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Tracce
di veleno |
| Israele, non l'Iraq, e' il primo paese dell'area ad aver usato armi di distruzione di massa con intenti genocidi. Salman Abu-Sitta* scava in questa buia storia |
AVVELENAMENTO DELLE
FORNITURE IDRICHE AD AKKA: Dopo l'occupazione sionista di
Haifa il 23 aprile 1948, sotto il naso delle forze
mandatarie britanniche guidate dal Generale Stockwell, un
uomo storicamente screditato per i suoi fallimenti,
migliaia di uomini si diressero ad Akka, la citta' vicina
ed il prossimo obiettivo sionista. Akka era ancora sotto
il controllo delle forze britanniche. I sionisti
assediarono la citta' dalla parte terrestre e
cominciarono a tempestare la popolazione con colpi di
mortaio giorno e notte. Famosa per le sue storiche mura,
Akka resistette per molto tempo. Le forniture d'acqua
alla citta' giungevano da un villaggio vicino, Kabri, 10
km a nord, attraverso un acquedotto. I sionisti
iniettarono agenti tifoidi nell'acquedotto ad un punto
intermedio che passava attraverso gli insediamenti
sionisti. (vedi mappa). Di particolare importanza sono i verbali di una conferenza d'emergenza sull'epidemia tenuta all'Ospedale della Croce Rossa Libanese di Akka il 6 maggio. All'incontro parteciparono il brigadiere Beveridge, capo dei servizi medici britannici, il colonnello Bonnet dell'esercito britannico, il dottor MacLean del Servizio Medico, il signor de Meuron, delegato della CICR, ed alti dirigenti della citta'. I verbali stabilirono che almeno 70 civili erano tra le vittime, ma molti altri potevano non essere stati registrati. Si stabiliva, inoltre, che l'epidemia aveva avuto origine dall'acqua e non dalle precarie condizioni igieniche, come sostenevano gli israeliani. Si decideva che ulteriori rifornimenti d'acqua dovessero provenire da pozzi artesiani o stazioni agricole a nord di Akka e non dall'acquedotto. Fu utilizzata soluzione clorina, la popolazione comincio' ad essere vaccinata, i profughi furono sottoposti a rigorosi controlli (essi avrebbero potuto allargare l'epidemia ai campi profughi del Libano, come i sionisti avrebero voluto). In altri rapporti, de Meuron menziono' 55 contagi tra i soldati britannici, che furono trasportati a Port Said ed ospedalizzati. Il Generale Stockwell chiese a de Meuron di arrivare a Gerusalemme con volo militare per recuperare i medicinali. I britannici, che avevano lasciato la Palestina nelle mani dei sionisti, non volevano che altri imbarazzanti incidenti ritardassero la loro partenza. Il Brigadiere Beveridge disse a de Meuron che "era la prima volta che capitava in Palestina". Questo smentisce la pretesa israeliana, condivisa anche dallo storico israeliano Benny Morris, che l'epidemia fosse dovuta a "condizioni igieniche precarie dei profughi". Se fosse stato cosi', come mai lo stesso numero di soldati britannici fu contagiato? E come mai tali condizioni non causarono epidemie in simili concentrazioni di profughi in condizioni ancora piu' precarie, come a Jaffa, Lydda, Nazareth e Gaza? Il delegato della CICR
ammiro' grandemente gli sforzi eroici dei medici
palestinesi, al-Dahhan e al-Araj, dell'ospedale della
Croce Rossa Libanese ad Akka, del dottor Dabbas e della
signora Bahai di Haifa. Il luogotenente Petite,
un osservatore francese dell'ONU, riporto' che l'esercito
si dedico' a saccheggi sistematici delle case palestinesi,
rubando mobilio, abiti e tutto cio' potesse servire ai
nuovi immigrati ebrei. In parte, i saccheggi furono parte
di "un piano sionista per impedire il ritorno dei
profughi". Il luogotenente Petite riporto' che i
sionisti uccisero 100 civili arabi che si rifiutavano di
