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Rivelare la grande bugia
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| Nessuno conosce gli estremisti di Bush meglio di Ray MacGovern, ex dirigente della CIA ed amico personale di George Bush senior, padre dell'attuale presidente. In "Rompere il silenzio", mi dice: "Nei circoli che frequentavo quando svolgevo attività politica ad alto livello, li chiamavano "i pazzi". |
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Esattamente un anno fa, Tony Blair disse al Parlamento: "Il programma sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein e' attivo, dettagliato e in aumento. La politica del contenimento non sta funzionando. Il programma non e' stato accantonato. E' anzi vivo e vegeto". Non solo ognuna di queste parole era falsa: era parte di una grande bugia inventata a Washington dopo qualche ora dall'attacco dell'11 settembre e fu usata per prendere all'amo il pubblico americano e distrarre i media dalla vera ragione per l'aggressione all'Iraq. "E' finzione al 95%", mi disse un ex analista della CIA. Un'investigazione su cartelle e filmati
d'archivio per il mio documentario TV "Rompendo il silenzio", insieme
ad interviste ad ex ufficiali dell'intelligence ed ex amministratori di Bush
hanno rivelato senza alcun dubbio che Bush e Blair sapevano che Saddam Hussein
era effettivamente disarmato. Il 24 febbraio 2001, al Cairo, Powell disse:
"Saddam non ha sviluppato alcuna capacità significativa rispetto alle armi
di distruzione di massa. Non e' nemmeno in grado di progettare l'uso della forza
convenzionale contro i suoi vicini". Ecco due dei più importanti dirigenti dell'amministrazione Bush smascherare la loro stessa propaganda, e quella del governo Blair, che avrebbe in seguito fornito la giustificazione per l'aggressione non provocata ed illegale all'Iraq. Il risultato e' stata la morte di circa 50.000 persone, tra civili e militari iracheni, e quella di soldati americani e britannici. Non vi e' alcuna stima delle decine di migliaia di feriti. Nel torrente di propaganda che ha cercato di
giustificare questa violenza prima e durante l'invasione, sono state riferite
alcune verità occasionali che non sono mai finite in prima pagina. Nell'aprile
dello scorso anno, Condoleeza Rice descrisse l'11 settembre 2001 come
"un'enorme opportunità", e disse che l'America doveva "muoversi
per approfittare dei vantaggi di queste nuove opportunità". Alle 14.40 dell'11 settembre, secondo appunti confidenziali presi dal suo collaboratore, Donald Rumsfeld, ministro della Difesa, disse che gli sarebbe piaciuto "colpire" l'Iraq - anche se non esisteva uno straccio di prova che Saddam Hussein avesse qualcosa a che vedere con gli attacchi a New York e Washington. "Colpite duro", disse Rumsfeld secondo la nota. "Spazzate via tutto. Ciò che ha connessione e ciò che non l'ha". All'Iraq fu concessa una breve tregua allorché fu deciso di attaccare l'Afghanistan. Quest'ultima era "l'opzione più soft, la più semplice da spiegare al pubblico americano - anche se nessuno dei presunti attentatori dell'11 settembre provenisse dall'Afghanistan. Nel frattempo, mettere al sicuro "la preda più grossa", l'Iraq, divenne l'ossessione di Washington e di Londra. Un Ufficio per i Piani Speciali fu creato in
tutta fretta al Pentagono, con il solo scopo di convertire nella politica USA
qualsiasi intelligence "libera" e non convalidata. Da questa fonte,
Downing Street ricevette gran parte delle "prove" della presenza di
armi di distruzioni di massa, che oggi sappiamo essere un'impostura. Il cinismo estremo di questo insabbiamento fu
espresso da Donald Rumsfeld solo la settimana scorsa. Quando gli e' stato
chiesto perché ritenesse che la maggior parte degli americani ancora
credesse che Saddam sia stato l'artefice dell'11 settembre, egli ha
risposto: "Non vedo alcun indizio che mi porti a ritenere che io abbia
detto ciò". La dimensione pura e semplice di questo insabbiamento rende quasi risibile la contro-interrogazione forense a carico del giornalista della BBC Andrew Gilligan riguardo le "anomalie" nelle note della sua intervista a David Kelly - quando la storia che Gilligan raccontò a proposito dell'ipocrisia e degli inganni del governo era fondamentalmente vera. Queste pontificazioni su Gilligan hanno evitato
di chiedere una sola, vitale, questione - perché Lord Hutton non ha sottoposto
Tony Blair ad una contro-interrogazione? Perché non e' stato chiesto a Blair
come mai ha ceduto la sovranità britannica ad una gang di Washington il cui
estremismo non viene ormai messo in dubbio neppure dagli osservatori più
conservatori? Nessuno conosce gli estremisti di Bush meglio di Ray MacGovern, ex
dirigente della CIA ed amico personale di George Bush senior, padre dell'attuale
presidente. In "Rompere il silenzio", mi dice: "Nei circoli che
frequentavo quando svolgevo attività politica ad alto livello, li chiamavano
"i pazzi". I "pazzi" includono John Bolton,
sotto-segretario di Stato, che considera una missione personale fare a pezzi il
trattato sugli armamenti con la Russia e minacciare la Corea del Nord, e Douglas
Feith, sotto-segretario alla Difesa, che gestisce una unità segreta di
propaganda con il compito di "lavorare" sull'intelligence in
riferimento alle armi irachene. Li ho intervistati entrambi a Washington. Il numero 3 di Rumsfeld, Feith, ha parlato della "precisione" delle armi americane ed ha negato che siano stati assassinati così tanti civili. Quando l'ho pressato, un colonnello dell'esercito ha ordinato al mio cameraman: "Ferma la registrazione!". A Washington non si può pronunciare il numero degli iracheni uccisi. Sono un non-popolo, e più resistono all'occupazione, più sono chiamati "terroristi". Il massacro in Iraq e' un crimine secondo ogni interpretazione della legge internazionale, e rende assurda l'inchiesta Hutton. Mentre sua eccellenza e gli avvocati si dedicano ai loro giochetti semantici, lo spettro di migliaia di esseri umani assassinati non viene mai evocato, ed i testimoni di questo grande crimine non vengono mai convocati. Jo Wilding, una giovane laureata in legge, e'
uno di questi testimoni. Faceva parte di un gruppo di osservatori per i diritti
umani a Baghdad durante i bombardamenti. Lei ed altri hanno vissuto con le
famiglie irachene mentre i missili e le bombe a frammentazione esplodevano
attorno a loro. Quando era possibile, correvano ai luoghi in c'erano state le
esplosioni per osservare le scene delle casualità civili ed aiutare il
trasporto delle vittime in ospedali e obitori, intervistando medici e testimoni
oculari. Ha preso note meticolose. Mentre queste atrocità vengono condotte nel nostro nome, perché non ci viene consentito di ascoltare queste testimonianze? E perché a Blair e' permesso fare ulteriori discorsi che servono solo a sé stesso e mai dal banco degli imputati? |
Fonte: www.Mirror.co.uk
Traduzione a cura di www.arabcomint.com