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Il
segreto dietro le sanzioni
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Negli ultimi due anni, ho scoperto documenti della Defense Intelligence Agency i quali provano senza ombra di dubbio che, in violazione delle Convenzioni di Ginevra, il governo USA ha intenzionalmente usato le sanzioni contro l'Iraq per degradare la qualita' dei rifornimenti idrici iracheni dopo la guerra del Golfo. Gli Stati Uniti sapevano il prezzo che i civili iracheni, in particolare i bambini, avrebbero pagato e non se ne curarono.
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Conoscenza preventiva Il primo documento,
"Vulnerabilita' del trattamento delle acque irachene",
e' datato 22 gennaio 1991. Esso rivela come le sanzioni
avrebbero impedito all'Iraq di fornire acqua potabile ai
suoi cittadini. Il documento entra in complessi dettagli tecnici circa le fonti e la qualita' delle riserve d'acqua irachene. La qualita' dell'acqua non trattata e' "generalmente scarsa", e bere tale acqua "puo' causare disturbi intestinali", continua. Il documento sottolinea il fatto che i fiumi iracheni "contengono agenti biologici, inquinanti, e batteri. Non trattata con il cloro, quest'acqua puo' causare colera, epatiti e tifo". |
Il documento riconosce che i rifornimenti di cloro sono "criticamente
bassi", dal momento che esso e' sottoposto ad embargo.
Anche il cibo ed i medicinali, si legge ancora, possono essere
contaminati, dal momento che "la lavorazione degli alimenti
e gli impianti elettronici e farmaceutici richiedono acqua
estremamente pura, priva di contaminanti biologici".
Possibili contromisure irachene per ottenere acqua potabile
Il documento enumera possibili
contromisure irachene per ottenere acqua pulita nonostante le
sanzioni.
"L'Iraq potrebbe trasportare l'acqua dalle riserve montane
ai centri urbani. Ma la possibilita' di ottenere quantita'
significative di tale acqua e' estremamente limitata",
afferma il documento. "La mancanza di stazioni di raccolta e
trasporto limitano drasticamente questa soluzione. Ed inoltre, la
mancanza di cloro non garantisce comunque un'acqua assolutamente
sicura. Alcuni iracheni benestanti potrebbero ottenere la
quantita' d'acqua potabile appena sufficiente ai loro bisogni piu'
immediati comprando acqua dalle fonti dell'Iraq del nord. Se
bollita, quell'acqua risulta sicura da consumare. Gli iracheni
piu' poveri o le industrie che abbisognano di grosse quantita' d'acqua
pura non saranno in grado di soddisfare i loro bisogni".
Il documento nega anche la possibilita' che gli iracheni possano utilizzare l'acqua piovana. "Le precipitazioni si verificano durante l'inverno e la primavera, ma esse avvengono principalmente nella zona montuosa del nord. Piogge sporadiche, talvolta violente, cadono anche in pianura, ma l'Iraq non puo' contare su di esse per il rifornimento di acqua sufficiente".
Come alternativa, "l'Iraq potrebbe cercare di convincere le Nazioni Unite o paesi individuali a consentire il passaggio di attrezzature per la purificazione dell'acqua per ragioni umanitarie", continua il documento. "Se tali tentativi falliscono, le alternative dell'Iraq non sono adeguate per le richieste nazionali".
