1993) e di Da Madama Butterfly a Hiroshima - Breve storia del Giappone moderno» (1996), oltre a innumerevoli saggi apparsi prevalentemente su l'Uomo libero tra i quali ricordiamo: Strategia politica dell'unità musulmana» (1980), Danni reali dell'utopia ugualitaria» (1980), Anatomia di una sconfitta - L'ltalia nella seconda guerra mondiale» (1981), La pianificazione legislativa dell'inquinamento razziale» (1983), Genesi e funzione del "pregiudizio" nella cultura democratica» (1995), e Introduzione al Revisionismo» (1995).
Con Prima di Israele, frutto di anni di studio e ricerca, questione ebraica e problema palestinese sono inquadrati dal Sella in una visione politica di vasto respiro che per l'impostazione nuova, coraggiosa e coerente non ha mancato di suscitare interesse e polemiche. Se ad un primo approccio il problema palestinese sembra scaturire da fattori locali, ed essere originato da eventi della storia recente, un esame più approfondito mostra che la situazione attuale è il distillato di vicende politiche e militari, di scelte culturali e religiose per nulla estranee all'Europa e che affondano le loro radici assai lontano nel tempo.
La tempesta che si è addensata e che si sta scaricando in questi decenni sulla testa del popolo palestinese è in realtà solo l'ultima manifestazione della questione ebraica. Una questione irrisolta, nella quale ogni nazione è coinvolta e che esige, per essere affrontata, grande indipendenza di giudizio.
LA
RECENSIONE
di Enrico Galoppini