lasciare le loro case. L'AVVELENAMENTO DI GAZA: Due settimane dopo il "successo" di Akka, i sionisti colpirono di nuovo. Questa volta a Gaza, dove avevano trovato rifugio centinaia di migliaia di profughi dopo che i loro villaggi della Palestina del sud erano stati occupati. La fine fu comunque differente. Il seguente cablogramma fu inviato dal comandante delle forze egiziane in Palestina al Quartier Generale del Cairo: "24 maggio [1948], ore 15:20. Le nostre forze dell'intelligence hanno catturato due ebrei, David Horeen e David Mizrahi, che gironzolavano intorno alle postazioni dell'esercito. Sono stati interrogati ed hanno confessato di essere stati inviati dall'ufficiale Moshe per contaminare le riserve d'acqua dell'esercito. Portavano con se' bottiglie d'acqua divise a meta'. La parte superiore era riempita d'acqua potabile, mentre la parte inferiore era piena di liquido contaminato con agenti di tifo e dissenteria, equipaggiata con un'apertura sul retro da cui il liquido poteva essere rilasciato. Hanno confessato di essere parte di un team di 20 elementi inviati dal Rehovot con lo stesso obiettivo. Entrambi hanno scritto la confessione in ebraico e l'hanno firmata. Abbiamo preso le necessarie precauzioni mediche". Nel Diario di Guerra di Ben Gurion, il 27 maggio 1948, viene segnata questa nota: [Il Capo di Stato Maggiore Yigel Yadin] ha raccolto un cablogramma da Gaza il quale sosteneva che erano stati catturati due ebrei con germi della malaria e dava istruzioni di non bere acqua". Cio' e' tipico della visione obliqua della storia da parte di Ben Gurion. Lui era pienamente consapevole del peso della storia allorche' tali crimini fossero stati scoperti. Il processo di Norimberga si era tenuto appena tre anni prima. Molto di piu' su tale cablogramma viene invece detto nel libro di Yeruham Cohen, Nel buio del giorno e della notte, Tel Aviv, 1969, pg 66-68. I criminali furono giustiziati tre mesi dopo. Il 22 luglio 1948, l'Alta Commissione Araba [palestinese] sottopose alle Nazioni Unite un rapporto in 13 pagine in cui si accusavano i sionisti di utilizzare armi "disumane", mirando al genocidio mediante l'uso di batteri e germi, sviluppati in laboratori speciali. Il rapporto accusa inoltre i sionisti (il termine Israele non viene mai adoperato) di aver diffuso il colera in Egitto e Siria nel 1947-48. La storia fu ripresa dal superpremiato giornalista del New York Times Thomas J.Hamilton e pubblicata il 24 luglio 1948. Essa dimostra che l'Egitto e la Siria erano gia' entrate nel campo di "operazioni" da parte dei sionisti. IL COLERA IN EGITTO E
SIRIA: L'estate del 1947 fu fervida di attivita'
diplomatiche. La Speciale Commissione delle Nazioni Unite
sulla Palestina (UNSCOP) era occupata in tours
diplomatici in Palestina e paesi arabi per proporre la
partizione della Palestina cosi' che la nuova comunita'
di immigrati ebrei, che controllava solo il sei per cento
della Palestina mandataria, ottenesse oltre la meta' del
territorio (circa il 54%) per fondarvi uno stato estero
nel mezzo della terra araba. Nel suo rapporto di 220 pagine continuamente aggiornate, intitolato "Bioterrorismo e biocrimini: l'uso illecito degli agenti biologici a partire dal 1900", datato febbraio 2001, il dott. W. Seth Carus del Centro per la ricerca sulla controproliferazione, Universita' della Difesa Nazionale, Washington DC, lista il seguente sottotitolo a pg.87: "Caso 1947-01: Terrorismo sionista 1947-48". In tale sezione, egli
sostiene che l'epidemia di colera in Siria ed Egitto ebbe
molta attenzione da parte della stampa internazionale. Il
primo articolo sul colera in Egitto apparve sul Times di
Londra il 26 settembre 1947. Fino all'ultimo caso apparso
nel gennaio 1948, morirono 10.262 persone. L'articolo
dichiara che l'epidemia in Siria fu molto piu' limitata,
con pochi casi in due cittadine a sud di Damasco, presso
il confine con la Palestina. In quel caso, l'esercito
siriano formo' un cordone sanitario e le vittime furono
davvero limitate. Poco dopo, il giornale di Beirut in
lingua francese, Orient, riporto' che erano stati
arrestati molti agenti sionisti, colpevoli di aver
diffuso il colera per impedire la mobilitazione dell'esercito
