
C'e' chi ci chiede perché
marciamo in favore dei palestinesi. Perché sventoliamo la bandiera palestinese?
Perché supportiamo la causa palestinese?
"Siete ebrei!", ci dicono. "Cosa fate?"
La nostra risposta e' molto semplice: E' proprio perché siamo ebrei che marciamo con i palestinesi e solleviamo la loro bandiera. E' proprio perché siamo ebrei che chiediamo che i palestinesi possano ritornare alle loro case e proprietà.
La nostra Legge ci impone di
essere giusti. Ci chiede di perseguire la giustizia. E cosa c'e' di più
ingiusto di un secolo di tentativi da parte del movimento sionista di invadere
la terra di un altro popolo, scacciarlo e rubarne le proprietà?
I primi sionisti proclamarono di essere un popolo senza terra che andava in una
terra senza popolo.
Parole apparentemente innocenti, ma terribilmente e totalmente false.
La Palestina era una terra con un popolo. Un popolo che aveva una coscienza
nazionale.
Non abbiamo dubbi che, se i profughi ebrei fossero giunti in Palestina non con l'intenzione di dominarla, non con l'intenzione di farne uno stato ebraico, non con l'intenzione di deprivare i palestinesi dei loro diritti fondamentali, sarebbero stati ben accolti dai palestinesi, con la stessa ospitalità che i musulmani hanno sempre mostrato verso gli ebrei nella storia. Ed avremmo potuto vivere assieme come siamo sempre vissuti in pace ed armonia in Palestina.
Amici nostri islamici e
palestinesi, ascoltate il nostro messaggio:
Ci sono ebrei al mondo che supportano la vostra causa e non accettano che vi
siano date le fette di Cisgiordania offerte da Barak a Camp David, con la
giustizia accordata a meno del 10% dei profughi.
Non intendiamo altro che vengano restaurati i vostri diritti sulla vostra terra
e questo e' il solo sentiero verso la riconciliazione.
Ma non basta. Noi chiediamo che, assieme alla restituzione della terra ai suoi
legittimi proprietari, vi siano scuse chiare e precise al popolo palestinese. Il
sionismo vi ha fatto del male. Il sionismo ha rubato le vostre case. Il sionismo
ha rubato la vostra terra.
Proclamando ciò di fronte al
mondo, proclamiamo che noi siamo il popolo della Torah, e che la nostra fede ci
chiede di essere onesti e gentili, giusti e buoni.
Abbiamo partecipato a centinaia di manifestazioni pro-palestinesi nel corso
degli anni e, dovunque andiamo, i leaders e le audience ci salutano con il
calore dell'ospitalità mediorientale. Che grossa bugia asserire che i
palestinesi in particolare e i musulmani in generale odiano gli ebrei! Voi
odiate l'ingiustizia, non gli ebrei.
Non temete, amici. Il male non
può trionfare per sempre. L'incubo sionista e' alla fine. E' esausto. Le sue
ultime brutalità sono il rantolo di morte di un malato terminale.
Vivremo per vedere il giorno in cui ebrei e palestinesi si abbracceranno in pace
sotto la bandiera palestinese a Gerusalemme. E, in ultimo, il Redentore
dell'umanità farà dimenticare le sofferenze del presente nella benedizione del
futuro.
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A
proposito del Muro di Apartheid ...
Comunicato del NetureiKarta

Rabbini ortodossi di tutto il mondo si sono dati appuntamento all'Aia, per manifestrare ancora una volta la loro solidarietà con il popolo palestinese. Con l'aiuto di D_o, i Rabbini parteciperanno ad eventi pubblici e privati che avranno luogo all'Aia durante le udienze del Tribunale Internazionale, per manifestare la loro contrarietà al Muro dell'Aparheid che sta per essere costruito nei Territori Occupati ed a Gaza.
Il divieto della Torah di erigere uno stato ebraico è molto chiaro. D_o ha mandato la nazione ebraica in esilio e ha proibito esplicitamente agli ebrei di cercare di sottrarsi al decreto divino cercando di costruirsi uno stato. Sarà D_o stesso, senza alcun intervento umano, a porre termine all'esilio degli ebrei e quando ciò si avverrà, tutte le nazioni saranno unite in armonia, nella comune sottomissione all'Unico D_o.
Il divieto della Torah di opprimere un popolo, il popolo dei palestinesi, il divieto di rubare le loro terre ecc, è ugualmente scritto nella Torah a chiare lettere. Le verità che stiamo constatando, erano universalmente riconosciute dalla stragrande maggioranza dei capi degli ebrei e dalle autorità rabbiniche, anche dai rappresentanti degli ebrei in Palestina.
L'idea di costruire un muro per proteggersi contro le reazioni di un popolo frustrato, oppresso, è assurda e rasenta l'infermità mentale. E' una constatazione della psicologia elementare che più si reprime le emozioni di un popolo oppresso, più crescerà la rivolta. Ma il nostro obiettivo, qui, è di trasmettere la verità della Torah, cioè, che questo muro dell'apartheid non è che l'ennesima tacca incisa nell'elenco delle trasgressioni al decreto divino dell'esilio, al comandamento divino di "non rubare" ecc. ed all'imposizione della compassione per il tuo prossimo quale essere umano. Il muro dell'apartheid costituirà un passo da gigante avanti sulla strada dell'oppressione del popolo palestinese. Quant'è grande il nostro lutto per il dolore, la sofferenza e l'interminabile flusso di sangue che affliggono gli arabi e gli ebrei a causa dell'esistenza dello stato di Israele e delle sue azioni. E' tanto doloroso dovere assistere all'animosità creata tra arabi ed ebrei, cugini che per tanto tempo sono convissuti in armonia. Con le loro azioni, i sionisti continuano a produrre su scala universale un'ondata di antisemitismo - che è la materia prima sulla quale il sionismo costruisce la sua crescita ed il suo successo.
Che sia la volonta di D_o di porre presto termine, in modo pacifico, allo stato di Israele, permettendo ad arabi ed ebrei di tornare a convivere in pace ed armonia e che possa tornare la gloria di D_o a regnare sull'universo intero.
Amen.
Rabbino Yisroel David Weiss
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Per avere interviste con i Rabbini che saranno presenti alle udienze dell'Aia, metteteVi in contatto con hague@nkusa.org
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