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PRIMA
BUGIA: E' COLPA DI
SADDAM SE SONO MORTI MEZZO MILIONE DI BAMBINI.
SADDAM POTREBBE NUTRIRE IL SUO POPOLO SE
COMPRASSE CIBO INVECE DI ARMI
"Piu'
di un milione di iracheni - 500.000 di essi,
bambini - e' morto come conseguenza diretta
dell'embargo. Il 12% dei bambini di Baghdad e'
morto, il 28% malato, il 29% denutrito" (FAO,
dicembre 1995).
Tutto
il denaro ricavato dalla vendita di petrolio
viene gestito da ispettori dell'ONU, il 40% del
quale viene trattenuto per riparazioni di guerra
e sostentamento delle Nazioni Unite. E' solo da
pochi mesi che Washington ha permesso il
passaggio di viveri di prima necessita' e
medicinali dopo una chiusura di anni. Per dieci
anni e' stato imposto il veto sull'importazione
di cloro per disinfettare l'acqua e di attrezzi
agricoli e per ricostruire la rete elettrica in
tutto il paese.
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Un
rapporto del New York Times (2/11/01) rivela che vengono
trattenuti miliardi di dollari sulla vendita del petrolio.
Le vendite di petrolio hanno ottenuto un ricavo di 4
miliardi di dollari l'anno: l'ONU ha trattenuto il 35%
del ricavato, lasciando al popolo iracheno 2.6 miliardi
di dollari, divisi per una popolazione di 20 milioni di
abitanti. Ogni iracheno, dunque, ha ricavato 130 dollari
l'anno, il che vuol dire 36 centesimi al giorno per
compare cibo e medicine. E si tenga conto del fatto che
il governo iracheno ha bisogno di parte di questo
ricavato per la ricostruzione delle infrastrutture (acquedotti,
ponti, fabbriche, strade, rete telefonica ed elettrica).
A parte tutto cio', gli USA hanno impedito che l'Iraq
riorganizzasse la sua attivita' agricola con il blocco
assoluto imposto a tutti i prodotti chimici e meccanici (fertilizzanti,
insetticidi, macchine agricole)
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SECONDA
BUGIA:
SE
L'IRAQ PERMETTESSE L'ISPEZIONE DEI COMMISSARI
INTERNAZIONALI SUI DEPOSITI DI ARMI DI
DISTRUZIONE DI MASSA, L'EMBARGO TERMINEREBBE.
L'IRAQ DEVE DIMOSTRARE CHE NON POSSIEDE ARMI DI
DISTRUZIONE DI MASSA
Non
c'e' alcuna connessione tra le ispezioni e le
sanzioni sull'Iraq, e, di conseguenza, non vi e'
alcun incentivo affinche' l'Iraq permetta tali
ispezioni.
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In
realta' gli USA utilizzano le ispezioni come un grilletto
per l'attacco. Le ispezioni non solo solo inutili (nessun
governo al mondo utilizzerebbe siti da ispezionare per
costruire armi chimiche e biologiche) ma e' stato
provato, anche attraverso denunce di ispettori stessi,
che esse non sono in alcun modo correlate all'imposizione
dell'embargo. In altre parole, l'embargo sull'Iraq andra'
avanti, come asseri' Clinton, "fino alla fine dei
tempi, o, almeno, fino alla fine di Saddam".
Madeleine Albright affermo', nel 1997, che gli USA "non
erano d'accordo con quei paesi i quali affermavano che,
se l'Iraq avesse assolto ai suoi obblighi internazionali
in merito alle armi di distruzione di massa, le sanzioni
avrebbero dovuto essere alleggerite".
