"Stop De Bezetting"
"End the Occupation"

 

 

Le intimidazioni e le minacce collettive continuarono, ma Gretta Duisenberg fece cio' che molti avrebbero dovuto fare molti anni fa: rompere il circolo vizioso.
Nel passato recente, i media europei ed americani, manovrati dalle organizzazioni filosraeliane, le quali hanno grosso peso ed autorita' su diversi governi, hanno oscurato il punto di vista palestinese. Gruppi che difendono la causa della Palestina sono spesso censurati e diffamati. Sono accusati di antisemitismo e di simpatizzare per i "terroristi".

Quello che e' cambiato negli ultimi anni, e particolarmente in questi ultimi due anni di rivolta palestinese, non e' l'argomento diffamazione|censura, e neanche la calunnia intellettuale. Cio' che e' cambiato e' il fatto che coloro che prendevano le distanze dalla questione palestinese stanno diminuendo sempre piu'. Sempre piu' gente osa sfidare la macchina israeliana di intimidazioni e minacce.

E' semplice: nulla dura per sempre, neanche l'abilita' di Israele di nascondere i suoi misfatti piangendo.
Antiemitismo. L'ex primo ministro israeliano Abba Eban, morto recentemente dopo una vita di lotte e sforzi sovrumani spesi per la creatura "Israele", ha lasciato un famoso detto, morto molto tempo prima di lui. In un articolo del New York Times del 1975, Eban dichiaro': "Non c'e' differenza tra l'antiemitismo e la negazione dello stato d'Israele".

Certo, il governo israeliano ed i suoi supporters attorno il globo ricorrono alla stessa logica obsoleta, ma grazie all'abnegazione del popolo palestinese ed a causa delle atrocita' commesse dall'esercito israeliano, stanno uscendo allo scoperto individui coraggiosi, forti e immaginifici in supporto della Palestina. Uno di essi e' Gretta Duisenberg, una rispettabile signora olandese, una importante attivista per i diritti umani e moglie di uno degli uomini piu' potenti d'Europa, Wim Duisenberg, capo della Banca Centrale Europea.

L'espressione di solidarieta' con i palestinesi di Gretta Duisenberg non ha altre motivazioni, a differenza di molte celebrita' hollywoodiane le cui carriere crescono in proporzione ai loro pellegrinaggi in Israele. Commossa, come milioni di altri individui in tutto il mondo, dalla crudelta' israeliana nei Territori palestinesi occupati, lo scorso aprile Gretta acquisto' una grande bandiera palestinese e la porto' con orgoglio ad una manifestazione per la Palestina ad Amsterdam, il 13 aprile scorso.

La partecipazione di Gretta alle sofferenze del popolo palestinese non termino' con la manifestazione, poiche' ella espose la stessa bandiera al balcone del suo appartamento di Amsterdam per diverse settimane. "Sono addolorata per il modo in cui l'Olanda e l'Europa hanno risposto a cio' che il governo Sharon sta facendo ai palestinesi", dichiaro' al quotidiano olandese De Telegraaf.

Non c'e' alcun dubbio sul fatto che l'azione di Gretta sia stata motivata dalla sua ammirazione per la lotta palestinese, dal suo rifiuto per i terribili abusi commessi dal governo israeliano, dal silenzio dell'Europa e dall'indifferenza del suo stesso governo verso le atrocita' che si moltiplicavano in Palestina. Invece la sua azione fu considerata in maniera diversa da coloro che non ammettono critiche verso lo stato d'Israele.

Gretta fu subito accusata di antisemitismo, secondo una criminale denuncia esposta contro di lei da una organizzazione ebraica, la "Federatief Joods Nederland". Duisemberg si senti' oltraggiata dall'accusa. "Sciocchezze", replico' a coloro che ricorrevano alla tipica accusa, "un antisemita e' colui che nega l'esistenza stessa degli ebrei, cosa che io non faccio".

Ma le "sciocchezze" non finirono li'. Il marito di Gretta Duisenberg fu fortemente pressato a prendere le distanze dalla coraggiosa presa di posizione di sua moglie. L'organizzazione ebraica olandese minaccio' di ricorrere alla sua omologa newyorkese, il World Jewish Congress, per cercare di fare in modo che Wim Duisenberg fosse dichiarato "persona non grata" o "indesiderabile" negli Stati Uniti.

Le intimidazioni e le minacce collettive continuarono, ma Gretta Duisenberg fece cio' che molti avrebbero dovuto fare molti anni fa: rompere il circolo vizioso. Semplicemente, rifiuto' di lasciarsi intimidire. Al contrario, intensifico' la sua campagna a favore del popolo palestinese.

Attraverso il suo gruppo d'azione, "Stop De Bezetting" (Stop all'Occupazione), Gretta fece voto di continuare la sua opera a favore della Palestina, iniziata con il semplice esporre la bandiera dal suo balcone. E cosi' decise di impegnarsi direttamente sul campo, nei Territori palestinesi occupati. Ma il suo viaggio in Palestina, deciso per questo mese di novembre, e' stato annullato, a causa di pressioni di gruppi di destra, i quali accusavano il governo olandese di contribuire a parte delle spese per una missione di "attivismo a senso unico".

Ancora indenne nonostante la campagna di odio montata contro di lei, Gretta ha dichiarato che la sua visita in Palestina sara' organizzata in maniera indipendente per il prossimo gennaio. Secondo la Associated Press, il governo israeliano ha affermato che non blocchera' la Duisenberg ne' le impedira' di incontrarsi con i palestinesi, anche se l'attivismo olandese non e' "il benvenuto".

Gretta Duisenberg non e' semplicemente la donna che ha alzato una bandiera, o la protagonista di notizie controverse. Lei e' un membro di una promettente generazione che delinea nuovi standards, che cambia le regole del gioco. Gretta Duisenberg ha posto la sua umanita' al di sopra degli interessi personali. Non ha capitolato di fronte alle pressioni dei suoi opponenti e non capitolera'. Possiamo solo sperare che voci come la sua non canteranno piu' da sole, e che un coro continuera' a gridare in tutto il mondo: "Stop de Bezetting", "stop all'occupazione".

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