Il ranch delle menzogne
ZVI SCHULDINER


 

Lunedì il presidente Bush ha ricevuto cordialmente nel suo ranch del Texas un altro ranchero (israeliano) che qualche volta ha chiamato uomo di pace. Bush, il gladiatore vittorioso e quasi indiscusso, comincia a sentirsi sul collo il fiato di un Medio Oriente che non ha risposto come sperava alla sua crociata democratizzatrice. Il premier israeliano Sharon, dopo alcune vittorie parlamentari molto problematiche, è arrivato a Crawford per avere l'abbraccio americano prima di lanciarsi nel ritiro unilaterale da Gaza. Il nuovo Medio Oriente che sembrava fare capolino dopo la morte di Arafat, suscita oggi più dubbi che speranze. Sharon è arrivato mentre si sente ancora l'eco della raffica di bombe lanciate da gruppi palestinesi di Gaza contro gli insediamenti israeliani nella striscia.

Da Gerusalemme e perfino da dentro l'aereo di Sharon sono risuonate voci chiare e stridenti: quelle bombe e quei missili sono la prova evidente della debolezza di Abu Mazen, che non combatte davvero contro il terrorismo. L'Anp non ha distrutto tutti i focolai e il cuore del terrorismo e potrebbe collassare facilmente.

E questo vorrebbe dire che collasserebbe anche il fragile cessate il fuoco in vigore da tre mesi. Non tutti fruiscono di quel cessate il fuoco, per la verità. Prima dell'inizio del bombardamento sulle colonie a Gaza, tre ragazzi palestinesi di 13 e 15 anni sono stati ammazzati dall'esercito israeliano in circostanze sempre più oscure. Sono già 15 le vittime palestinesi della «lotta contro il terrorismo» condotta dalle forze israeliane. Per loro il bilancio della tregua degli ultimi mesi non è per nulla positivo.

In Europa e negli Stati uniti, e anche in Israele, la debolezza di Abu Mazen è un tema ricorrente. Come se si trattasse davvero di un'entità nazionale indipendente, con un suo esercito e una reale autonomia d'azione. E invece bisogna ripeterlo. Bisogna gridarlo finché anche i sordi o gli stupidi lo capiscano.

Capiscano che l'Autorità nazionale palestinese, con Arafat o con Abu Mazen, o domani con chiunque altro, si ritrova sotto il controllo assoluto delle forze d'occupazione israeliane. E l'unico partner sovrano e onnipotente nei territori occupati è il governo di Israele.

I palestinesi violano gli accordi

E' vero, Abu Mazen non ha distrutto l'infrastruttura del terrorismo. E' quella stessa infrastruttura che neanche le truppe israeliane sono riuscite a distruggere negli ultimi quattro anni. E' vero, si pubblicano cose anti-israeliane e anti-semite sui giornali e nella televisione palestinese. Ma anche in Israele non si contano le pubblicazioni di tipo fascista, razzista, fondamentalista, contro Sharon e i «traditori», contro gli arabi e i musulmani in generale. Alcuni rabbini scrivono verdetti e testi che dovrebbero riempire d'orgoglio e con cui dovrebbero identificarsi pienamente non pochi neo-nazisti. Loro sono del tutto estranei alla famosa democrazia israeliana di cui si vanta Nathan Sharanski.

Violazione degli accordi? Propongo una breve lettura del testo che segue. Sono estratti di un ordine pubblicato e diffuso in arabo ed ebreo, e la traduzione è mia. L'ordine, lanciato per le strade dall'esercito israeliano, l'hanno raccolto a Calandia, G'dira e Birnabala, tre villaggi della Cisgiordania, bambini e passanti. «Esercito israeliano. Ordine della confisca di immobili, 05/52/t. Facendo uso delle mie facoltà di comandante delle forze dell'esercito israeliano in Giudea e Samaria (la Cisgiordania occupata, ndr) e dato che ciò è richiesto dalle necessità militari, considerate le condizioni in materia di sicurezza che vigono nella regione, e al fine di prendere i provvedimenti necessari per impedire atti di terrorismo, ordino quanto segue: ... Dichiaro con la presente che gli immobili saranno confiscati per necessità militari... i proprietari potranno presentare domanda di indennizzo... potranno presentare ricorso nei prossimi sette giorni... Firmato il 22 - 03 - 2005 dal generale Yair Nave, comandante della regione».

