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lettera del Rev. G. Simon Harak alla Radio Pubblica Nazionale, in risposta ad una trasmissione della Savvy Feature intitolata "Dopo tutti questi anni" |
| Molte di queste informazioni possono essere trovate in "Issa Nakhleh, "Encyclopedia of the Palestinian Problem" (New York, NY: Intercontinental Books 1991). |
Cara Viaggiatrice di Buon senso: Nella sua "cartolina storica", che parla in massima parte di India, Maxine Davis scrive dei viaggi dei suoi genitori, ricordando: "I miei genitori videro Israele quando era ancora un deserto e il Giappone prima che vi arrivassero le auto".
Non puo' essere stato nel 1945, quando la Palestina aveva piu' di 600.000 dunum di terra piantata ad oliveti, i quali producevano circa 80.000 tonnellate di olive, e circa l' 1% della produzione MONDIALE di olio d'oliva [Statistical Abstract of Palestine, 1944-45 (Department of Statistics, Government of Palestine), 225], e produceva quasi 245.000 tonnellate di vegetali [A Survey of Palestine_, for the Anglo-American Committee of Inquiry, Vol.I, 325-26]. Non puo' essere stato nel 1943, quando la Palestina produceva 280.000 tonnellate di frutta, escluso i cedri [Statistical Abstract of Palestine, 1944-45_, 226].
Non puo' essere stato nel 1893. Questo e' l'anno in cui il console britannico avviso' il suo governo del valore degli alberi da frutto di Jaffa per migliorare la produzione in Australia e Sudafrica [citato in Marwan R. Beheiry, "The Agricultural Exports of Southern Palestine, 1885-1914," Journal of Palestinian Studies, Vol. 10, No. 4, 1981, p. 67]. Non puo' essere stato nel 1887, quando la visita di Lawrence Oliphant alla Valle di Esdralon lo fece meravigliare di fronte ad un "immenso lago verde di grano ondeggiante, da cui sbucavano villaggi come piccole isolette, una delle piu' sorprendenti immagini di fertilita' che si possano immaginare" [citato da Ibrahim Abu-Lughod, ed., The Transformation of Palestine_ (Chicago, IL: Northwestern Press, 1971) 126].
Non puo' essere stato nel 1856, quando Henry Gillman, console americano a Gerusalemme, suggeri' agli agricoltori d'agrumi della Florida, di imparare le tecniche d'innesto palestinesi [Beheiry, 75-76]. E sicuramente non puo' essere stato in nessun periodo tra il 18esimo ed il 17esimo secolo. Lo storico dell'economia francese Paul Masson riconosce che il contributo di grano proveniente dalla Palestina salvo' la Francia da numerose carestie [Beheiry, 67].
Prima di morire nel 986 d.C., Muqaddisi, che visse a Gerusalemme, scrisse che i prodotti della Palestina "erano copiosi e rinomati: frutti d'ogni genere (olive, fichi, uva, prugne, mele, datteri, nocciole, mandorle, jojoba e banane), alcuni dei quali trasportati nei mercati esteri e coltivazioni per prodotti tessili (indico, sommacco)" [citato in Walid Khalidi, _Before Their Diaspora_ (Washington, DC: Institute for Palestine Studies, 1984), 28-29.].
Noi viaggiatori abbiamo bisogno di piu' buon senso, non crede? |
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traduzione a cura di www.arabcomint.com