Vai a Gaza
di Uri Avnery

 

Vuoi fare l'affare di tutta una vita?
Vai a Gaza!
Il governo ha gentilmente steso una serie di veicoli blindati a tale scopo. Una volta lì, potrai avere la villa che avevi sempre sognato, con due fiori ed un prato verde, in cambio di nulla. Lo Stato e' ricco.

Puoi creare serre e produrre fiori e verdura. Qualche volta, potrai ingaggiare degli operai  palestinese, che lavorano per qualche tozzo di pane. Non hanno scelta, poiché la loro terra gli e' stata rubata. Ora e' troppo pericoloso, meglio impiegare tailandesi, che prendono ancora meno.

Non vi sono problemi legali, né salario minimo, né vacanze annuali, né indennità di licenziamento né sciocchezze simili. La legge israeliana non si applica a loro. La legge prevalente e' un relitto precedente all'occupazione egiziana, ed anche le condizioni lo sono.

Potrai esportare i tuoi prodotti in Europa. E' vero, bisogna farlo con discrezione, sotto falso nome, ma l'importante e' raggiungere i mercati. I burocrati di Bruxelles si arrabbieranno, dal momento che ciò viola gli accordi commerciali tra Israele e Unione Europea. Che si arrabbino pure. A chi importa? La cosa principale e' mettere le mani sulle rugose banconote di euro.

Certo, c'e' un problema di sicurezza. Tu e gli altri 7.000 coloni della striscia di Gaza siete seduti tra un milione di palestinesi. Portate loro via le loro migliori terre e metà della loro acqua. Quindi non vi amano. Ma non importa, l'esercito vi difenderà - un intero battaglione schierato a difesa di un insediamento in cui vive qualche dozzina di famiglie, un'intera divisione per tutta la striscia di Gaza. Molti soldati. Molti quartier generali. Molti carri armati. Moltissimi soldi. Ma e' lo Stato che paga.

Se il tuo insediamento e' troppo vicino ad un villaggio arabo e c'e' qualche problema, non preoccuparti. L'esercito farà saltare in aria tutte le case "troppo vicine" e "ripulirà" tutta l'area. Ciò permetterà all'insediamento di espandersi. La cosa principale e' la tua sicurezza. Ed i soldi che farai.

E questo e' solo l'inizio. Se davvero si deciderà di evacuare gli insediamenti di Gaza, e la decisione dovesse essere messa in pratica (come tu sai, le decisioni e la messa in pratica sono due cose differenti, non necessariamente collegate), comincerà ad arrivare un fiume di denaro. Lo Stato ti pagherà profumatamente affinché tu vada via con tranquillità. Così accadde quando Menahem Begin smantellò gli insediamenti nel Sinai. I coloni ricavarono vere e proprie fortune. Alcuni rifiutarono e dichiararono che mai e poi mai avrebbero lasciato le loro case. Poi cominciarono a ripensarci. Alla fine nessun colono rifiutò di prendere il denaro. Molti degli evacuati dal Sinai presero i soldi e si trasferirono in America o in Australia. I più intelligenti si riversarono nella adiacente Gaza e sono in attesa del secondo round di generose ricompense.

Ma, nel frattempo, i coloni affollano gli studi televisivi, sollevano gli occhi al cielo e proclamano che stanno difendendo Askalon e Tel Aviv e che, dunque, lo stato insolvente dovrebbe investire negli insediamenti altri miliardi. Perché, dopo tutto, essi sono i Veri Sionisti.

Cari coloni. Caro sionismo.

Ma Ariel Sharon e' davvero serio nella sua decisione di evacuare quasi tutti gli insediamenti di Gaza? "Quasi", perché vuole conservare tre colonie site presso la Linea Verde del 1967. Si tratta di un tipico metodo israeliano: quando, dopo molte commozioni, evacuiamo alcuni  territori, ne conserviamo sempre un pezzettino, in modo che il conflitto possa sempre continuare. Poi alla fine lo lasciamo. Quando evacuammo la vasta area del Sinai, con i suoi pozzi di petrolio, la città di Yamit e le colonie, rifiutammo di restituire la piccola, bellissima Taba. Il contenzioso durò per molto tempo, poi andammo via. Quando lasciammo il Libano, trattenemmo la "zona di sicurezza". Quando lasciammo la "zona di sicurezza", dopo qualche altro centinaio di morti, ci tenemmo le Fattorie di Sheba'a, dove i nostri soldati ancora vengono ammazzati. Ora, quando Sharon promette di evacuare le colonie di Gaza, vuole trattenere tre insediamenti come souvenir.
(C'era una persona con tutti i denti guasti. Li fece estrarre tutti tranne uno, giusto per ricordarsi di quanto gli facevano male).

Così, per la milionesima volta, tutti cercano di indovinare: quali sono le sue intenzioni? Fa sul serio questa volta? Merita davvero tutti i baci e gli abbracci verbali di Shimon Peres? Forse e' davvero lui il De Gaulle israeliano?

Beh, tutti sanno che e' un diversivo. Mira soltanto a deviare l'attenzione dall'affare della corruzione, per il quale e' stato interrogato questa settimana da alti funzionari. Mira anche ad ammonire il Procuratore Generale che, se dovesse incriminare Sharon, avrà sabotato uno storico passo verso la pace. Inoltre serve a dire al presidente USA, alla vigilia della visita di Sharon a Washington, che egli e' ora pronto a fare passi seri, e che Bush dovrà essere a sua volta pronto ad impartire le sue benedizioni ed a sganciare un po' di miliardi di dollari (per pagare i coloni).

Ma non e' solo un diversivo. Questa mossa soddisfa la grande strategia di Sharon. Lui e' pronto a sacrificare un dito per salvare il resto. E' pronto a restituire Gaza, con il suo milione di palestinesi indesiderati, ed anche qualche sperduto insediamento in Cisgiordania, pur di ottenere l'assenso americano ad annettere la gran parte della Cisgiordania.
Non e' una strategia nuova. Davide Ben Gurion "cedette" il 22% della Palestina per potersene accaparrare il 78% contro il 55% previsto dal piano delle Nazioni Unite. Menahem Begin "cedette" l'intero Sinai per eliminare l'Egitto dalla scena e concentrarsi sulla conquista della Cisgiordania. Sharon e' pronto a "cedere" tutta la striscia di Gaza ed il 45% della Cisgiordania per poterne annettere ad Israele il 55%.

Questo e' ritenuto un "passo unilaterale" - senza l'accordo dei palestinesi, che saranno rinchiusi in enclavi circondate da muri e barriere elettroniche. E questa e' l'idea che Sharon si appresta a vendere a Bush: Vedi, sto evacuando gli insediamenti, sia a Gaza che nel cuore della Cisgiordania, nonostante il fatto che mi dispiaccia molto. Questo e' un enorme passo verso la pace. Shimon Peres continua a baciarmi (verbalmente, verbalmente). Ma, per poter realizzare questo stupefacente atto politico, ho bisogno del sostegno americano, ufficiale e pubblico. E tu devi promettermi di non interferire allorché annetterò gran parte della Cisgiordania.

Naturalmente, ciò non porterà la pace, né la sicurezza. Gaza e le enclavi palestinesi diverranno feudi di Hamas. Ci saranno più attacchi in Israele, ed una guerra infinita.
Ma, per Sharon, questo e' il passo decisivo per la realizzazione del sionismo così come lui lo intende. Lo stato d'Israele comprenderà il 90% della terra tra la Giordania ed il Mediterraneo. E, per il restante 10% - Dio e' grande.

 

 traduzione a cura di www.arabcomint.com