Conseguenze: la fredda verita' Con linguaggio freddo, il documento parla delle conseguenze: "Dal momento che la scarsita' di acqua potabile non potra' essere rimediata se non attraverso la presenza di materiali chimici e membrane di desalinizzazione, la popolazione potrebbe incorrere in epidemie se non stara' molto attenta a bollire l'acqua". Il documento da' una tabella di marcia per la distruzione delle riserve d'acqua irachene: "La capacita' irachena di trattamento delle acque diminuira' gradualmente, piuttosto che decadere improvvisamente", esso dice. "Sebbene l'Iraq abbia gia' sperimentato una diminuzione della capacita' di trattare l'acqua, ci vorranno probabilmente sei mesi prima che il sistema sia completamente degradato". Questo documento, parzialmente declassificato nel 1995, ma non pubblicizzato, si trova nel web site del Pentagono, all'indirizzo www.gulflink.osd.mil . (Ho scoperto questo documento lo scorso autunno, ma i media l'hanno considerato di scarso interesse. Gli unici reporters che ne hanno scritto sono stati Felicity Arbuthnot, nel Sunday Herald scozzese, e Charley Reese, dell'Orlando Sentinel). Altri documenti del Pentagono, non ancora pubblicizzati, confermano il continuo monitoraggio, da parte USA del continuo degrado della situazione sanitaria irachena per mezzo dell'acqua contaminata. |
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Tale documento, datato 22 gennaio 1991, scrive: "L'aumento
dell'incidenza di malattie infettive sara' attribuito al degrado
della normale medicina preventiva, alla mancanza di attrezzature
adeguate, all'impossibilita' di purificare le acque. Ogni citta'
irachena che ha avuto danni simili alle infrastrutture, dovra'
affrontare gli stessi problemi".
Il rapporto menziona le malattie piu' comuni, dalla "diarrea
comune", causata dai batteri dell' E.coli, della shigella e
salmonella, o dai protozoi quali la giardiasi, che "colpira'
principalmente i bambini". Esso cita anche la possibilita'
di estese epidemie di tifo e colera.
Lo scoppio delle epidemie in Iraq
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Il secondo documento
della DIA, "Disease Outbreaks in Iraq", e'
datato 21 febbraio 1990, ma l'anno e' chiaramente un
errore tipografico. Esso stabilisce: "Le condizioni
sono favorevoli per lo scoppio di malattie contagiose,
specie nelle maggiori aree urbane interessate dai
bombardamenti della coalizione". E aggiunge: "La
prevalenza di mallattie infettive nei maggiori centri
urbani colpiti dalla coalizione (Baghdad, Basra) e'
aumentata moltissimo dall'inizio di Desert Storm ... Gli
attuali problemi di salute pubblica sono attribuibili
alla riduzione della normale medicina preventiva, alla
distruzione della rete elettrica e delle infrastrutture
pubbliche". Il documento enumera le "malattie piu' probabili durante il prossimo periodo di 60-90 giorni: malattie intestinali; insufficienza respiratoria acuta; tifo; epatite A (particolarmente infettati saranno i bambini); morbillo; difteria; pertosse; meningiti meningococciche; colera". Come il precedente, tale documento mette in guardia contro "l'uso propagandistico che l'Iraq potrebbe fare di tali epidemie". |
Il terzo documento, "Problemi medici in Iraq", datato 15 marzo 1991, afferma che "secondo un rapporto dell'UNICEF, la quantita' di acqua potabile in Iraq e' meno del 5% delle riserve originali, non vi sono strutture adeguate per il trattamento dell'acqua e per lo scarico fognario e i disturbi intestinali sono 4 volte superiori ai livelli di guardia. Inoltre, si stanno propagando i disturbi respiratori e le infezioni, a danno soprattutto dei bambini piu' piccoli, per i quali sono fatali".
Lo scoppio delle epidemie nei campi profughi
Il quarto documento e' datato
maggio 1991, ed analizza la situazione dei campi profughi. L'introduzione
stabilisce: "Colera e morbillo si propagano velocemente nei
campi profughi, come altre malattie causate dalla contaminazione
dell'acqua". Il quinto documento, datato giugno 1991, e'
ancora pesantemente censurato. Tutto cio' che si puo' dire e' che
la DIA invio' una fonte "per controllare le condizioni
sanitarie e determinare i piu' importanti bisogni medici in Iraq.
Le fonti osservarono che il sistema medico iracheno era in totale
sfacelo, le attrezzature erano andate perdute e tutti i
rifornimenti di farmaci erano al di sotto della soglia della
sufficienza".