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TERZA
BUGIA:
L'IRAQ
NON ACCETTO' L'ISPEZIONE DEI COMMISSARI
INTERNAZIONALI. ECCO PERCHE' L'AMERICA COMINCIO'
I BOMBARDAMENTI
L'Iraq,
in realta', permise ispezioni dal 1991 al 1998,
ma Washington non alleggeri' la pressione
economica e militare. Scott Ritter, ex-ispettore
dell'UNISCOM, disse ai microfoni della CNN:
"In termini di programmi a larga scala di
armi di distruzione di massa, queste sono state
fondamentalmente eliminate e smantellate dagli
ispettori fin dal 1996, sicche' oggi (1998) la
situazione sul terreno e' completamente sotto
controllo". In quello stesso anno,
Washington chiese l'accesso ai files personali
governativi, cioe' alla struttura del potere
politico iracheno. Saddam capi' che le richieste
americane sarebbero via via aumentate senza
alcuna contropartita, ossia senza alcun
alleggerimento dell'embargo.
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QUARTA
BUGIA: L'EMBARGO NON
E' DIRETTO CONTRO LA POPOLAZIONE IRACHENA, MA
CONTRO IL SUO GOVERNO
La
Gran Bretagna e gli USA hanno imposto all'Iraq un
piano di "pace" che prevedeva ispezioni
continue in cambio di nulla. La Russia e la
Francia suggerirono un piano che prevedeva la
fine dell'embargo in cambio delle ispezioni
continuate da parte degli ispettori del WMD.
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A
cio' Washington ha risposto con un no secco a tutte le
ipotesi di alleggerimento dell'embargo, non importa quali
fossero i passi dell'Iraq, fintantoche' Saddam restava al
potere. Le cifre drammatiche dell'embargo parlano chiaro:
la popolazione irachena soffre di denutrizione cronica.
Una popolazione che, prima della guerra, vantava i piu'
alti standars di livello di vita in tutto il Medioriente,
sta regredendo verso l'eta' della pietra. L'impatto piu'
notevole e' sui bambini: si calcola che le privazioni di
cure, assistenza sanitaria, cibo e medicinali produrra'
una prossima generazione di iracheni mentalmente
ritardati, con grossi problemi comportamentali e fisici.
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QUINTA
BUGIA: LE NAZIONI
UNITE HANNO DECRETATO L'EMBARGO. WASHINGTON L'HA
SOLO RINFORZATO
In
realta' molte nazioni desideravano interrompere
l'embargo e permettere il passaggio di beni non
militari. Il veto imposto dagli USA ha sempre
bloccato qualsiasi iniziativa in tal senso (UPI,
11/1/00). Quando nel 1990 fu imposto l'embargo,
uno tra i piu' brutali mai imposti ad un paese in
epoca moderna, nessuno intendeva che dovesse
durare a vita. Tale embargo contravviene alla
Carta delle Nazioni Unite, ed alle Convenzioni
dell'ONU sui diritti umani e sui diritti del
bambino. L'attacco unilaterale all'Iraq e'
totalmente illegale, incostituzionale e
contravviene alla Carta delle Nazioni Unite ed a
quella di Norimberga.
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SESTA
BUGIA:
SE
NON BOMBARDIAMO L'IRAQ, QUESTI USERA' LE SUE ARMI
DI DISTRUZIONE DI MASSA CONTRO I SUOI VCINI, IN
PARTICOLARE CONTRO ISRAELE
Saddam
non ha usato tali armi durante la Guerra del
Golfo, quando la popolazione irachena veniva
attaccata da tutti i paesi del mondo e non lo
farebbe mai, seppure possedesse tali armi.
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Per
contro, i vicini prossimi dell'Iraq, la Turchia ed
Israele, non soltanto possiedono armi di distruzione di
massa (Israele possiede addirittura oltre 200 testate
nucleari mai ispezionate) ma le utilizzano, contri i
curdi e contro i palestinesi. Il prossimo attacco
all'Iraq non sara' fatto dunque per impedire l'utilizzo
di tali armi, ma semplicemente per smembrare un paese
gia' devastato, dividerlo in tre tronconi guidati
possibilmente da governi fantoccio, eliminare qualsiasi
possibilita' che possa esservi una nazione, in
Medioriente, in grado di poter competere con Israele,
mantenere l'intero Medioriente in uno stato di
soggezione, dipendenza, instabilita'.
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