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Prova ad
immaginare: sei un arabo
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"Perché gli arabi sono sempre arrabbiati?", mi ha chiesto recentemente un lettore, in un messaggio pieno di sarcasmo e sconsideratezza. Mi sono frenato dal rispondergli a tono, perché mi sembrava poco interessato all'ascolto. Non ho potuto fare a meno di chiedermi come si sarebbe sentito lui se fosse stato un arabo. Quindi mi e' venuto in mente di scrivere.
Immagina per un momento di essere un arabo.
Da anni vedi massacrare i palestinesi, invadere e ri-invadere le loro terre e da anni osservi come i governi degli USA blocchino qualsiasi tentativo di punire gli aggressori di coloro che tu definisci "il mio popolo".
Non solo i veto
USA al Consiglio di Sicurezza ONU hanno soffocato qualsiasi iniziativa persino
di dispiegare osservatori disarmati che potessero fornire una minima protezione
ai palestinesi, ma, grazie ai miliardi di dollari versati annualmente dagli USA
ad Israele, quest'ultimo e' riuscito ad espandere gli insediamenti illegali ed a
fornire al suo esercito la più formidabile macchina per omicidi mai esistita.
I tuoi diritti umani non sono rispettati a meno che un potere esterno non
eserciti pressione politica sui tuoi governanti. Sei degno di un comunicato
stampa da parte di qualche gruppo per i diritti umani una volta ogni morte di
papa, un comunicato che nessuno si cura di leggere. Di te, semplicemente, non
importa niente a nessuno.
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Sei un arabo ed
hai visto invadere l'Iraq col pretesto che esso possedeva armi di distruzione di
massa, in numero sufficiente ad annichilire la civiltà, come ci hanno detto.
Sei preso dal panico, non per le presunte armi, ma per il disastroso attacco e
l'occupazione di un paese maltrattato, il paese che tu definisci il centro della
tua civiltà. Poi, dal momento che sei ancora un arabo, vedi le gigantesche corporazioni multinazionali riversarsi in Iraq, per comprare e vendere il suo petrolio senza il consenso del suo popolo. In particolare, vedi gli israeliani fluire verso il "centro della tua civiltà" alla ricerca di petrolio a buon mercato e di un oleodotto che lo trasporti direttamente nei loro porti. Nel frattempo, Israele tiene milioni di tuoi fratelli palestinesi in ostaggio di coprifuoco e checkpoints, con la paura costante di letali assassini ed attacchi missilistici. |
Con sorpresa, leggi che in Iraq non e' stata trovata alcuna arma di distruzione di massa. Senti dire a dirigenti americani al top che Saddam potrebbe aver distrutto le sua armi prima dell'invasione. Senti un altro dire che l'Iraq naviga su un mare di petrolio: tutte cose che già sapevi e che ti causavano problemi quando cercavi di spiegarle.
Vedi migliaia di
missionari della destra cristiano-sionista riversarsi nell' Iraq indebolito,
dopo aver solennemente giurato di convertire il tuo popolo ad una religione che
non e' la sua. Altri definiscono il tuo profeta un "diavolo" e la tua
religione "cattiva" e chiedono che il tuo curriculum scolastico cambi
per soddisfare l'agenda di alcuni think-tanks che vivono a 15.000 miglia
da te, e sono alieni alla tua cultura, al tuo linguaggio ed al tuo retaggio.
Vieni a sapere di soldati d'occupazione che violentano in massa i tuoi fratelli
e le tue sorelle in Iraq. Il quotidiano britannico Daily Mirror ti rivela che i
soldati si sono divertiti così tanto da scattare foto agli uomini violentati, così
da commemorare l'occasione, e sono stati scoperti per un puro caso.
Vedi devastare e dare alle fiamme la storia del tuo popolo.
Non puoi fare altro che vedere le armi americane massacrare non solo gli iracheni, ma anche i palestinesi. Impari che la maggior parte di tali armi sono quelle che hanno reclamato la vita dei bambini palestinesi che vedi in televisione. Vieni a sapere che all'uomo che ha causato la loro morte, Ariel Sharon, viene dato il nuovo appellativo di "uomo di pace" dal presidente Bush. Ti chiedi se Bush sappia che l'ultimo soprannome di Sharon era "il macellaio di Beirut".
Cerchi di
liberarti. Compri un'antenna satellitare per divertirti con un po' di svago
insensato. Con sorpresa, noti che tu ed il tuo popolo siete un argomento caldo
per l'intrattenimento. Nei films di Hollywood, sei sporco, puzzolente,
repellente e retrogrado. Non meriti alcun rispetto. Tu sei il "cattivo
arabo", l'ambiguo donnaiolo la cui morte, alla fine del film, simboleggia
un lieto fine.
Cerchi di liberarti ancora una volta, questa volta per scappare
dall'oppressione, dalla poverta' e dai tristi ricordi. Giungi furtivamente in
Francia, Italia, Spagna, Australia ed USA. Pensi che la tua laurea potrà
aprirti qualche porta, che resta invece sigillata, mentre tu vieni legato e
rispedito a casa.
Un giorno ti perdi, e scappi a Tora Bora in Afghanistan insieme ad altri "arabi arrabbiati". Vengono tutti uccisi allorché viene lanciata la "guerra al terrorismo". Riesci a scappare, attraverso i villaggi pakistani, verso il tuo paese, dove vieni catturato e torturato. Poi finisci nel deserto iracheno, dove vieni ucciso. Il tuo cadavere resta per giorni sulla strada che porta a Baghdad.
Tuo fratello,
allora, decide di inseguire un altro destino. Riesce a vivere negli Stati Uniti.
Trascorre le notti scrivendo lettere all'editore, in cui esprime tutta la rabbia
che una volta era tua. Esse non vengono mai pubblicate. Lui medita sui suoi
sentimenti conservando un giornale pieno di poesie, bandiere e disegni di
bambini palestinesi fatti da lui.
Sente il consigliere della Sicurezza Nazionale USA Condoleeza Rice minacciare
altri paesi della tua area di utilizzare contro di essi soluzioni "made in
America". Quella stessa notte, alla BBC, vede un programma intitolato
"Le armi segrete di Israele". Il programma dice che Israele e' la
"sesta potenza nucleare al mondo con arsenali di armi nucleari tattiche ...
e di missili nucleari a medio raggio che si possono lanciare da terra, aria e
mare".
Vedi, inoltre, che Israele ha capacita' chimiche e biologiche non dichiarate ed
ha utilizzato un gas sconosciuto contro i palestinesi di Gaza, due anni fa,
spedendone un centinaio all'ospedale, in preda a gravi convulsioni.
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Nessun commento ufficiale USA al rapporto, tranne quello della signora Rice, che descrive Israele come partner degli USA e scambia sorrisi amichevoli e strette di mano con coloro che stanno sviluppando simili letali arsenali, mentre e' a Tel Aviv. Inoltre, la schiacciante maggioranza del Congresso USA ha appena firmato una lettera per Bush, in cui gli viene chiesto di non fare mai pressioni su Israele. Tuo fratello scrive una lettera all'editore, esprimendo il suo sgomento, in una maniera mai usata prima. Nessuno gli risponde e la lettera non viene pubblicata. |
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Cosi', egli ricorre al suo giornale. Scrive una poesia piena di maledizioni ed espressioni di rabbia, che non fanno neanche rima.
Ed io ancora non riesco a fare a meno di chiedermi: se tu fossi un arabo, non saresti arrabbiato?