Una
road-map che non porta in nessun luogo
di Charley Reese
| L'unica posizione appropriata, dal punto di vista morale e legale, per gli USA sarebbe quella di pretendere da Israele il rispetto immediato di tutte le risoluzioni dell'ONU, pena le sanzioni economiche. |
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La "road-map" di George Bush per la pace, che gli sta scoppiando in faccia mentre scrivo, era piena di difetti fin dall'inizio. Essa non riconosce i fatti basilari del conflitto. Ignora le regole della legge. Rivolta come un guanto il normale comportamento umano. I fatti basilari del conflitto sono che l'occupazione israeliana di Cisgiordania, Gerusalemme est e striscia di Gaza e' illegale. Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU aveva ordinato ad Israele di ritirarsi da quei territori nel 1967. Non c'e' nulla da negoziare. Israele, secondo la legge internazionale, deve ritirarsi e basta.
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Un altro fatto basilare e' che gli insediamenti
ebraici nei territori palestinesi sono illegali. Sono una diretta violazione
della Convenzione di Ginevra. Anch'essi sono stati condannati dalle Nazioni
Unite.
Un ulteriore fatto basilare e' che l' "annessione" israeliana di
Gerusalemme est e' nulla e cosi' e' stata dichiarata dalle Nazioni Unite molto
tempo fa.
Come potete notare, tutte le violazioni della legge internazionale sono state compiute da Israele. I palestinesi sono le vittime innocenti, eppure Bush sta rivoltando come un guanto il normale comportamento umano, chiedendo all'occupato di proteggere l'occupante e alla vittima di negoziare con il criminale. Egli chiede che un popolo debole ed impoverito garantisca la sicurezza della superpotenza militare della regione, un'impossibilita' assurda.
L'unica posizione appropriata, dal punto di vista morale e legale, per gli USA sarebbe quella di pretendere da Israele il rispetto immediato di tutte le risoluzioni dell'ONU, pena le sanzioni economiche. Naturalmente, sono stati gli USA ad impedire alle Nazioni Unite di pretendere da Israele il rispetto della legge internazionale. Violare le risoluzioni ONU e' causa di sanzioni e guerre solo se ti chiami Saddam Hussein, non Ariel Sharon.
Gli Stati Uniti non hanno bisogno di alcun ambasciatore speciale, programma di pubbliche relazioni o campagna di propaganda per correggere la miseranda immagine che ha in Medioriente. L'osceno, ipocrita doppio standard verso Israele e' l'alfa e l'omega di tutti i nostri problemi di immagine nel mondo arabo, ed e' la fonte dell'odio contro gli USA in ogni parte del mondo.
E' inoltre estremamente immorale per gli USA
sorvolare sui crimini che Israele commette e che includono: l'assassinio degli
oppositori politici; la demolizione delle case; lo sradicamento degli alberi
d'olivo e dei raccolti agricoli; la chiusura ermetica di citta' e villaggi; gli
arresti di massa senza accuse; l'imposizione di coprifuoco; l'assassinio di
civili, inclusi i bambini; la confisca delle terre e delle risorse idriche.
Senza la pressione di Tony Blair, probabilmente Bush non avrebbe mai annunciato
la road-map per la pace, ma, avendolo fatto, conta apparentemente sulla
"comprensione" di Sharon verso il suo piccolo show di pubbliche
relazioni. Il tentato assassinio da parte di Sharon di un leader di Hamas mostra
l'estrema dabbenaggine di Bush. Il gioco di Sharon e' dire che accetta il piano
- con le sue 14 riserve - e sabotare poi l'Autorita' palestinese istigando la
risposta di Hamas e di altri estremisti.
E' lo stesso gioco che sta giocando da quando e' in carica. Sharon vuole
smantellare qualche piccolo avamposto disabitato, non certo i veri insediamenti
ebraici. Lui e', dopo tutto, il padre di quegli insediamenti. Allo stesso modo,
non ha intenzione di risolvere il problema dei profughi palestinesi, ne' ha
intenzione di permettere la creazione di uno stato palestinese praticabile.
Sharon sta rendendo il presidente Bush una
figura ridicola, patetica e sciocca di fronte al mondo intero, un uomo che, di
nome, dovrebbe essere il leader del mondo libero e che, in realta', non e' che
un fantoccio i cui fili vengono mossi da potenti dietro le quinte. L'unica
possibilita' per Bush di salvare la sua reputazione sarebbe quella di resistere
a Sharon ed alla lobby israeliana.
Personalmente non ritengo ne abbia la stoffa, ma non si sa mai.
Mettere fine all'occupazione israeliana delle terre palestinesi e' l'unico modo
per vincere la "guerra al terrorismo". Non ci resta che vedere fino a
che punto per il presidente conti la sicurezza nazionale americana.
traduzione a cura di www.arabcomint.com