E' la lotta contro il terrorismo, bellezza. E per questo gli israeliani confischeranno sempre più terre palestinesi e costruiranno altre strade d'apartheid. Le terre confiscate generalmente saranno usate per costruirvi strade non necessarie ai palestinesi ma che almeno serviranno a rendere la loro vita ancor più infernale di quanto non sia stata finora.

E' il gran cambio che avanza nella regione, bellezza. Abu Mazen e la sua debolezza. Le confische di terre lo aiuteranno senz'altro a rafforzare il suo potere. Quel 50% degli abitanti della Cisgiordania e quell'80% della striscia di Gaza che è senza lavoro guarderà certo con ammirazione alla sua democrazia.

Il gran cambio che avanza. Il comandante della regione, un generale religioso le cui simpatie per la destra sono note, è già entrato in simbiosi con i coloni della West Bank. Gli stessi coloni che non lasciano passare giorno senza esibirsi nelle loro scalmane.

Due sabati fa ho incontrato mia figlia che tornava desolata dal sud di Hebron. C'era andata con gli attivisti di Ta'ayush per raccogliere il veleno con cui alcuni coloni israeliani avevano «seminato» i campi palestinesi. Invece che picchiare gli attivisti italiani che accompagnano a scuola i bambini palestinesi, questa volta i coloni hanno pensato che la «medicina» da somministrare agli indigeni palestinesi doveva essere più forte: animali morti e raccolti impossibili, povertà e fame. Dopo aver disseminato il veleno, sarebbero saliti sugli autobus diretti a Gerusalemme per dimostrare contro il ritiro unilaterale inalberando cartelli e gridando slogan in cui si parlava del trionfo dell'amore, l'amore per la terra d'Israele, l'amore e l'unità fra gli israeliani.

Son le violazioni degli accordi da parte dei palestinesi, bellezza. Che hanno anche la sfrontatezza di lamentarsi perché il governo e i coloni israeliani continuano incessantemente a mangiarsi le terre. Ogni giorno, ogni ora va avanti la costruzione di nuove case negli insediamenti «illegali», pagate con denaro statale legale. Non è facile distruggere case illegali, dice l'esercito. Dipende. Il sottosegretario alla difesa rispondendo a un'interrogazione alla Knesset ha confermato che l'esercito ha potuto abbattere 362 case illegali nel corso dell'ultimo anno. Solo che erano case di palestinesi. Che non hanno alcuna possibilità di ottenere permessi di costruzione legali.



Un accordo fra rancheros

Lei, Mr. Bush, deve considerare le necessità della crescita vegetativa degli israeliani nelle colonie. Necessità che non esistono fra i palestinesi per cui è impossibile ottenere alcun permesso «legale».

Questa volta Bush sembra sia stato un po' più energico di fronte a Sharon e gli abbia detto chiaramente che gli Stati uniti si oppongono a che Israele continui a costruire case su case nelle colonie. Ma allo stesso tempo gli ha confermato la necessità di tenere in conto i «cambiamenti avvenuti sul terreno» in vista dei futuri accordi.

Sharon ha ripetuto a sua volta di riconoscere la road map e di accettare un futuro stato palestinese. Ma ha anche confermato che Israele dovrà per forza continuare a costruire nelle colonie secondo le sue necessità.

Nel ranch, Sharon ha avuto quell'abbraccio, sia pur meno caldo che in passato, di cui aveva bisogno nella sua campagna verso il ritiro unilaterale da Gaza. L'abbandono di ogni colonia israeliana sarà un passo positivo. Ma sfortunatamente il risultato più immediato sarà una grande prigione per 1.4 milioni di palestinesi. L'illusione della pace non può nascondere la realtà della situazione: il piano «di pace» così com'è porta solo a dei bantustan senza risorse e sotto completo controllo israeliano mentre le privazioni e la violenza dell'occupazione continueranno a essere parte integrante dell'inferno quotidiano per tre milioni di palestinesi.

E' la debolezza di Abu Mazen, è il nuovo Medio Oriente che avanza, è la democrazia, bellezza.


 

da Il Manifesto, 13 aprile 2005