UNA RICETTA PER LA PACE

di James J. David*, Media Monitors Network, 4 Ottobre 2001

 

Una soluzione giusta del conflitto arabo-israeliano puo' essere raggiunta solo se la politica degli USA cominci ad essere basata sui principi morali americani e sulla stretta aderenza alla legge internazionale, calpestata dalla continuata occupazione israeliana dei territori arabi e dalla negazione dei diritti fondamentali e della liberta' che i palestinesi subiscono sotto il dominio israeliano.

Nessuna iniziativa di pace avra' successo se essa neghera' ai palestinesi la liberta' a cui tutti i popoli hanno diritto. Sfortunatamente, gli Stati Uniti sono stati sempre silenti, nonostante la continuata occupazione israeliana, fornendo obbedientemente quel supporto militare, politico e finanziario che rafforza la prepotenza di Israele verso i suoi vicini.

La confisca della terra araba per costruirvi nuovi insediamenti ebraici, l'espulsione dei palestinesi, gli arresti, la tortura sistematica nelle prigioni, l'assassinio di leaders politici, l'assenza totale di processi equi, la demolizione delle case, lo sradicamento di migliaia di alberi d'olivo, l'appropriazione delle scarse risorse d'acqua e l'usuale uccisione indiscriminata di uomini, donne, e soprattutto bambini, sono violazioni della legge internazionale e morale. Gli americani hanno una responsabilita' speciale nel mettere fine a tali abusi perche' essi sono ingiusti e perche' sono portati avanti grazie alle nostre risorse e al supporto militare e politico del nostro governo.

Gli Stati Uniti devono fare quello che e' giusto, obbedendo ai principi morali piu' che a particolari gruppi d'interesse, commissioni di azione politica e lobbies influenti. Non e' possibile alcun dialogo razionale quando coloro che osino parlare sono sottoposti a tali intimidazioni da temere per la propria vita professionale e politica.

L'ostacolo maggiore per tale politica e' rappresentato dall'influenza politica esercitata dalla lobby israeliana. L'efficientissima lobby di azione politica pro-Israele fornisce piu' denaro ai senatori, congressisti e candidati alla presidenza durante le campagne elettorali che qualsiasi altro gruppo. Ed i contributi offerti da singoli flo-israeliani sono ancora piu' consistenti.

La politica americana in Medioriente e' stata un fallimento e la ragione di cio' risiede nell'incondizionato sostegno fornito ad Israele. Non e' giusto che Israele viva al di sopra dei suoi mezzi e senza soffrire di alcuna critica grazie all'appoggio americano. Questa protezione incondizionata ed il nostro continuo rifiuto di condannare Israele, non importa di quale violazione della legge internazionale si sia macchiata, non fa altro che gettare linfa al terrorismo. Ed oggi, noi americani ne vediamo gli effetti sul nostro suolo.

Israele riceve piu' di 5 miliardi di dollari l'anno in aiuti militari ed economici dai contribuenti americani. Israele e' uno dei piu' ricchi paesi al mondo, con un reddito pro-capite di 21.000 $, eppure riceve 1.200 $ a persona dagli Stati Uniti senza alcuna condizione. L'America dovrebbe utilizzare quel denaro per la sua gente e per i popoli affamati del Terzo Mondo. L'aiuto annuale di 5 miliardi di dollari ad Israele deve finire.

Israele continua ad occupare terre che ha conquistato nel 1967. Continuare l'occupazione con tutta la disumanita' che essa comporta ed esacerbarla espellendone gli abitanti autoctoni e creando nuovi insediamenti e' immorale ed illegale, e, oltretutto, non giova ad alcuno. E la cosa e' ancora piu' pazzesca se si pensa che quelle colonie vengono costruite con le tasse dei contribuenti americani, ai quali nessuno chiede se approvano l'utilizzo del loro denaro. Cio' deve finire.

Ad Israele e' stato dato libero accesso alla tecnologia USA, che e' stata poi illegalmente esportata verso paesi come Cina ed India che, un giorno, potrebbero usarla contro di noi. Questo abuso della nostra tecnologia militare deve finire.

Israele ha un arsenale nucleare creato con la tecnologia ed i materiali rubati agli Stati Uniti. Secondo la legge federale, gli aiuti ai paesi possessori di armi nucleari sono illegali. Fino a che Israele non firmera' il Trattato di Non-proliferazione Nucleare permettendo l'ispezione ai suoi arsenali, l'aiuto e l'assistenza militare da parte degli USA dovrebbero terminare.