dei volontari. Il loro destino e' sconosciuto. COME BEN GURION COMINCIO' TUTTO QUESTO? Il 4 maggio 1948, Ben Gurion scrisse una lettera a Ehud Avriel, un operatore in Europa della Jewish Agency, chiedendogli di arruolare scienziati ebrei dell'Europa dell'est per "aumentare la nostra capacita' di uccidere le masse o di curare le masse; entrambe sono importanti". Questa citazione tronca e' data da Avner Cohen il quale cita un autore del Centro di Ricerca Ben Gurion a Sdeh Boker. Per capire il significato di questa citazione, dobbiamo ricordare la dottrina di Ben Gurion: la distruzione della societa' palestinese in Palestina e' la condizione necessaria per la creazione dello stato d'Israele sulle sue rovine. Come corollario a questa dottrina, la pulizia etnica divenne parte integrante del sionismo. Se non fosse stato possibile "rimuovere" i palestinesi con i massacri e le espulsioni, sarebbero stati "rimossi" con lo "sterminio". Tali parole sono usate specificamente nella lettera dell'ACA menzionata precedentemente. Il termine "sterminio" e' stato usato raramente dagli arabi riguardo il loro destino. Gli orrori dell'Europa erano lontani o forse non ben conosciuti. Il riferimento di Ben Gurion a "curare le masse" e' un altro trucco della sua visione distorta della storia. Nessun paese arabo, nel 1948, aveva la capacita' o la volonta' di causare "assassinio di massa" degli ebrei usando armi biologiche. Come avvenne, fu Ben Gurion il primo ad utilizzare tali armi. La sua eredita', amplificata e raffinata, persevera fino ad oggi. Avendo creato Israele
nel mezzo del mondo arabo, Ben Gurion era determinato a
raggiungere questo straordinario obiettivo malgrado tutto.
"Siamo inferiori agli altri popoli in quanto a
numero", rimarco', "ma nessun altro popolo ci e'
superiore in quanto ad abilita' intellettuale'. Con lo spopolamento di 530 villaggi e citta' palestinesi durante la Catastrofe del 1948, molte case rimaste vuote furono "regalate" agli immigrati ebrei, che ne presero possesso negli anni '50. Il Capo di Staff Yigal Yadin seleziono' per la nuova unita' sullo sviluppo di armi biologiche una villa situata in un grande giardino di aranci ad ovest di Nes Ziona. Questa unita', conosciuta con il nome di Istituto Israeliano di Ricerca Biologica (IIBR), e' ancora oggi sita in quel luogo. La costruzione e' stata ampliata e circondata da un muro alto tre metri, sensori e torrette di controllo. Mentre l'IIBR
rappresenta il fronte di un'istituzione scientifica, che
produce documenti "puliti" e viene invitata
alle conferenze scientifiche, le vere armi biologiche
vengono sviluppate all'interno dell'istituto, in un
centro altamente classificato (Machon 2, uno di quattro)
fondato e controllato direttamente dal ministro della
difesa. Subito dopo gli avvelenamenti a Akka e Gaza, Ben Gurion lancio' un progetto per sviluppare una "capacita' non convenzionale economica" nel 1955. Perche' questa fretta? Come riporta Cohen, Munia Mardor, fondatore del RAFAEL (Autorita' Israeliana per lo sviluppo degli armamenti), disse che Ben Gurion "era evidentemente preoccupato di non rispettare le scadenze che aveva stabilito, e del fatto che, se il nemico avesse ottenuto tale capacita', Israele non avrebbe posseduto deterrenti". Si scopri' poi che la fretta era per rispettare la scadenza dell'Aggressione Tripartita a Suez nel 1956. Ben Gurion era pronto a bombardare l'Egitto con armi biologiche se la sua campagna fosse fallita. Come se non fosse abbastanza, quello stesso anno Israele firmo' un accordo con la Francia per costruire un programma nucleare. L'emissario di Ben Gurion in Francia non era altri che il "pacifico diplomatico" Shimon Pensky (Peres).
Questo fu il luogo
scelto da Yigal Yadin per le sue ricerche sulle armi
biologiche. La villa di Shukri al-Taji divenne la sede
dell'IIBR. Il sito web dell'Istituto (www.iibr.gov.il)
mostra con orgoglio nella pagina iniziale l'entrata della
costruzione, la quale non e' altro che la villa di Shukri,
con la sua facciata ad archi ed alti alberi rigogliosi.
Shukri mori' di crepacuore al Cairo meno di dieci anni
dopo, da profugo. CACCIA AI COLPEVOLI:
Sara Leibovitz-Dar e' una pignola giornalista
investigativa. Il trauma sperimentato dai suoi genitori
nella nativa Lituania lascio' un segno indelebile in lei.
