Una volpe chiamata leone
di Uri Avnery

 

Una rivisitazione ironica degli inganni con cui Israele ha
preso in giro, da decenni, la comunità internazionale.
Uri Avnery spiega ciò che pensano e ciò che vogliono 
i governanti d'Israele: un processo di pace farsa, negoziati
(forse) infiniti, furto continuo delle terre arabe, ruolo di vittima
designata in mezzo a orde selvagge di guerrafondai, nessuna
pace reale, che sarebbe preludio alla fine del progetto sionista di
colonizzazione dell'intero Medio Oriente.

Non si può davvero fare affidamento su questi arabi.

Prendiamo ad esempio questo tizio, Gheddafi. Per decenni ha giocato a fare il clown. L'intero mondo rideva di lui (tranne quando fu accusato di aver tirato giù un aereo francese in Ciad ed il Jet della Pan Am a Lockerbie). La sua Libia era uno "stato canaglia", un paria internazionale. Costruiva armi di distruzione di massa. Gli americani lo odiavano e, di tanto in tanto, lo bombardavano, uccidendo sua figlia in una di queste occasioni.
Si poteva contare sul buon vecchio Gheddafi. Ci ha fornito l'alibi per produrre ogni genere di arma interessante. Tutti comprendevano che, con gente simile intorno, Israele aveva bisogno dell'arma da giorno del Giudizio e che era inutile parlare di pace.

E poi, all'improvviso ...

All'improvviso Gheddafi e' diventato l'amore del mondo. Guardatelo, con il suo abito da nomade: un uomo serio, statista sobrio e pragmatico. Paga una fortuna ai familiari delle vittime degli aerei abbattuti. Invita gli americani a cercare le armi di distruzione di massa. Lusinga il presidente Bush. Fa avances ad Israele. Domani - Dio non voglia! - potrebbe invitare Bush a fare da mediatore tra lui ed il suo collega, il nostro Sharon.
Se Bush comincia a viziare Gheddafi, avrà meno tempo per viziare Sharon. Potrebbe addirittura venirgli l'idea che anche Israele dovrebbe sbarazzarsi delle sue armi di distruzione di massa. Perisca il pensiero!

Prendete l'Iran. Beh, non sono in realtà arabi, ma sono musulmani e tutti i musulmani sono gli stessi. Anti-semiti ed odiatori di Israele. Progettano di distruggerci.

Ci eravamo abituati a contare sull'Iran. C'e' sempre qualcuno, lì, che grida "Morte all'America! Morte a Israele". Stanno costruendo armi di distruzione di massa. Giurano di seppellire il Grande Satana insieme al Piccolo Satana (cioè noi). E' vero, noi gli abbiamo venduto alcune armi, zitti zitti, con la benedizione dell'America (vedi Irangate), ma non conta più. Il presidente Bush l' aveva persino incluso nel suo "Asse del Male". Speravamo che, dopo l'invasione dell'Iraq, gli americani si fossero occupati di loro. Tra l'Afghanistan e l'Iraq, l'Iran sembra una mandorla nella morsa di uno schiaccianoci.

E poi, all'improvviso ... 

All'improvviso sembra che dall'Iran coli miele. Ringraziano l'America per la generosa assistenza fornita alle vittime del terremoto. Invitano ispettori internazionali a verificare le loro installazioni nucleari. E gli americani - chi l'avrebbe mai detto? - si lasciano sedurre. Emettono schiamazzi conciliatori. E c'e' già gente che si aspetta che noi facciamo come Libia ed Iran, ed apriamo le nostre installazioni nucleari alle ispezioni. Perisca il pensiero!

Ma tutto e' nulla se paragonato alla Siria.

Se c'e' una nazione araba sulla quale si può fare affidamento senza riserve, e' proprio la Siria. Anti-semiti nati. Rudi. Intransigenti. Scorte di armi chimiche e biologiche. E' vero, hanno rispettato la linea del cessate il fuoco con Israele, ma hanno appoggiato Hezbollah contro di noi. Ed ospitano, a Damasco, i quartier generali delle organizzazioni militanti palestinesi.

L'amministrazione Bush ha ufficialmente definito la Siria uno stato terrorista. L' ha preso di mira. I nostri amici del Pentagono, Wolfowitz e gli altri neo-sionisti, ci avevano promesso che la Siria sarebbe stato il prossimo candidato per un'invasione americana, subito dopo l'Iraq. I nostri buoni amici turchi avrebbero dovuto unirsi alla festa. Dopo tutto, hanno un contenzioso aperto con la Siria fin dagli anni '30, quando i francesi (che in quel tempo controllavano la Siria) regalarono a loro la regione siriana di Alessandretta. E questo conflitto divenne ancora più profondo quando la Siria cominciò a supportare la rivolta curda in Turchia e chiese una quota maggiore di acqua dell'Eufrate.