Israele continua ad esercitare spionaggio sugli Stati Uniti allo scopo di ottenere tecnologia militare e civile. Dopo la Cina, e' il paese piu' attivo nelle attivita' spionistiche contro gli USA, anche se si ritiene un alleato ed un amico. Lo spionaggio deve finire.

La lobby israeliana ha bloccato in maniera determinante le relazioni commerciali statunitensi con paesi che Israele considera nemici, come l'Iran e la Siria. Questo e' costato decine di migliaia di posti di lavoro agli americani. L'interferenza nei nostri affari commerciali deve finire.

Ogniqualvolta Israele invade uno dei suoi vicini, facendo strage di civili innocenti, gli Stati Uniti sono pronti ad utilizzare l'arma del veto per neutralizzare ogni risoluzione ONU di condanna verso Israele. Gli USA non avrebbero dovuto evitare di condannare il massacro di civili a Qana, in Libano, in cui, tra le centinaia di vittime, vi furono due ragazzini americani del Michigan. Fare scudo ad Israele e' una violazione internazionale e mette i cittadini USA in pericolo in tutto il mondo, compreso sul nostro territorio nazionale, come abbiamo avuto modo di sperimentare con gli attacchi al Pentagono ed al WTC. Israele deve cominciare a sostenere la responsabilita' delle sue azioni, e l'erosione del nostro prestigio nazionale allo scopo di proteggere Israele deve finire.

Israele discrimina i cittadini cristiani e musulmani che vivono all'interno delle sue frontiere in molti modi, principalmente impedendo loro di compraree fittare piu' del 92 % del territorio, che e' riservato "ai soli ebrei". Israele deve decidere se vuole essere una democrazia o uno stato in cui solo gli ebrei hanno diritti civili. E se decide per la prima opzione, deve offrire a tutti i suoi cittadini uguaglianza di fronte alla legge.

L'influenza della lobby israeliana e delle commissioni di azione politica ad essa collegate ha trasformato il Congresso e la Casa Bianca in un consesso di "uomini si' ' al servizio degli interessi israeliani. Israele dovrebbe stare fuori dalla nostra politica. L'uso disinvolto dell'accusa di "anti-semitismo" per minacciare ed emarginare chiunque osi essere critico nei confronti di Israele deve finire.

Tutti i sostenitori di Israele al Congresso ed alla Casa Bianca dovrebbero ricordare che, quando Stephen Decatur esclamo': "il mio paese, giusto o sbagliato...", si riferiva agli Stati Uniti. Israele e' un paese straniero che, giustamente, ha interessi e mire che non sono i nostri. Esso si comporta secondo i suoi interessi nazionali. E lo stesso dovremmo fare noi.

La situazione in Medioriente non migliorera' fino a quando non verranno sottoposti a controllo gli aiuti che gli USA riversano su Israele con profusione. Ecco la chiave per la pace.

Israele e' un paese ricco, il sedicesimo nel mondo per reddito pro-capite. Grazie all'aiuto ed alla protezione americana, gli israeliani ed il loro governo vivono al di sopra dei loro mezzi e snobbando la legalita' internazionale fin dalla creazione dello stato d'Israele. I massicci aiuti servono solo a rafforzare la destra israeliana ed a incrementare gli insediamenti ebraici sul territorio palestinese.

Provate solo a menzionare il programma di aiuti esteri a Israele al vostro parlamentare nel Congresso e, sicuramente, riceverete come risposta il solito: "Israele e' il nostro assetto strategico in Medioriente". Dovete sapere che questa risposta e' stata comprata e pagata. Come ha sottolineato una volta il senatore James Abzourek, chiamare Israele "l'assetto strategico in Medioriente" e' come ringraziare il piromane che chiama i pompieri per spegnere l'incendio da lui stesso appiccato.

Donald Bergus, ex-ambasciatore in Sudan e diplomatico in pensione, ha scritto: "Al Dipartimento di Stato eravamo soliti affermare che, se il Primo Ministro israeliano avesse annunciato che il mondo e' piatto, entro 24 ore il Congresso avrebbe emanato una risoluzione in cui ci si congratulava per la scoperta".

 

*James J. David e' un Generale di Brigata in pensione, graduato all'U.S. Army's Command and General Staff College, National Security Course, National Defense University, Washington, D.C. Ha servito l'esercito americano per tre anni in Medioriente, dal 1967 al 1969.

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