USA, fate terrore!
parla Gino Strada, il medico di "Emergency"
| "In Iraq, due milioni di persone sono morte a causa dell'embargo. Si e' creato un carico d'odio esplosivo. La domanda e': riusciremo a fermarci?" |
Qual'e' il rischio maggiore che corriamo in questo momento? E' cosa certa, ci sara' una carneficina di civili. Ci sara' una campagna di bombardamenti ancora piu' pesante di quella del '91, piu' estenuante dello stillicidio di bombe che e' continuato in Iraq anche dopo, a guerra del Golfo nominalmente finita. L'unica verita' della guerra sta nelle vittime, il resto - quale governo verra' messo in piedi se vince la coalizione USA, che tipo di regime, quale dittatore prendera' il posto dell'attuale - sono solo effetti collaterali. E in questo quadro, il rischio peggiore e' che vengano usate armi nucleari. Vede, io sono nato nel 1948 e per me questo e' uno scenario particolarmente angosciante. Hiroshima e Nagasaki restano, nella cultura della mia generazione, una cosa tremenda, un orribile tabu', un "mai piu'" fortissimo. Oggi si ricomincia a parlare di bomba atomica, si cominciano a fare stime: dieci, dodici milioni di morti. Gli USA hanno le armi nucleari, ma hanno anche la responsabilita' di averle fornite a Saddam negli anni in cui i curdi venivano gasati ... Non solo hanno la responsabilita' di averlo fatto, ma anche quella di non aver detto nulla. Non a caso quei crimini si conoscono a fondo solo oggi, quattordici anni dopo. E poi ci possono essere altre incognite. [,,,] Non dimentichiamoci che in Iraq non vi sono quattro straccioni ma una popolazione che sente molto il fatto che piu' di un milione e settecentomila persone sono morte a causa della guerra e dell'embargo voluto dagli USA e dall'ONU. Si e' creato un carico d'odio esplosivo. Il rischio e' che si crei davvero un effetto a spirale. E allora la domanda e': come riusciremo a fermarci? Una questione che Bush e i suoi alleati non sembrano porsi ... Anzi, fanno passare la guerra come una necessita' quando si tratta di una scelta dettata da ragioni economiche. In questo senso, finche' non arriveremo ad escludere la guerra dallo strumentario possibile per risolvere i problemi, il piu' prepotente tendera' sempre a non perdere tempo nell'imporre la sua forza. Per qualcuno e' piu' facile sparare e bombardare piuttosto che sedersi intorno ad un tavolo e discutere. Chomsky ci ha fatto vedere, gia' molti anni fa, come gli USA usino la guerra, l'individuazione di un nemico, per compattare il fronte interno. Gli USA sono i capofila del terrorismo internazionale, non so come definire altrimenti i bombardamenti sulle comunita' agricole del Nicaragua, o il proliferare di dittatori nel sud America, a cui gli USA non hanno dato solo un beneplacito politico, ma anche fornito soldi, appoggi, tecniche di tortura ed assassinio. Ci troviamo davanti non a paesi governati da classi politiche, ma guidati da bande criminali che rappresentano potentissime lobby che fanno affari con la guerra. Ci si chiede perche' l'Inghilterra e' sempre a fianco degli USA? Basta guardare alla crisi dell'economia inglese: uno dei pochi settori che tira e' quello della difesa. Gli inglesi sono tra i piu' forti esportatori di tecnologia militare soprattutto aerea e spaziale. Un no a Bush, alla sua politica guerrafondaia, potrebbe essere motivo di recuperata credibilita' della sinistra? Il caso Germania, in questo senso, sembra interessante... C'e' un movimento, mi pare, di ridefinizione delle coscienze. I cittadini italiani, per esempio, sembrano rendersi conto, anche se questa cosa spesso sfugge ai partiti. [...]Parlando di buonsenso, come e' possibile che il popolo afghano sia passato sui media come responsabile del terrorismo e dell'11 settembre? La presenza in Afghanistan di un gruppo di terroristi, e' evidente, e' stata utilizzata per attuare una guerra di conquista sul paese. La popolazione afghana e' estranea alla guerra fomentata, negli ultimi 25 anni, da una serie di paesi diversi. Nel suo ultimo libro, per parlare di Afghanistan, lei ricorre all'immagine del buskashi, un gioco in cui le opposte squadre si contendono la carcassa di una capra decapitata, che poi sarebbe l'Afghanistan stesso ... Un gioco perverso, nato per due ragioni: perche' l'Afghanistan e' cruciale per aver accesso alle risorse energetiche delle repubbliche centroasiatiche, da li' passano gli oleodotti, e perche' ha una collocazione strategica, specie per gli USA che in questo momento individuano nella Cina l'avversario strategico. Tra l'altro, c'e' da notare che l'operazione Afghanistan targata USA era gia' stata decisa da tempo e compariva sui giornali pakistani gia' nell'inverno del 2000, quando era ancora presidente Clinton. Poi questa "vittoria elettorale" di Bush, avvenuta con i brogli elettorali che sappiamo, qualcosa cambia. Il nuovo governo Bush decide di continuare il negoziato con i talebani, la trattativa non va a buon fine e l'11 settembre da' loro il pretesto per attaccare. Una tragedia che per la nuova amministrazione e' stata davvero un pretesto annunciato, perche' erano tante le rivelazioni e gli indizi che potevano portare all'ipotesi dell'attentato. Il risultato sono stati migliaia di morti civili afghani e una chiarificazione indelebile su cosa intendano gli USA per diritti umani: Guantanamo restera' incisa nella storia dell'umanita', cosi' come i massacri nel nord, i prigionieri presi a mitragliate oppure messi in containers e lasciati morire d'asfissia.
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intervista
di Simona Maggiorelli
"Avvenimenti"