STORIA ANTICA DELLA PALESTINA
I più antichi ritrovamenti umani, scoperti a sud del lago di Tiberiade, risalgono al 600000 a.C. Dal 10.000 al 5000 a.C comunità di agricoltori cominciano a stabilirsi in Palestina, come testimoniano I manufatti in pietra e rame rinvenuti a Gerico e nei pressi del Mar Morto. Intorno al 3000 a.C vi si stanziano I Cananei, che fondano la prima grande civiltà urbana, rappresentata dalla città di Ebla, la più antica del mondo, secondo gli archeologi. Dal 1800 a.C la Palestina subisce le prime migrazioni di popoli nomadi provenienti dalla Caldea e dalla Mesopotamia e di un popolo marinaro proveniente da Creta, I Filistei I quali si stabiliscono lungo la costa, dando vita alla “pentapoli filistea”. Gli Ebrei, una popolazione nomade e dedita prevalentemente alla pastorizia proveniente da Ur in Caldea,si stabilisce nel deserto del Negev, nel Sinai e nel deserto arabo ma, in seguito ad una carestia, si sposta nel vicino Egitto dove, sotto gli Hyksos, raggiunge una certa prosperità. Caduti in disgrazia presso I successori degli Hyksos e ridotti in schiavitù, intorno al 1250 a.C, gli Ebrei ritornano in Palestina, dando inizio ad una serie di aspre lotte con gli indigeni Cananei e con I Filistei, civilta' cittadine e molto piu' sviluppate, che mal sopportano l'arrivo in Palestina di queste tribu' nomadi. Sotto Saul e David, le tribu' israelitiche sembrano trovare una certa unita', e, per la prima volta nella storia ebraica, si forma il regno di Israele, un piccolo regno tribale, a giudicare dalla scarsita' di documenti storici e di reperti archeologici ritrovati, subito divisosi in due piccoli tronconi, il regno di Giuda e di Israele, stanziatisi in parte dell'entroterra palestinese. Nella Palestina costiera e collinare, i popoli del mare e gli indigeni cananei danno vita ad una serie di citta' stato che, vivificate dall'incontro con i Fenici, fanno del commercio marittimo e dell'agricoltura la fonte della loro prosperita'. Nel 722 la Palestina viene conquistata dagli Assiri, che deportano gli Ebrei in Mesopotamia. Sotto il dominio persanio di Babilonia, gli Ebrei godono di diversi privilegi : gli si consente di tornare in Palestina, ma molti scelgono di restare in Mesopotamia; in Palestina rappresentano una minoranza. Nel 333 a.C il Medio Oriente viene conquistato da Alessandro Magno, che crea un impero comprendente sia la Mesopotamia che la Palestina. Cominciano ad affacciarsi sulla scena mediorientale I Romani che fomentano la rivolta dei Maccabei per estirpare la presenza greca dalla Palestina. Nel 63 a.C il generale Pompeo conquista l’area siro-palestinese, che diventa provincia romana e che tale resterà fino al 395 d.C. Alcune rivolte ebraiche vengono soppresse con la violenza, finchè un decreto romano interdice ed espelle i Giudei da Gerusalemme; questi si disperdono per tutto il Medio Oriente, Grecia, fino a Roma. Con l'impero bizantino (naturale continuazione di quello romano), la Palestina, in quanto luogo di nascita di Gesù, ha grande considerazione, ma gli imperatori bizantini conducono una politica di persecuzioni contro gli Ebrei, considerati come coloro che avevano rigettato Gesù. Nel 638 d.C , Omar ibn al-Khattab, secondo Califfo dell'Islam entra in Gerusalemme dopo la defezione del languente e corrotto esercito bizantino. La maggior parte della popolazione palestinese condivide con i nuovi arrivati ceppo razziale e linguistico, essendo entrambi di stirpe semitica. Durante il periodo Omayyade, la Palestina e Gerusalemme conoscono grande prosperità: i simboli della nuova Gerusalemme divengono le moschee di Omar e di Al-Aqsa ed alla fine della dinastia Omayyade, nel 750, la grande maggioranza dei palestinesi si sono convertiti all'Islam, anche se permangono comunità ebraiche e cristiane. Dopo la triste parentesi delle Crociate, e dopo l'invasione da parte dei popoli delle steppe, la Palestina resta provincia dell'impero islamico Ottomano fino al 1914.
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