Caratterialmente, aborrisce le ingiustizie e, soprattutto,
l'accettazione di esse. Sara investigo' sugli
avvelenamenti di Gaza ed Akka e sull'abbattimento di un
aereo civile libico. Lo storico militare israeliano Uri
Milstein identifico' per lei i nomi degli ufficiali
responsabili di crimini biologici. Anche l'ufficiale responsabile dei fatti di Gaza rifiuto' di risponderle. "Non otterra' alcuna risposta a queste domande, ne' da me ne' da altri". Sara insiste'. Chiese al colonnello Shlomo Gur, ex-capo dell'HEMED, se fosse stato al corrente delle operazioni segrete a Gaza nel 1948. "Abbiamo avuto notizia delle epidemie di tifo a Akka e delle operazioni di Gaza. Vi erano molte voci, ma non posso confermare se esse fossero vere o no", rispose. Queste dichiarazioni
furono pubblicate su Hadashot con il titolo "Microbi
al servizio dello stato" il 13 agosto 1993. Sara,
che oggi lavora per Ha'aretz, concluse l'articolo con il
commento seguente: Non tutti hanno paura di
parlare. Naim Giladi e' un ebreo iracheno adescato in
Israele da agenti del Mossad nei primi anni '50. Con lo
zelo e la dedizione di un novello sionista, scopri'
immediatamente che, all'interno dell'establishment
ashkenazita "non c'erano molte opportunita' per
quelli di noi che erano cittadini di seconda classe",
come disse all'editore di The Link di New York,
dove emigro' dopo aver lasciato Israele. "Cominciai
a scoprire i metodi barbarici di come liberarsi del
maggior numero possibile di palestinesi. Il mondo oggi
inorridisce al pensiero della guerra batteriologica, ma
Israele e' stato probabilmente il primo ad usarla in
Medioriente. Le forze ebraiche "svuotavano" i
villaggi palestinesi uccidendo dozzine di giovani,
minacciando gli altri ed avvelenando con batteri di tifo
e dissenteria le sorgenti d'acqua, cosicche' i profughi
non potessero tornare a casa" (The Link,
Vol.31, numero 2, Aprile-Maggio 1998). L'INVESTIGAZIONE
OLANDESE: Il 4 ottobre 1992, alle ore 6.21, il volo 1862
della El Al lascio' l'aeroporto Schiphol di Amsterdam per
Tel Aviv, con a bordo tre membri dell'equipaggio, un
passeggero e 114 tonnellate di merce. Sette minuti dopo,
si schianto' su di un palazzo di Bijlmer. Il volo 1862
della El Al divenne il peggiore disastro aereo nella
storia olandese: esso provoco' la morte di almeno 47
persone (il numero esatto e' sconosciuto, dal momento che
nell'area vivevano molti immigrati) e distrusse la salute
di oltre 3.000 cittadini olandesi. Gli abitanti di tutta
l'area colpita cominciarono a manifestare malattie
sconosciute, eritemi, difficolta' respiratorie, disordini
nervosi, malformazioni neonatali e cancro. All'inizio egli scopri' che l'aereo trasportava 50 galloni, tra l'altro, di DMMP, una sostanza usata per preparare un quarto di tonnellata del letale gas nervino Sarin, venti volte piu' letale del cianuro. Esso trasportava un carico per conto della Solkatronic Chemicals di Morrisville, Pennsylvania, all'IIBR in Israele, con il permesso del Dipartimento del Commercio USA. Questo e' in violazione della Convenzione sulle Armi Chimiche, di cui gli USA, ma non Israele, sono parte contraente. Con ostinata determinazione, Knip controllo' la letteratura scientifica prodotta dall'IIBR e dai dipartimenti di microbiologia della Facolta' di Medicina dell'Universita' di Tel Aviv e dell'Universita' Ebraica a partire dal 1950. Egli riusci' ad identificare 140 scienziati coinvolti in ricerche su armi biologiche. Il numero potrebbe essere piu' elevato, dal momento che molti di essi avevano forti collegamenti con il Walter Reed Army Institute, l'Uniformed Services University, l' American Chemical and Biological Weapons (CBW) Center di Edgewood e l'Universita' dello Utah. Ancora piu' importante,
Knip riusci' ad identificare tre categorie di produzioni
dell'IIBR: malattie, intossicanti e convulsivi, ed il
