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Protezione dei luoghi santi: la prospettiva dell'Islam |
| L'Islam, nel corso della sua storia, ha mostrato il piu' alto grado di tolleranza verso le minoranze religiose consentendo persino le pratiche contrarie all'ideologia dello stato. L'approccio rispettoso e tollerante verso le altre fedi non ha paralleli nella storia dell'umanita'. |
Recentemente, abbiamo assistito ad attacchi deliberati e brutali contro associazioni e luoghi di preghiera islamici, i quali, istigati da oltre due anni di altrettanto brutale campagna mediatica internazionale, volta a diffamare l'immagine dell'Islam ed a creare inimicizia tra mondo occidentale ed islamico, si sono propagati a macchia d'olio, dagli USA all'Australia. Non volendo entrare nel dettaglio su chi possa essere responsabile di tale campagna diffamatoria e chi possa giovarne, desideriamo sottolineare la prospettiva dell'Islam in merito alla protezione dei luoghi santi di qualsiasi religione. Cominciamo col dire che
gli attacchi ai luoghi di preghiera sono totalmente
alieni alla storia dell'Islam ed al rapporto che esso ha
intrattenuto ed intrattiene con le altre religioni. L'Islam
ordina il rispetto e la preservazione dei luoghi di culto,
senza discriminazioni di religione, razza o cultura. L'Islam stabilisce una
relazione con popoli di differenti fedi basata su
tolleranza, giustizia, benevolenza e misericordia. La
base di tale relazione viene resa esplicita dal versetto
coranico 60:8-9, che stabilisce: "Invero Dio non vi proibisce di
essere giusti e buoni nei confronti di coloro che non vi
combatterono per la vostra religione e che non vi
scacciarono dalle vostre case, poiche' Dio ama coloro che
si comportano secondo giustizia. Secondo il Corano, dunque, ai musulmani e' ordinato di trattare i popoli con giustizia e generosita' a meno che non si tratti dei loro oppressori. Tra i non-musulmani, l'Islam
conferisce grande considerazione alla "Gente del
Libro", cioe' ad ebrei e cristiani, che risiedano o
meno all'interno di una societa' islamica. Liberta' di culto: La liberta' di praticare
ciascuno la propria religione o ideologia senza essere
forzato, ne' fisicamente, ne' psicologicamente, ad
accettare una certa fede e' un punto fermo nell'Islam,
basato sul versetto 2:256: Commentando questo verso,
il famoso esegeta Ibn Kathir scrive: "Che non si
forzi alcuno ad abbracciare l'Islam, poiche' e' chiaro ed
evidente che le verita' religiose non possono e non
devono essere imposte con l'esercizio della forza". Durante il califfato di
Omar, la liberta' religiosa dei cittadini di Gerusalemme
e la santita' dei suoi luoghi di culto furono pienamente
garantiti: L'Islam, nel corso della sua storia, ha mostrato il piu' grande grado di tolleranza verso le minoranze religiose consentendo persino le pratiche contrarie all'ideologia dello stato. L'approccio rispettoso e tollerante verso le altre fedi non ha paralleli nella storia dell'umanita'. Protezione della proprieta': Il Corano rende obbligatorio per i governanti islamici proteggere le proprieta' dei non-musulmani. Abu Yusef, nel suo libro Al-Kharaj, cita a proposito il contratto stipulato dal Profeta con la gente di Nejran (tribu' dell'Arabia Saudita di religione cristiana): "Nejran ed i suoi dintorni sono sotto la protezione di Dio, l'Onnipotente, e del Suo messaggero. Le proprieta', le chiese e la religione dei loro abitanti, come pure i loro possedimenti, siano essi piccoli o grandi, sono ugualmente sotto la protezione del Profeta". Omar, compagno del Profeta e secondo Califfo dell'Islam, in una lettera al governatore islamico Abu Ubaida ibn al-Jarrah, scrisse: "Impedisci, nel nome di Dio, ai musulmani di causare danni o fare loro [ai non musulmani] del male o appropriarsi illegalmente delle loro proprieta'". I governanti islamici, specie quelli degli albori dell'Islam, frequentemente andarono oltre a cio' che era loro richiesto dalla Legge nei rapporti con le comunita' non islamiche del territorio. Molto spesso essi si servirono di funzionari cristiani o ebrei che, non di rado, occuparono posti importanti e "sensibili" nella gestione dello stato. Ma, forse, l'esempio piu' concreto dell'attitudine islamica verso le altre fedi e' rappresentato dalla presenza, in ogni citta' araba in cui vi siano stati cristiani o ebrei, di antichissimi luoghi di culto, rispettati e salvaguardati dai governanti e dai popoli islamici. "Nello stato islamico non solo i cristiani e gli ebrei furono trattati da cittadini, ma ebbero la possibilita', secondo le loro capacita', di partecipare alla gestione dello stato e, non di rado, ottennero grandi ricchezze e posti influenti nella societa'. Lungi dall'essere discriminati, essi erano considerati "protetti" ed i musulmani erano abituati a condividere con essi tutte le rispettive festivita' religiose". (Khartubali, L'Islam e l'Ahl adh-Dhimma).
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