In uno dei campi profughi, "circa l'80% della popolazione
era colpito da malattie gastro-intestinali, e le malattie
infettive erano in aumento. Le gastro-enteriti hanno ucciso
migliaia di bambini ... Nel sud, l'80% dei morti erano bambini,
ad eccezione di al-Amarah, in cui il 60% dei morti erano bambini".
Contraddizioni
Il documento finale e' datato 15
novembre 1991 e tende a minimizzare l'estensione dei danni.
"Anche se la diffusione di malattie endemiche e infettive in
Iraq e' sicuramente piu' alta rispetto al periodo precedente la
guerra, non e' ai livelli catastrofici che alcuni gruppi
denunciano. Il regime iracheno gonfia i dati per i suoi scopi
politici".
Il rapporto prosegue addossando, ovviamente, la colpa di tutto a
Saddam: "La scarsita' di attrezzature mediche e' il
risultato dell'accaparramento governativo, della distribuzione
selettiva e del furto di risorse mediche domestiche ed
internazionali". E aggiunge: "La riesumazione di un
programma di sanita' pubblica ... dipende interamente dal governo
iracheno".
Come illustrano questi documenti, gli USA sapevano perfettamente che le sanzioni avevano la capacita' di devastare il sistema di purificazione delle acque irachene. Essi sapevano quali sarebbero state le conseguenze, soprattutto in termini di vite umane sacrificate e di mortalita' infantile e si preoccuparono piu' dell'incubo delle pubbliche relazioni per Washington che dell'incubo reale che le sanzioni portavano nella vita di tanti innocenti.
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Distruggere le installazioni idriche: la Legge Internazionale La Convenzione di Ginevra e' assolutamente chiara. In un protocollo del 1979 relativo alla "protezione delle vittime di conflitti armati", l'articolo 54 stabilisce: "E' proibito attaccare, distruggere, rimuovere o rendere inutilizzabili oggetti indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile, come riserve di cibo, raccolti, bestiame, installazioni e rifornimenti idrici allo scopo specifico di negarli alla popolazione civile per il loro valore di sussistenza, qualunque sia il motivo, sia allo scopo di affamare i civili, sia per costringerli ad andare via, sia per ogni altro motivo". Ma cio' e' precisamente
cio' che ha fatto il governo USA, con l'aggravante della
premeditazione. Le sanzioni, imposte per un decennio su
insistenza degli USA, costituiscono una violazione della
Convenzione di Ginevra, il cui scopo e' stato quello di
degradare l'esistenza dei civili iracheni attraverso la
distruzione dei sistemi idrici. |
Nell'ultimo decennio, Washington
ha inasprito le sanzioni, continuando ad approvare l'embargo sui
materiali chimici in grado di purificare le acque irachene.
La scorsa estate, il parlamentare Tony Hall, democratico dell'Ohio,
scrisse una lettera all'ex-Segretario di Stato Madeleine Albright,
in cui denunciava: "La prima causa di morte tra i bambini al
di sotto dei cinque anni, la gastroenterite, ha raggiunto
proporzioni epidemiche ed uccide oggi quattro volte piu' che nel
1990 ... Vi invito a valutare la vostra decisione contro le
malattie e le morti che sono l'inevitabile risultato della
mancanza di acqua potabile e dei livelli minimi di sanita'".
Da piu' di dieci anni, gli Stati
Uniti perseguono deliberatamente la politica della distruzione
del sistema di trattamento idrico in Iraq, ben sapendo gli
effetti che cio' ha sulle vite irachene. Le Nazioni Unite hanno
stimato che piu' di 500.000 bambini iracheni sono morti a causa
delle sanzioni e che circa 5000 bambini continuano a morire, ogni
mese, per la stessa ragione.
Nessuno potra' dire che gli USA non sapevano quello che facevano.
| Tutti i documenti della DIA menzionati nell'articolo possono essere consultati al sito Gulflink del Dipartimento della Difesa: www.gulflink.osd.mil |
traduzione a cura di www.arabcomint.com