loro sviluppo in ogni decennio degli ultimi 50 anni. La tendenza nuova e pericolosa nella ricerca dell'IIBR sulle armi biologiche e' lo sviluppo di incapacitanti che paralizzano, disorientano, causano movimenti incontrollabili e forti dolori allo stomaco. La maggior parte di questi incapacitanti hanno antidoti in grado di riparare ai danni arrecati. Questi incapacitanti sono stati e sono ancora usati contro i palestinesi dell'Intifada. Vi e' inoltre una forte
collaborazione con Germania ed Olanda sulle armi
biologiche. Questa e', probabilmente, la ragione del
silenzio del governo olandese sulla tragedia di Amsterdam. La Commissione
Preparatoria per l'Organizzazione e la Proibizione delle
Armi Chimiche (OPCW) dell'Aja finge di ignorare
completamente le attivita' criminali di Israele. Ironia
della sorte, sono i ricercatori israeliani a guidare l'OPCW
per quello che concerne i metodi per scoprire le armi
chimiche. I ricercatori israeliani R. Barak, A. Lorber e
Z. Boger dell' IIBR, della CHEMO Solutions e delle Rotem
Industries rispettivamente, propongono i metodi per
investigare sugli agenti di guerra chimica. Nessun corpo
internazionale sembra che voglia applicare questi metodi
ad Israele stesso. Il meccanismo per fare questo
monitoraggio e' disponibile negli USA, ma e' impossibile
pensare ad un team di ispettori guidati da un Blix
americano che ispezioni le camere segrete dell'IIBR. LE VITTIME PALESTINESI:
I crimini biologici perpetrati contro i palestinesi ad
Akka e Gaza nel 1948 hanno luogo ancora oggi.
A causa delle denuncie
da parte di gruppi per i diritti umani, le vittime dei
gas velenosi di Khan Yunis vennero filmate dal regista
americano James Longley, in un documentario che "porta
lo spettatore direttamente al centro dei tumulti nella
Gaza occupata da Israele". Longley compilo' un
rapporto di 43 pagine in cui venivano intervistati le
vittime, i medici e gli infermieri che si occuparono di
loro. Vi sono effetti sconosciuti ed a lungo termine delle tossine e degli incapacitanti chimici. Il 3 febbraio 2003, il dottor Khamis al-Najjar, direttore del Centro di Ricerca sul Cancro del ministero della Sanita' di Ramallah ha denunciato un allarmante incremento del cancro, specie tra le donne ed i bambini. Il rapporto del centro copre il periodo 1995-2000 e mostra 3.646 casi, piu' della meta' tra donne. I casi di Gaza sono piu' numerosi di quelli della Cisgiordania. Il rapporto, citando il tasso di incremento, prevede che i casi triplicheranno nel prossimo futuro. Prendendo in considerazione la paranoia israeliana circa la demografia palestinese e giudicando dai loro precedenti record, e' possibile che l'effetto cumulativo dell'esposizione a tossine ed incapacitanti abbia prodotto una accresciuta incidenza dei casi di cancro. Un simile studio sara' condotto tra breve sui feti ed i neonati. DOVE ANDIAMO DA QUI?
Israele ha firmato ma non ratificato la Convenzione sulle
Armi Chimiche e non e' parte contraente di quella sulle
armi biologiche. Israele non riconosce l'applicazione
della Quarta Convenzione di Ginevra sui territori
palestinesi occupati di Cisgiordania e Gaza, come fa
invece il resto del mondo. Non c'e' da sorprendersi.
Israele viola tutte le leggi del libro. Probabilmente la voce interna in Israele potra' essere ascoltata piu' attentamente. Il sindaco di Nes Ziona, a circa 10 km dal centro di Tel Aviv, si e' lamentato del fatto che la vicinanza dell'IIBR alla citta' pone un grande pericolo sulla popolazione, in caso di incidente. Ha ragione. La Commissione Scientifica della Knesset ha riportato 22 casualita', inclusi tre casi fatali, negli ultimi 15 anni. Ma questi erano casi insignificanti. Quale potrebbe essere la situazione se avvenisse un grosso incidente in una giornata ventosa, che causasse l'esplosione di tonnellate di materiale tossico e la sua evaporazione nel cielo, in una periferia congestionata, dove vivono tre milioni di persone in un'area di appena 1000 km quadrati? Ben Gurion, mentre accarezzava il suo malvagio piano di "sterminare" gli arabi, non penso' a questo scenario imprevisto nei suoi sogni piu' folli. |
*L'autore e' presidente
della Palestine Land Society di Londra.
traduzione a cura di www.arabcomint.com