UNITED COLOURS OF ISLAM

 

 

 

Eventi recenti testimoniano che il razzismo in Occidente è vivo e vegeto. Cosa si puo' fare affinchè questa aberrazione venga estirpata dal cuore degli uomini? Solo la conoscenza puo' mettere fine al razzismo : la gente deve essere consapevole del fatto che noi tutti discendiamo da un’unica coppia umana e che ci siamo evoluti diversamente a seconda di determinate condizioni ambientali. Nel Corano Dio dice:

“Uomini, temete il vostro Signore, che vi ha creati da un solo essere, e da esso ha creato la sposa sua, e da loro ha tratto molti uomini e donne” (IV ,1).

La cosa fondamentale da capire è che nessuna razza è superiore all’altra, ma che differenti situazioni di sviluppo hanno determinato il prevalere di un popolo o di una cultura. Quando guardiamo un giardino pieno di fiori colorati, non ci chiediamo quale colore sia il migliore, il più bello, perchè notiamo che tutti contribuiscono all’ armonia ed alla varietà del panorama.

Dio dice: “ O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù affinchè vi conosciate a vicenda. Invero presso Dio il più nobile di voi è colui che più Lo teme”.

Il musulmano sa che, agli occhi del suo Signore, cio' che realmente conta è il comportamento, la condotta dell’individuo. Ecco perchè, in un discorso pubblico, il Profeta disse che un Arabo non è superiore ad un non Arabo , nè un bianco ad un nero e che la comunità musulmana avrebbe dovuto obbedire al suo leader se anche questi fosse stato uno schiavo col viso cotto dal sole. Non a caso il Profeta stesso mise a capo di una guarnizione islamica un uomo di colore, Osama, figlio di Zaid.

Come risultato di questi insegnamenti, aberrazioni come razzismo, segregazione razziale, pulizia etnica, sono avulsi dall’Islam. Nelle moschee delle città cosmopolite si puo'ٍ vedere il simbolo dell’armonia razziale: gente di diversi colori e di differenti estrazioni sociali prega insieme, fianco a fianco, tutti uguali di fronte al Creatore. Nessuna preferenza speciale basata sul colore della pelle o sullo status sociale è accordata ad alcuno. Nessuna “ moschea bianca “ o “moschea nera “: l’Islam rimuove tali concetti distruttivi. Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo tutte le religioni sono contrarie al razzismo; non ne siamo molto convinti , anzi, spesso la religione è diventata il motore di comportamenti razzisti : basti pensare ad Israele, che nasce sul concetto ,discriminatorio verso gli altri esseri umani, di essere il “popolo eletto” e di avere diritto, in quanto tale, ad una preferenza da parte di Dio. Oppure basti pensare al sistema rigido delle caste attuato dall’induismo,in cui le caste inferiori, quelle “intoccabili”,sono quasi sempre rappresentate da individui dravidici, con pelle molto scura. Ed inoltre l’aparthaid, la segregazione razziale, la pulizia etnica, l’olocausto,sono fenomeni odiosi nati in seno a paesi di religione cristiana.

L’Islam ha, invece, fin dai primordi, dato forti messaggi contro qualsiasi tipo di discriminazione razziale; prendiamo ad esempio ancora una volta l’età del Profeta e dei suoi Compagni : uno dei primi convertiti all’Islam fu Bilal , uno schiavo abissino affrancato da Abu Bakr, il Compagno prediletto del Profeta. Tradizionalmente, gli africani neri erano considerati inferiori presso gli arabi pre-islamici, ma Bilal fu chiamato ad essere il primo muezzin dell’Islam, una delle posizioni più onorevoli per i musulmani. Sebbene spesso si dica che la democrazia è nata nell’antica Grecia, cio' non è del tutto vero : in Grecia, infatti, la democrazia era solo per gli uomini liberi,mentre la maggioranza della popolazione, essendo schiava, non aveva alcun diritto.

La fratellanza universale fu enfatizzata dal comportamento dei Compagni del Profeta.

Quando il Compagno Ubada ibn as-Samit condusse una delegazione Musulmana presso Muqawqis, patriarca cristiano di Alessandria, questi esclamo'ٍ, riferendosi ad Ubada: “ Come potete permettere che un nero vi preceda? Non è consigliabile che stia dietro di voi?”

“Invero no”, risposero i compagni di Ubada, “perchè seppure nero come tu vedi, ci precede in posizione, in intelligenza e saggezza; tra noi il colore scuro non è disprezzato.”

“Invero, i Credenti sono fratelli l’un l’altro” (Corano 49:10)

 

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