UNA CONFESSIONE DA BRIVIDO!

 

Nel 1982 Amos Oz pubblico' questa intervista, insieme ad altre, nel suo libro "Amos Oz: Poh va-sham, be-Eretz Israel bi-setav", ripubblicato poi nel 1986. Amos Oz non menziona il nome di Sharon, ma usa l'abbreviazione Z. I fatti indicati da Amos Oz confermano che la persona intervistata e' Ariel Sharon.

"Lei puo' chiamarmi come le pare. Mi chiami pure mostro o assassino. Soltanto tenga presente che non odio gli arabi. Al contrario. Gli arabi che noi non abbiamo ancora rovinato e' gente fiera, sono irrazionali, ma generosi. Dica dello stato di Israele cio' che vuole, dica che e' uno stato giudeo-nazista, come fa Leibowitz. E perche' no? Meglio un giudeo-nazista vivo che un santo morto. Io non cerco l'ammirazione dei Gentili. Non ho bisogno di essere amato da loro. E neppure ho bisogno di essere amato dagli Ebrei come lei. (...) Io distruggero' chiunque alzera' una mano sui miei figli, distruggero' lui e i suoi figli, e non mi importa se si tratti di un cristiano, di un musulmano, di un ebreo o di un pagano.

"Se anche lei mi provasse con matematica precisione che l'attuale guerra nel Libano e' una sporca guerra immorale, non m'importerebbe. Diro' di piu': anche se lei mi provasse che noi non abbiamo raggiunto e non raggiungeremo mai alcuno dei nostri obiettivi in Libano, nemmeno allora m'importerebbe. Anche se la Galilea venisse di nuovo bombardata dai Katijusha nel giro di un anno, anche di questo in fondo non m'importerebbe. Noi cominceremmo un'altra guerra, uccideremmo e distruggeremmo ancora e ancora finche' quelli ne avranno abbastanza. E lei lo sa perche' ne vale la pena? Perche' sembra che questa guerra ci abbia reso ancora piu' impopolari presso il cosiddetto mondo civile.
Non sentiremo piu' ripetere le assurdita' sulla famosa moralita' ebraica, sulla lezione morale dell'olocausto. Facciamola finita. La distruzione di 'Ayn el-Hilweh (e' un peccato che non abbiamo spazzato via del tutto questo nido di calabroni), il salutare bombardamento di Beirut e quel modesto massacro che avremmo dovuto compiere con le nostre delicate mani invece di lasciarlo fare ai falangisti hanno troncato finalmente tutti quei merdosi discorsi su un "popolo eccezionale, faro per tutte le nazioni". Basta con questo popolo eccezionale, buono, faro di civilta'. Sbarazziamocene.

Personalmente non desidero affatto essere migliore di Khomeini o di Breznev, della signora Thatcher e nemmeno di Truman che ammazzo' mezzo milione di giapponesi con due belle bombe. Io voglio solo essere piu' intelligente, piu' veloce e piu' efficiente di loro, non piu' bello o piu' buono. Secondo lei i cattivi di questo mondo se la passano male? Se qualcuno prova a toccarli, quelli gli tagliano le mani ed anche le gambe. (...) Io voglio che Israele si associ a questo club, cosi' forse il mondo comincera' a temermi, invece di compatirmi. Forse allora comincera' a tremare, a temere il mio furore, invece che ammirare la mia nobilta'. Lasciateli tremare, lasciate che ci chiamino uno stato aggressivo, lasciate che capiscano che siamo un paese selvaggio, pericoloso per i popoli che ci circondano. Lasciate che pensino che potremmo perdere ogni controllo e bruciare tutti i pozzi petroliferi del medio oriente. (...) Si rendano conto a Washington, a Mosca, a Damasco, in Cina che se uno dei nostri ambasciatori venisse ammazzato o anche un console o un addetto d'ambasciata, noi potremmo scatenare la terza guerra mondiale solo per questo. (...)

Mi lasci dire qual'e' il frutto piu' dolce della guerra in Libano: e' che loro, ora, non solo odiano Israele, ma grazie a noi odiano anche quei feinschmecker (palati delicati) di ebrei di Parigi, Londra, New York, Francoforte che se ne stanno nei loro gusci. Alla fine ora odiano anche queste belle anime di Yids che dicono di essere diversi da noi, di non essere come Thugs israeliani, ma ebrei puliti ed educati. Lasciamogli gridare che loro condannano Israele, che preferiscono essere ammazzati piuttosto che ammazzare ... Questo non gli portera' alcun vantaggio. Ora stanno subendo questo odio a causa nostra. E io le confesso che questo, per me, e' un piacere.

Questi sono gli stessi Yids che hanno convinto i Gentili a capitolare di fronte a quei bastardi di vietnamiti, a mollare di fronte a Khomeini, a impietosirsi per lo sceicco Yamani a causa della sua difficile infanzia, a fare l'amore e non la guerra. Con tutto questo abbiamo chiuso.

Ben presto i loro palazzi verranno coperti da slogan: Yids, andate in Palestina, e sa che le dico? Loro verranno in Palestina perche' non avranno altra scelta. Questo e' il vantaggio che abbiamo ricevuto dalla guerra in Libano. Presto avremo tempi migliori. Gli ebrei cominceranno ad arrivare, gli israeliani smetteranno di andar via, e coloro che se ne sono gia' andati torneranno. E cosi' installeremo grosse porte d'acciaio per avere mitragliatrici posizionate in ogni angolo e combattere come diavoli contro chiunque osi alzare la voce contro questo paese. E se qualcuno alza la mano contro di noi, gli porteremo via meta' della sua terra e bruceremo l'altra meta', incluso il petrolio.

Leibovitz aveva ragione. Davvero siamo giudei nazisti. perche' no? Un uomo che si lasci ammazzare, che lasci fare sapone dei suoi bambini e paralumi con la pelle della sua donna e' un criminale peggiore dei suoi assassini. (...) Ancora oggi sono disposto a offrirmi volontario per fare il lavoro sporco per Israele, per uccidere quanti arabi e' necessario, per deportarli, per espellerli e bruciarli in modo che tutti ci odino, per togliere il tappeto da sotto i piedi degli ebrei della diaspora cosi' che essi siano costretti a correre da noi piangendo. Anche se cio' significa veder saltare per aria una o due sinagoghe qua e la', non m'importa. E non mi preoccupo se a lavoro finito saro' messo di fronte al tribunale di Norimberga. Impiccatemi, se volete, come criminale di guerra. Cosi' voi potete ripulire la vostra ebraica coscienza ed entrare nel club delle nazioni civili, che e' ampio e sano. Cio' che voi tutti non capite e' che il lavoro sporco del sionismo non e' ancora finito.

Per questo io sarei un anti-semita? Bene. Allora non citi me, citi Lilienblum, che non e' sicuramente anti-semita.

Sharon cita leggendo in un quadernetto che stava gia' sul suo tavolo quando sono arrivato.

"Tutto cio' che sta accadendo non e' forse un segno che i nostri antenati vollero e noi stessi vogliamo, essere perseguitati, che a noi piace vivere come zingari ...", e questo e' Lilienblum a dirlo, non io. E scriva pure che io sono una disgrazia per l'umanita'. Non me importa, anzi. Facciamo un patto: io faro' tutto il possibile per espellere gli arabi da qui. Io faro' tutto il possibile per incrementare l'antisemitismo, e lei scrivera' saggi e poesie sull'infelicita' degli arabi e si preparera' ad assorbire gli Yids che io costringero' a rifugiarsi in questo paese. Cosa ne dice?"

 

dal quotidiano "Rinascita", 26 maggio 2002

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