Ed ora, all'improvviso ...

All'improvviso questo giovincello, Bashar, cambia rotta in una notte. All'improvviso al-Assad ("Il leone") si trasforma in al-Taleb ("La volpe"). Dice di volere la pace. Invita Israele a riaprire i negoziati. Visita la Turchia e forgia con essa un'alleanza contro l'indipendenza curda nel nord dell'Iraq.

E' pericoloso. Terribilmente pericoloso. Gli americani potrebbero fare pressioni su di noi affinché facciamo pace con la Siria e gli restituiamo il Golan. E' vero, finora hanno reagito freddamente alle aperture siriane, ma possono cambiare. Poiché le elezioni americane si avvicinano, e gli avversari di Bush dipingono sempre più la guerra in Iraq come un incredibile fiasco, Bush vorrebbe dimostrare che, in realtà, la guerra e' stata un enorme successo. Ha creato un nuovo Medio Oriente (ahimè, senza Shimon Peres)! Gli stati canaglia hanno dimenticato le loro vecchie maniere e si crogiolano nella Pax Americana! Tutte le armi di distruzione di massa della regione sono state abolite (eccetto le nostre)!

Non c'e' da meravigliarsi che il governo Sharon si trovi in un dilemma. Fanno ciò che possono per sabotare questo complotto. Pubblicano in anticipano l'apertura di Gheddafi, così  da imbarazzarlo e costringerlo a smentirli. Rifiutano lo stratagemma pacificatore di Assad. "Non correte e non saltate!", ha ammonito Sharon, ordinando ai suoi ministri di non eccitarsi troppo. Assad non e' serio. Vuole solo adulare gli americani. Vuole usarci per raggiungere Bush. Per lui, Israele e' solo un gradino per la Casa Bianca. 

I disfattisti potrebbero arguire: cogliamo l'opportunità. Assad e' debole? Ha paura? Vuole compiacere gli americani? Tanto meglio, e' un'opportunità per fare la pace. Cosa abbiamo da perdere? Se Assad e' serio, metteremo fine al nostro conflitto con un pericoloso nemico. E se non lo e', l'avremo smascherato.
(Gli stessi disfattisti proposero nel 1972 di accettare le offerte di pace mandate da Anwar Sadat attraverso l'emissario ONU Gunnar Jaring. Ma Israele aveva un leader di carattere, Golda Meir, che le rifiutò all'istante. E' vero, ciò condusse alla guerra del Kippur ed alla morte di circa 2000 militari israeliani, per non menzionare le decine di migliaia di vittime egiziane e siriane, ma di certo fregò i disfattisti).

Sharon non accetterà la proposta siriana, perché ciò potrebbe portare alla pace. E la pace con i siriani significa che dovremo restituire il Golan e smantellare tutti gli insediamenti. Terribile. Sarebbe inoltre un pericoloso precedente per i palestinesi.
Bashar Assad, la volpe nei panni di un leone, vuole riesumare i negoziati dal punto in cui essi erano stati terminati da Ehud Barak. All'epoca, Barak riuscì a salvarsi per un pelo dalla minaccia della pace. Assad senior non avrebbe accettato nulla di meno che recuperare le rive del lago di Tiberiade (linea antecedente al giugno 1967). Barak non riusciva ad accettare l'idea di Assad che bagnava i suoi piedi nelle acque di questo lago. Ora Assad junior lascia intendere di essere pronto a rinunciare a tale piacere. Si bagnerà i piedi altrove. Forse nelle acque dell'Eufrate.

Sharon non ripeterà l'errore di Barak, che  riuscì a districarsi per il rotto della cuffia. Non comincerà affatto i negoziati. E, per inciso, se Assad e' debole, perché negoziare con lui?

PS: Se gli arabi sono forti, non si può fare la pace con essi. Bisogna sconfiggerli. E se gli arabi sono deboli, non c'e' bisogno di fare la pace con essi. Perché offrire loro qualcosa?

P-PS: Se gli arabi dicono di volere la guerra, c'e' da credergli. Ma se gli arabi dicono di volere la pace, stanno chiaramente mentendo. E come si può fare la pace con dei bugiardi?

 

traduzione a cura di  www.arabcomint.com
da gush-shalom.org