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Iraq e Nord Corea:
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| di Robert Fisk, dall'Independent |
Il caro leader di Pyongyang ha davvero laboratori che sono "in piedi e al lavoro". E Tony Blair sta zitto. Come possiamo
tollerare tutto cio'? Come possono tollerarlo gli
americani? Negli ultimi giorni, i media americani - i piu'
grandi colpevoli della campagna di mendacita' della Casa
Bianca - hanno accennato timidissime domande in merito.
Mesi dopo che l'Independent per primo inizio' a
indirizzare l'interesse del lettore verso le vergognose
visite personali di Donald Rumsfeld a Baghdad nel periodo
dell'uso del gas iracheno contro l'Iran, nel 1983, il
Washington Post ha deciso, alla fine, di raccontare ai
suoi lettori una piccolissima parte di cio' che sta
accadendo. Il reporter Michael Dobbs include le consuete
clausole ("le opinioni degli esperti divergono ...
circa le responsabilita' di Washington per l'afflusso a
Baghdad di tecnologie etc... etc...), ma uno sprazzo di
verita' e' li': Rumsfeld ed i suoi accoliti crearono
"il mostro" che dicono di voler abbattere. L'Independent
ha pubblicato i rapporti piu' dettagliati sulla politica
della tortura in Algeria e delle esecuzioni extra-giudiziarie
di uomini e donne. Invece gli USA, come parte della sua
oscena "guerra al terrorismo", sono diventati
intimi amici del regime algerino. Stanno aiutando l'esercito
a riarmarsi e promettono maggiore assistenza per il
futuro. William Burns, assistente del Segretario di Stato
USA per il Medioriente, ha annunciato che "Washington
ha molto da imparare dall'Algeria riguardo il modo di
combattere il terrorismo".
E nel frattempo, negli USA, la situazione dei musulmani si deteriora velocemente. Il 17 novembre, migliaia di iraniani, siriani, libici, afghani, libanesi, qatarioti, yemeniti, somali e bahreniti si sono radunati presso gli uffici federali per il rilevamento delle impronte digitali. Il New York Times - il piu' servile giornale verso la copertura degli avvenimenti dell'11 settembre - ha rivelato (naturalmente solo nel quinto paragrafo dell'articolo) che "nelle ultime settimane, dirigenti dell'agenzia ... hanno legato e arrestato centinaia di uomini presentatisi per il rilevamento delle impronte. In alcuni casi gli uomini in questione erano studenti e lavoratori col visto scaduto; in altri casi, gli uomini non hanno potuto fornire adeguata documentazione del loro status di immigrati". Molti americani non conoscono neppure il significato da brivido dell'acronimo dell' "US Patriot Act". "Patriot" non e' un riferimento al patriottismo. Esso significa "Unificare e Rafforzare l'America fornendo gli Appropriati Mezzi Richiesti per Intercettare ed Ostruire gli Atti di Terrorismo" . I 200 milioni di dollari stanziati per il "Programma di Consapevolezza Totale", permetteranno al governo USA di monitorare le e-mails e le attivita' sull'internet dei cittadini e di collezionare dati sullo spostamento di tutti gli americani. E, nonostante cio' non ci venga raccontato dai nostri giornalisti, l'amministrazione USA sta premendo i governi europei per accedere ai contenuti della banca dati dei loro cittadini. La piu' recente - e la piu' ridicola - di queste pretese e' stata la richiesta USA dell'accesso alle registrazioni di computer della linea aerea nazionale francese, l'Air France, in modo da poter costruire il "profilo" di migliaia dei suoi passeggeri. Tutto cio' e' al di la' dei piu' selvaggi sogni di Saddam e del leader coreano. Le nuove regole si fanno strada anche nelle accademie. Prendiamo ad esempio la piccola Universita' di Purdue, nell'Indiana, in cui, poche settimane fa, ho tenuto un seminario. Con i fondi federali, si sta costituendo un "Istituto per la Sicurezza Nazionale", i cui 18 "esperti" includeranno ufficiali della Boeing, Hewlett-Packard, del ministero della Difesa e del Dipartimento di Stato, col compito di organizzare "programmi di ricerca" intorno alle "aree sensibili". Mi chiedo: quali sono queste aree? Certamente non quelle che hanno a che fare con le ingiustizie subite dal popolo palestinese o con la presenza di migliaia di truppe americane su terra araba. Dopotutto e' stato Richard Perle, il piu' sinistro dei consiglieri filo-israeliani di George Bush, ad aver detto, l'anno scorso, che "il terrorismo va decontestualizzato". Nel frattempo - su queste basi - ci accingiamo ad entrare in guerra contro l'Iraq, che ha il petrolio, riservando alla Corea, che non ha petrolio, le trattative diplomatiche. E i nostri leaders lo tollerano. Per fare tutto cio', minacciamo gli innocenti, torturiamo i prigionieri e "impariamo" da uomini che dovrebbero essere processati per crimini di guerra. Questo e' davvero il nostro memoriale verso gli innocenti che persero la vita, tragicamente, in quel criminale 11 settembre 2001. |
traduzione
a cura di www.arabcomint.com
Dall'Independent"